Mercoledì, 07 dicembre 2022 - ore 14.58

Global Innovation Index 2022

In testa Svizzera, Stati Uniti e Svezia. Italia 28esima

| Scritto da Redazione
Global Innovation Index 2022

La World Intellectual Property Organization (WIPO) ha pubblicato il suo nuovo  Global Innovation Index (GII) 2022 dal quale emerge che Svizzera, Stati Uniti, Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi sono le economie più innovative del mondo, mentre la Cina è arrivata a ridosso della top 10. Anche altre economie emergenti, come l’India e la Turchia, mostrano ottime performance ed entrano per la prima volta nella top 40. Anche se fa un passo avanti, l’Italia resta solo 28esima.

Nella sua classifica annuale delle economie mondiali per capacità di innovazione e produzione, il GII mostra alcuni cambiamenti chiave nella top 15 della classifica, con gli Stati Uniti che salgono al secondo posto, i Paesi Bassi al quinto, Singapore al settimo, la Germania raggiunge l’ottavo posto  e la Cina sale di un posto all’11esimo.

Il Canada è tornato tra i primi 15 innovatori globali (15esimo), la Turchia è 37esima e l’India quarantesima. Il Vietnam (48esimo), l’Iran (53esimo) e le Filippine (59esime) sono le economie a reddito medio con la più rapida crescita del rendimento dell’innovazione.

Il Vecchio continente. L’Europa, è ancora la patria dell’innovazione con 15 Paesi che si collocano tra i primi 25 in classifica. Delle 39 economie europee esaminate, 12 fanno passi avanti nel GII: Paesi Bassi (5°),

Germania (8°), Austria (17°), Estonia (18°), Lussemburgo (19°), Malta (21°), Italia (28°), Spagna (29°), Polonia

(38°), Grecia (44°), Moldova (56°) e Bosnia ed Erzegovina (70°). In Europa e la  Svizzera ad avere le istituzioni più performanti (seconda al mndo) ed è la leader regionale e globale nei risultati dell’innovazione, classificandosi al primo  posto sia nella conoscenza che nella tecnologia output e output creativi. La Germania è in testa per capitale umano e ricerca (seconda al mondo), mentre la Svezia è al primo posto nelle infrastrutture e del business innovativo anche a livello mondiale.

Diverse economie in via di sviluppo stanno ottenendo risultati al di sopra delle aspettative in termini di innovazione rispetto al loro livello di sviluppo economico, compresi i nuovi arrivati ​​Indonesia, Uzbekistan e Pakistan. 8 Paesi che hanno una forte performance  performance di innovazione rispetto alla loro devole economia sono dell’Africa subsahariana, con Kenya, Rwanda e Mozambico in testa. In America Latina e Caraibi, Brasile, Perù e Giamaica stanno sovraperformando rispetto allo sviluppo.

Il co-editore di GII e preside della Saïd Business School all’università di Oxford, Soumitra Dutta, sottolinea che «Con il loro aumento in termini di prestazioni dell’innovazione all’ombra degli shock alle catene di approvvigionamento globali, Turchia e India stanno arricchendo positivamente il panorama dell’innovazione globale, mentre l’Indonesia mostra un potenziale di innovazione promettente. Altri campioni regionali come Cile e Brasile in America Latina, e Sud Africa e Botwana nell’Africa subsahariana, hanno migliorato le loro prestazioni relative all’innovazione».

Il rapporto che accompagna il GII dimostra che «La ricerca e lo sviluppo (R&S) e altri investimenti che guidano l’attività innovativa a livello mondiale hanno continuato a crescere nel 2021 nonostante la pandemia di Covid-19, ma stanno emergendo sfide nel tradurre nell’innovazione in impatto gli investimenti». Infatti, il  GII rileva che «La crescita della produttività, normalmente stimolata da una maggiore innovazione, è di fatto stagnante» e che «Nonostante il recente fiorire della spesa in ricerca e sviluppo e degli investimenti in capitale di rischio, l’attuale progresso tecnologico e l’adozione di nuove tecnologie mostrano segni di rallentamento della crescita. Tuttavia, con un’alimentazione più attenta e attenta degli ecosistemi dell’innovazione, potrebbe decollare una nuova era di crescita guidata dall’innovazione guidata dalle ondate di innovazione dell’era digitale e della deep science».

Il direttore generale del WIPO, Daren Tang, evidenzia che «Il GII di quest’anno rileva che l’innovazione è a un bivio mentre emergiamo dalla pandemia. Mentre gli investimenti nell’innovazione sono aumentati nel 2020 e nel 2021, le prospettive per il 2022 sono offuscate non solo dalle incertezze globali, ma anche dalla continua sottoperformance della produttività guidata dall’innovazione. Ecco perché dobbiamo prestare maggiore attenzione non solo a investire in innovazione, ma a come si traduce in impatto economico e sociale. Per il successo, la qualità e il valore diventeranno fondamentali quanto la quantità e la scala».

Nel 2021, le principali aziende che spendono in ricerca e sviluppo a livello globale hanno aumentato la loro spesa in ricerca e sviluppo di quasi il 10% a oltre 900 miliardi di dollari, un valore superiore rispetto al 2019 prima della pandemia. Questo aumento è stato trainato principalmente da 4 settori: hardware ICT e apparecchiature elettriche; software e servizi ICT; prodotti farmaceutici e biotecnologici; costruzioni e metalli industriali.

Nel 2020, gli investimenti in ricerca e sviluppo globali sono cresciuti a un tasso del 3,3%, ma sono rallentati rispetto al tasso di crescita storicamente elevato del 6,1% registrato nel 2019. Gli stanziamenti di bilancio del governo per le principali economie di spesa in ricerca e sviluppo hanno mostrato una forte crescita nel 2020. Per i bilanci di ricerca e sviluppo del governo del 2021, il quadro è più vario, con spese in crescita nella Repubblica di Corea e in Germania, ma in calo negli Stati Uniti e in Giappone.

Nel 2021, gli accordi di venture capital (VC) sono esplosi, registrando livelli paragonabili agli anni del boom di Internet alla fine degli anni ’90. Le regioni dell’America Latina e dei Caraibi e dell’Africa registrano la crescita più forte di VC. Tuttavia, le prospettive VC per il 2022 sono più sobrie; l’inasprimento delle politiche monetarie e l’effetto sul capitale di rischio porteranno a una decelerazione del VC.

Un focus tematico del GII 2022 si chiede: qual è il futuro della crescita guidata dall’innovazione? E il rapporto delinea la possibilità di due nuove ondate di innovazione: «1. un’ondata di innovazione dell’era digitale basata su supercalcolo, intelligenza artificiale e automazione, che è sul punto di produrre ampi impatti sulla produttività in tutti i settori e campi della ricerca scientifica, 2.  un’ondata di innovazione deep science basata sulle scoperte nelle biotecnologie, nanotecnologie, nuovi materiali e altre scienze, che sta rivoluzionando le innovazioni in 4 campi di importanza fondamentale per la società: salute, cibo, ambiente e mobilità».

Tuttavia, il GII 2022 avverte che «Gli effetti positivi di queste due nuove ondate richiederanno tempo prima che si concretizzino. Devono essere prima superati molti ostacoli, in particolare nell’area dell’adozione e della diffusione della tecnologia».

Bruno Lanvin, co-editore del GII e co-fondatore del Portulans Institute, conclude: «La produttività è al centro di ciò che vogliamo che le nostre società e le nostre economie siano domani, in particolare se vogliamo combinare livelli più elevati di uguaglianza utilizzando le risorse naturali in modo più sensato. Oggi, una vera rivoluzione sta guidando l’innovazione. Spinta dalle onde dell’era digitale e della deep science. Abbiamo la responsabilità collettiva di trarre le lezioni dalle recenti crisi per mettere questa rivoluzione sulla strada giusta e orientarla verso il futuro che vogliamo».

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