Giovedì, 29 settembre 2022 - ore 02.45

GAS: L'IRAN SEMPRE PIU' IMPORTANTE IN MEDIO ORIENTE

| Scritto da Redazione
GAS: L'IRAN SEMPRE PIU' IMPORTANTE IN MEDIO ORIENTE

Teheran ha progettato una conduttura per rifornire l'Iraq di 30 Milioni di metri cubi di gas provenienti dal giacimento South Pars. Anche Siria e Libano coinvolti nel progetto

 

Gas e gasdotti dietro alle tensioni miliari e internazionali. Nella giornata di martedì, 9 Gennaio, l'Iran ha progettato un gasdotto per rifornire di gas Iraq e Siria.

 

Come riportato da una nota del Governo iraniano riportata dalla Press TV, Teheran intende soddisfare la richiesta di Baghdad di 30 milioni di metri cubi di gas al giorno sfruttando l'oro blu del giacimento South Pars con una conduttura che collega direttamente il territorio dell'Iran con quello iracheno.

 

Il Ministro del Greggio e dell'Energia iraniano, Rostam Qasemi, ha anche preventivato il prolungamento del gasdotto dall'Iraq alla Siria, Paese con cui le trattative sono già state avviate, ed ha illustrato come a beneficiare dell'estensione dell'infrastruttura possa essere anche il Libano.

 

Il gasdotto che collega Iran e Iraq, e il suo prolungamento a Siria e Libano, consente a Teheran di aumentare il proprio peso nella politica energetica del Medio Oriente.

 

Legati alle forniture di oro blu dell'Iran, e già fortemente dipendenti dal greggio esportato da Teheran, i Governi iracheno, siriano e libanese corrono il rischio di essere influenzati nelle scelte in ambito geopolitico dalle Autorità iraniane, con inevitabili ripercussioni in una zona del Mondo particolarmente delicata.

 

Si riaccende la tensione tra Turchia e Cipro sul Libano

 

A testimonianza della forte tensione geopolitica legata all'energia nel Medio Oriente è anche la protesta della Turchia alla decisione di Cipro di proporre una partnership energetica con il Libano per la ricerca di gas e greggio nelle acque territoriali libanesi.

 

Come riportato dal Daily Star Lebanon, le Autorità cipriote hanno proposto a Beirut la cooperazione sulla base di uno studio della compagnia statunitense Noble Energy, che ha certificato la presenza di una riserva di 255 Miliardi di metri cubi di gas naturale nelle acque territoriali libanesi.

 

La mossa di Cipro ha provocato l'immediata reazione della Turchia, che ha denunciato la volontà di Nicosia di espandere i progetti di sfruttamento di gas al di fuori dei confini nazionali, ed ha minacciato l'espulsione dal mercato turco dell'energia delle compagnie internazionali che intenderanno prendere parte al progetto di cooperazione tra Nicosia e Beirut.

 

In particolare, Ankara ha criticato la volontà di Cipro di sfruttare i giacimenti di gas ubicati non solo nelle acque territoriali del Libano, ma anche nella parte settentrionale dell'Isola che, dal 1974, si trova sotto il controllo politico della Turchia.

 

Matteo Cazzulani

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