Da parlamentare, ruolo cessato da oltre 20 anni, con colleghi delle nostre contrade, ho sostenuto le meno lobbiste e più difficili infrastrutture nel territorio, dalla galleria di valico della Pontremolese, che rappresenta il presupposto del Tibre ferroviario, alla legge 380 che definisce di importanza strategica il bacino idroviario padano veneto fino all'ammodernamento viabilistico locale.
Il territorio ha visto l'arrivo del "Pendolino" con fermate a Brescia e Cremona.
Ora il Tibre ferroviario, tracciato alto o basso che sia, non risulta nei documenti di finanza della Regione Lombardia, ed il miglioramento dei collegamenti del Sud Lombardia appare una chimera, i treni sono la quotidiana maglia nera della regione, la politica idroviaria é di fatto cancellata, ignorate le offerte di E.On, per produrre idroelettrico sul Po e cancellato il Pendolino di Cremona.
In Regione le battaglie per evitare lo squartamento della provincia di Cremona con la Bre.Be.Mi. le ho fatte insieme al sen. Grillotti di An, sindaco di Rivolta e vero galantuomo.
A chi mi butta il vetriolo di mezzo metro di rifiuti abbandonati in campagna, peraltro senza diretta comunicazione, rispondo che ho portato 40 sindaci in fascia tricolore al Pirellone a combattere discariche di milioni di tonnellate di amianto nel cuore agroalimentare del Paese. Contro di noi la forza di milioni di tangenti accertate dalla Magistratura che ha associato più d'uno alle patrie galere.
Le lezioni di superiorità morale sono fuori luogo, soprattutto quando gli incarichi "tecnici" sono il risultato di decisioni politiche.
Le battaglie politiche si possono vincere o perdere ed il consenso é la discriminante. A chi eccepisce sulla longevità politica ricordo che gli incarichi ad oggi ricoperti sono il risultato di libere elezioni. A chi attacca sul vivere di politica ricordo l'attività di dipendente di associazione economica agricola.
Senza generalizzare, tra gli innovatori della Lega, qualche parlamentare che ha rappresentato questo territorio dopo di me, prima a Palazzo Madama e poi a Bruxelles é stato condannato in III grado (sentenza n. 748, del 13.3.2014, 5.a Sezione Penale della Cassazione) per associazione a delinquere, appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato a proposito di quote nel settore lattiero caseario.
Questa differenza sostanziale riguarda anche patrimonio e fedine penali, che, talvolta, vengono prima di sottili sfumature politiche.
A proposito, invece, della situazione di Bozzolo, diversamente da altri, non ho sostituito alcuno dei professionisti incaricati a livello urbanistico, tecnico e legale.
Lo stesso segretario comunale, autonomamente ed in quanto richiesto da Volta Mantovana, ha preferito optare per quella sede più popolosa: una libera scelta che lo ha portato a rinunciare alla permanenza a Bozzolo.
Per quanto riguarda l'incarico dell'avv. Pasetti, che leggevo sulla stampa ma non vedevo in comune se non nelle tribune del pubblico durante le sedute consiliari, ho chiesto alla ragioneria lo stato dell'arte e, su suo preciso invito, mi sono recato nello studio professionale per definirle.
Successivamente é venuto in Comune ed insieme agli uffici ha trattato le sue spettanze assumendo un nuovo incarico.
Nessun cambiamento di linea politica si é registrato, né da parte sua come ispiratore di sempre più numerosi attacchi della minoranza, né da parte mia e della maggioranza nel respingerli.
Quanto alla perdita di peso della provincia, non dipende solo dalle riforme romane ma anche dalla sottrazione di ruoli e di competenze da parte della Regione. Purtroppo il ruggito di Pasetti sul Tibre ferroviario o quello del presidente Pastacci sul futuro dell'Ente, non per loro colpe locali ma per la perdita di competenze della Provincia, non risultano incisivi e leonini ma simili a quelli del coniglio.
Peraltro a Pastacci va il ringraziamento per avere preso in mano con coraggio la barca dell'Unione delle Province a livello nazionale nel momento più difficile, in cui viene messa a dura prova la stessa sopravvivenza dell'Ente.
Resta il rammarico nei confronti di chi, di fronte alle denunce ed alle richieste di svolta, tarda a costruire fatti concreti, da tempo richiesti in campo sanitario, infrastrutturale ed economico.
Assisto, invece, con piacere a quanto hanno concordato i vicini consiglieri regionali di Cremona, togliendo dal freezer il Patto dello Sviluppo e l'accordo quadro territoriale (AQST) con un ordine del giorno condiviso e votato dall'assemblea di Palazzo Pirelli.
Milano ma forse la stessa Mantova finora non sembrano accorgersi delle necessità, né riconoscere una situazione nuova che, nella nostra area, da Bozzolo a Sabbioneta, da Piadena ad Asola, ha cambiato gli assetti locali e non solo per colpa di una politica vecchia di 40 anni ma, soprattutto, per le mancate risposte degli ultimi venti.
Giuseppe Torchio (Cremona)



