Domenica, 02 ottobre 2022 - ore 12.03

GAS: L'INDIA RAFFORZA LA PARTNERSHIP CON GLI USA

| Scritto da Redazione
GAS: L'INDIA RAFFORZA LA PARTNERSHIP CON GLI USA

Il colosso indiano ONGC e quello statunitense ConocoPhilips danno il via ad una collaborazione modale per la ricerca dello shale. Nuova Delhi sostiene anche la costruzione di quattro rigassificatori

 

Gas non convenzionale per una potenza emergente che ha sete di energia. Nella giornata di venerdì, 29 Dicembre, il colosso indiano ONGC ha firmato un accordo con il colosso USA ConocoPhilips per l'individuazione, lo studio e lo sfruttamento di giacimenti di gas non convenzionale in India, Sudamerica e in altre parti del Mondo.

 

Come riportato dal portale di informazione wnp.pl, l'India, per via della composizione geologica del suo sottosuolo, presenta vaste aree in cui è possibile la presenza di gas shale. Per soddisfare la crescente sete di energia, Nuova Delhi ha puntato molto sullo sfruttamento di gas non convenzionale come, per l'appunto, lo shale.

 

Noto anche come gas di scisto, lo shale è un tipo di gas ubicato in rocce porose a bassa profondità, estratto mediante sofisticate tecniche di fracking. Ad oggi, lo shale è regolarmente estratto in Nordamerica, ed ha permesso agli Stati Uniti di diventare il primo Paese esportatore di gas al Mondo, scavalcando nel rating mondiale Russia, Iran e Qatar.

 

Proprio gli Stati Uniti ricoprono un ruolo fondamentale per la politica energetica dell'India. Washington negli ultimi anni ha siglato accordi con Nuova Delhi per la vendita di diversi metri cubi all'anno di gas shale liquefatto.

 

A testimonianza del successo della cooperazione tra India e Stati Uniti è la notizia diffusa al portale Natural Gas Asia, secondo cui la compagnia indiana ha avviato la costruzione di quattro rigassificatori per aumentare la portata delle importazioni di oro blu.

 

La Guerra Fredda del Gas in Asia

 

Oltre che con l'India, gli Stati Uniti d'America hanno stabilito una partnership anche con la Corea del Sud, la cui compagnia energetica E1 si è impegnata ad acquistare 180 Mila tonnellate di gas liquefatto dagli USA.

 

Differente è il posizionamento del Giappone, che per soddisfare il fabbisogno di gas ha puntato su un ampio ventaglio di fornitori che va dall'Australia al Qatar fino alla Russia.

 

In cambio della compartecipazione nel Southstream - gasdotto progettato da Mosca per aumentare la dipendenza dell'Unione Europea dalle forniture di gas naturale della Russia - il Giappone ha ottenuto dal Cremlino il prolungamento del gasdotto Siberia Occidentale-Oceano Pacifico fino alla località di Kozmino.

 

Chi in Asia è in cerca di più energia è anche la Cina, che si è affidata allo sfruttamento dei giacimenti di gas del Turkmenistan - presso i quali Ashgabat ha concesso a compagnie cinesi l'acquisto di un alto numero di azioni azioni - e al trasporto diretto a Pechino dell'oro blu proveniente dal quarto produttore di gas naturale al Mondo.

 

La scelta del Turkmenistan è stata per la Cina una mossa obbligata dopo che le trattative con la Russia per le forniture di gas si sono arenate per via delle differenti posizioni sull'aspetto contrattuale.

 

Un segno di distensione è stato dato dal Premier cinese, Wen Jabao, che, come riportato dal Business Times, ha dichiarato di voler riaprire il tavolo delle trattative con Mosca.

 

Oltre che sugli aspetti tariffari - la Russia non è disposta a concedere a Pechino un prezzo basso - Mosca e Pechino sono divise anche sulla costruzione di un gasdotto deputato al trasporto del gas dal territorio russo a quello cinese.

 

Matteo Cazzulani

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