Venerdì, 07 ottobre 2022 - ore 14.34

Istruzione e tutele per le ragazze in Afghanistan

| Scritto da Redazione
Istruzione e tutele per le ragazze in Afghanistan

Tenere le ragazze fuori dalla scuola secondaria costa all'Afghanistan il 2,5% del suo PIL annuale. Se l'attuale gruppo di 3 milioni di ragazze fosse in grado di completare l'istruzione secondaria e di partecipare al mercato del lavoro, le ragazze e le donne contribuirebbero all'economia dell'Afghanistan per almeno 5,4 miliardi di dollari. È quanto emerge da un nuovo report dell’Unicef, “Cost of Inaction: Girl’s education in Afghanistan” pubblicato oggi, ad un anno dalla presa del potere dei talebani nel paese.

Si tratta di stime che, spiega l’Agenzia, non tengono conto degli impatti non economici della negazione dell'accesso all'istruzione alle bambine, come l'imminente carenza di insegnanti, medici e infermiere donne, il conseguente impatto sulla diminuzione della frequenza delle bambine alla scuola primaria e l'aumento dei costi sanitari legati alle gravidanze adolescenziali; le stime non tengono inoltre conto dei benefici più ampi dell'istruzione, tra cui il livello generale di istruzione, la riduzione dei matrimoni infantili e la riduzione della mortalità infantile.

ALTRI DATI SULLA SITUAZIONE DEI BAMBINI IN AFGHANISTAN

Su una popolazione totale di 41,7 milioni di persone, il 54% sono minorenni; 3 afghani su 5 – ovvero 24,4 milioni di persone - necessita di aiuto umanitario; 12,9 milioni di bambini – ovvero 3 bambini afghani su 5 – ha bisogno di aiuto umanitario.

Il 97% degli afghani vive in povertà; 92% della popolazione non ha accesso ad una quantità sufficiente di cibo conveniente e nutriente; Il 90% del reddito delle famiglie è speso per il cibo;

GRAVI VIOLAZIONI CONTRO I BAMBINI (GENNAIO - GIUGNO 2022)

141 bambini sono stati uccisi; 318 bambini sono rimasti mutilati; Si sono verificati 11 attacchi contro ospedali; Ci sono stati 56 attacchi su scuole.

PROTEZIONE DEI BAMBINI

Il 28% delle ragazze afghane si sposa prima dei 18 anni; il 7% dei ragazzi si sposa prima dei 18 anni; il 13% delle famiglie ha almeno un minore tra i 6 e i 17 anni che lavora in difficili condizioni.

SANITÀ

3,3 milioni di bambini sono colpiti da malnutrizione; 1 milione di bambini sono a rischio di malnutrizione acuta grave.

Anche prima che i Talebani prendessero il potere il 15 agosto dello scorso anno, ricorda Unicef, l'Afghanistan era alle prese con oltre 4,2 milioni di bambini fuori dalle scuole, il 60% dei quali erano bambine. Sebbene i costi potenziali della mancata istruzione di bambini e bambine siano elevati in termini di mancati guadagni, la mancata istruzione delle bambine è particolarmente costosa a causa della relazione tra il livello di istruzione e il fatto che le bambine ritardino il matrimonio e la maternità, partecipino alla forza lavoro, facciano scelte sul proprio futuro e investano di più nella salute e nell'istruzione dei propri figli più avanti nella vita.

L'analisi dell’Unicef indica che l'Afghanistan non sarà in grado di recuperare il prodotto interno lordo (PIL) perso durante la transizione e di raggiungere la sua vera produttività potenziale senza soddisfare il diritto delle ragazze ad accedere e completare l'istruzione secondaria.

Oltre che per far tornare le ragazze nelle scuole secondarie, Unicef sta anche lottando per raggiungere le ragazze adolescenti con i servizi vitali di cui hanno bisogno, come il supporto per la prevenzione dell'anemia e la salute e l'igiene mestruale, che l’agenzia era solita fornire nelle scuole.

Anche la malnutrizione infantile è in aumento. Nel giugno 2021, 30.000 bambini sono stati curati per malnutrizione acuta grave in Afghanistan; nel giugno 2022, 57.000 bambini sono stati ricoverati, con un aumento del 90%. I bambini sono costretti a lavorare per mantenere le loro famiglie invece di andare a scuola, che è il luogo più sicuro in cui potrebbero stare.

Negli ultimi 12 mesi, i servizi sanitari e nutrizionali nelle scuole hanno raggiunto 272.386 ragazze adolescenti con integratori di ferro e acido folico. L'impossibilità di proseguire gli studi compromette la loro salute.

"La decisione del 23 marzo di non permettere alle ragazze di tornare alla scuola secondaria è stata scioccante e profondamente deludente. Non solo viola il diritto fondamentale delle ragazze all'istruzione, ma le espone a una preoccupazione maggiore e a un rischio più elevato di sfruttamento e abuso, tra cui il traffico di bambini e il matrimonio precoce e forzato", ha dichiarato il rappresentante dell'UNICEF in Afghanistan, Mohamed Ayoya. "Ora, questa nuova analisi illustra chiaramente il terribile impatto economico di questa decisione sul PIL del Paese. L'Unicef vuole che ogni bambina e bambino in Afghanistan vada a scuola e impari. Non smetteremo di impegnarci finché questo obiettivo non sarà raggiunto. L'istruzione non solo è un diritto per ogni bambino, ma è la base per la crescita futura dell'Afghanistan".

“L'Afghanistan rimane una delle crisi mondiali più complesse e multidimensionali per i bambini", ha continuato Ayoya. "Questo è un momento cruciale per una generazione di bambini in Afghanistan. I diritti delle bambine sono sotto attacco, la loro infanzia è segnata da privazioni. Per questo motivo, nonostante le sfide del contesto operativo, l'UNICEF sta aumentando la sua presenza, sta portando avanti le sue attività e sta ottenendo risultati come mai prima d'ora. Nel fare questo, vogliamo dire alla popolazione dell'Afghanistan: non potremmo fare quello che facciamo senza la vostra fiducia e il vostro sostegno. Ringraziamo anche i nostri donatori e partner per la loro generosità fino ad oggi, ma li esortiamo a continuare a sostenere i bambini, soprattutto con l'inverno alle porte”. (aise) 

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