Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 04.27

Giappone. Con un robot È riuscito ad alzarsi e a camminare

Tecnologia e robotica in Giappone al servizio dell’umano

| Scritto da Redazione
Giappone. Con un robot È riuscito ad alzarsi e a camminare

"Un paziente affetto da poliomelite è venuto da noi. Gli altri ospedali non potevano fare nulla per lui. Gli abbiamo messo il robot. È riuscito ad alzarsi e a camminare. Mi sono commosso. Credo molto nelle potenzialità di questo robot"

Facciamo ora conoscenza con HAL, il primo robot di tipo cyborg. Un esoscheletro che consente di aiutare pazienti con disabilità, persone colpite da ictus o da lesioni del midollo spinale.

Il professor Yoshiyuki Sankai, amministratore delegato di Cyberdyne e creatore del robot, spiega come funziona: “Quando il cervello dà l’ordine di fare un movimento, quest’ordine arriva alle estremità. Installiamo sulla pelle dei sensori in grado di elaborare i segnali. È un robot che funziona con la volontà delle persone”.

Sato Ikuma, fisioterapista presso il Robo Care Center, racconta un episodio che l’ha riguardato: “Un paziente affetto da poliomelite è venuto da noi. Gli altri ospedali non potevano fare nulla per lui. Gli abbiamo messo il robot. È riuscito ad alzarsi e a camminare. Mi sono commosso. Credo molto nelle potenzialità di questo robot”.

HAL è già presente in 170 ospedali giapponesi e in una sessantina di istituzioni in Germania e in Svezia. Il suo creatore punta a lanciarlo presto sul mercato americano.

E per il futuro, l’obiettivo è ampliarne il campo d’azione: fargli spostare carichi pesanti nelle aziende, aiutare gli anziani in casa, e trovare nuove applicazioni mediche.

Il professor Sankai azzarda qualche previsione: “Se usiamo la volontà e questa tecnologia, e connettiamo il tutto a un computer, potremmo trattare pazienti affetti da malattie gravi come la Sla. Pazienti completamente paralizzati potrebbero digitare su un computer semplicemente con la loro volontà, e tornare così a comunicare. Questa tecnologia potrebbe aiutare questo tipo di pazienti”.

Un hi-tech utile, insomma, con soluzioni pratiche non solo per il Giappone ma per il resto del mondo.

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