«Questa non è violenza ma uno sport olimpico, spero che possiate andare avanti – rivolgendosi ai bambini –. Le carabine che vengono usate qui sono di libera vendita, non sono armi. Abbiamo bisogno anche di questi momenti»: questo dichiarava, su CremascoWeek di venerdì 13 febbraio scorso, il Presidente della Banca di Credito Cooperativo dell’Adda e del Cremasco, Giorgio Merigo.
Ho appreso e leggo con rammarico la dichiarazione del direttore della banca e ne resto attonita. Ritengo diseducativo addestrare i bambini a usare una carabina, caricata e pronta a uccidere; mi chiedo come si possa ritenere un’arma qualcosa di innocuo solo perché la sua vendita è legale. Sicuramente certi adulti hanno bisogno di momenti in cui sfogare l’ira repressa su poveri esserini indifesi, ma, a mio parere i nostri bambini hanno bisogno di ben altro. Forse di spazi aperti, in cui giocare tra coetanei, imparare attraverso l’esempio degli altri ed estendere a tutti, il bisogno naturale di restare immersi nella natura circostante, educarsi ed educare i simili al rispetto, non alla violenza e alla morte.
Auspico fortemente che ciò che il sig. Merigo dichiara non venga assolutamente attuato, pregategli di astenersi dall’incitare i bambini alla violenza. Che preferisca, semmai, un cauto silenzio in merito. Giochi per i piccoli, non armi! I proiettili sono legali, la morte degli esseri viventi no, che siano volatili, cani, gatti o altro.
Grata per la vostra attenzione, cordialità.
Jole Dessi
La lettera di Jole Dessi: ‘Ai bambini servono giochi, non armi’
Pubblichiamo la lettera di Jole Dessi, a seguito delle dichiarazioni di Giorgio Merigo, Presidente della Banca di Credito Cooperativo dell’Adda e del Cremasco

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