Giovedì, 29 settembre 2022 - ore 19.21

GAS: L'ALGERIA PUNTA ALLA RISCOSSA ENERGETICA

| Scritto da Redazione
GAS: L'ALGERIA PUNTA ALLA RISCOSSA ENERGETICA

Il governo algerino concede incentivi per trattenere le compagnie internazionali dopo l'assalto armato di un gruppo di terroristi alla centrale di In Amenas. Rischi e vantaggi per l'Unione Europea derivati dell'incremento del peso di Algeri nella geopolitica del gas.

 

Congelare le condizioni contrattuali al livello attuale per ravvivare l'interesse delle compagnie straniere nel mercato del gas algerino. Nella giornata di lunedì, 21 Gennaio, il Parlamento dell'Algeria ha concesso incentivi alle compagnie internazionali impegnate in diversi progetti energetici sul territorio algerino.

 

Come riportato dalla Reuters, la misura si è rivelata necessaria per restituire fiducia  agli investitori internazionali, dopo che lo scorso 16 Gennaio un commando di terroristi affiliati ad Al Qaeda ha assaltato la centrale di In Amenas, controllata dal colosso nazionale algerino Sonatrach, da quello britannico British Petroleum e da quello norvegese Statoil.

 

L'episodio, che ha provocato una sessantina di morti tra gli ostaggi, ha posto un serio interrogativo sulle reali condizioni di sicurezza in cui gli operatori del settore energetico sono costretti a lavorare in Algeria, ed ha portato diverse compagnie a considerare l'ipotesi di abbandonare i progetti in territorio algerino.

 

Per l'Algeria, la fiducia delle compagnie straniere è fondamentale per mantenere un ruolo da protagonista nella geopolitica del gas in Africa e in Europa. Ad oggi, l'Algeria è il terzo Paese africano per possesso di giacimenti di gas naturale, ed è il terzo esportatore di oro blu in Unione Europea.

 

Come rilevato da uno studio della Stratford, il ruolo dell'Algeria nel settore energetico UE è destinato a rafforzarsi in seguito al calo delle esportazioni di gas naturale da parte di Norvegia, Gran Bretagna e Paesi Bassi.

 

Il venir meno del carburante da Nord permette infatti ad Algeri di incrementare le proprie forniture di gas all'Unione Europea, e di rafforzare notevolmente la propria presenza sopratutto nel mercato spagnolo, francese e italiano.

 

Per stabilizzare il prezzo del gas, ed assicurarsi forniture permanenti, all'inizio del 2013 la Spagna ha siglato con l'Algeria un accordo per l'importazione di gas naturale valido per 18 anni.

 

L'oro blu dal territorio algerino a quello spagnolo è rifornito attraverso il gasdotto Medgaz: conduttura realizzata sul fondale del Mar Mediterraneo dalla città algerina di Hassi R'Mel a quella spagnola di Almeria.

 

Con una portata di 8 milioni di metri cubi di gas, il Medgaz è compartecipato dalla Sonatrach, dalle compagnie spagnole Iberdola, CEPSA ed Endesa, e dalla compagnia francese Suez Gaz de France.

 

La presenza dei francesi nel Medgaz non è casuale, in quanto la Francia, che oggi dipende per il 45% del fabbisogno nazionale dal gas della Norvegia, ha visto nell'Algeria l'alternativa per compensare l'ammanco di oro blu proveniente da nord previsto per i prossimi anni.

 

Sfruttando il Terzo Pacchetto Energetico - legge UE che prevede la messa in comunicazione dei gasdotti dei Paesi dell'Unione - la Francia ha programmato la costruzione di infrastrutture per collegare le proprie condutture con quelle della Spagna, e permettere l'importazione diretta del gas algerino attraverso il il sistema infrastrutturale energetico spagnolo.

 

Per quanto riguarda l'Italia, l'Algeria è il primo fornitore di gas del nostro Paese con l'invio 23 miliardi di metri cubi di gas all'anno, pari al 30% circa del fabbisogno nazionale.

 

Il gas dall'Algeria è trasportato in Italia attraverso la Tunisia tramite il Gasdotto Trans Mediterraneo: conduttura dalla portata massima di 30 Miliardi di metri cubi all'anno, compartecipata dalla Sonatrach, dal colosso italiano ENI, e dalla compagnia tunisina Sotugat.

 

In aggiunta all'invio diretto di gas naturale, Algeri ha incrementato anche l'esportazione di gas liquefatto. Il 5 Gennaio, l'Algeria ha firmato con la Turchia un accordo per l'esportazione di 4 miliardi di metri cubi di LNG per i prossimi dieci anni, ed ha raggiunto una pre-intesa con l'Ucraina per avviare rifornimenti di gas liquefatto anche nel porto di Odessa, dove il Governo ucraino ha pianificato la costruzione di un rigassificatore.

 

In Unione Europea, anche la Croazia e la Polonia si sono dette interessate a firmare accordi con Algeri per l'importazione di gas liquefatto nei rigassificatori di Krk e Swinoujscie, in fase di realizzazione.

 

L'ultimo aspetto su cui l'Algeria intende puntare è il gas shale: oro blu presente in rocce porose ubicate a bassa profondità estraibile mediante sofisticate tecniche di fracking ad oggi operate in sicurezza solo in Nordamenrica.

 

Secondo le principali stime, l'Algeria possiede una riserva di shale pari a 17 trilioni di metri cubi, e l'avvio del suo sfruttamento consentirebbe ad Algeri di incrementare in misura notevole le esportazioni di energia verso Europa e Asia.

 

Le conseguenze per l'Europa e per il mercato globale dell'energia

 

Se da un lato i rifornimenti dall'Algeria costituiscono una fonte di approvvigionamento più o meno stabile, nel contempo il ruolo di Algeri può rallentare la politica di diversificazione delle forniture di gas naturale approntata dalla Commissione Europea per tutelare la sicurezza energetica dei Paesi UE.

 

In primis, l'incremento delle esportazioni di gas dall'Algeria in Europa rende più difficile la realizzazione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti progettato Bruxelles per importare oro blu dall'Azerbaijan direttamente in Europa, e limitare la dipendenza dell'UE dalle forniture della Russia - che, ad oggi, coprono il 40% del fabbisogno totale del Vecchio Continente.

 

Dall'altro, la crescente offerta per il mercato europeo di LNG da parte dell'Algeria potrebbe scoraggiare l'avvio delle esportazioni di gas liquefatto degli Stati Uniti d'America, che Washington ha preventivato per permettere all'UE di diversificare le proprie fronti di approvvigionamento da quelle russe ed algerine.

 

Con l'avvio dello sfruttamento del gas shale, gli USA hanno già incrementato le esportazioni di gas liquefatto verso l'Asia, e si sono imposti come uno tra i principali fornitori di energia sopratutto in India, Corea del Sud, Singapore ed Indonesia.

 

Matteo Cazzulani

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