Anche questa volta si tratta di una NON-vittoria del PD che ha una causa lontana; è iniziata con i patti del nazareno, sia quelli scritti che quelli concordati a voce perchè i due contraenti , Renzi e Berlusconi, non ebbero la dignità di mostrarli in pubblico, come se si trattasse di affari privati e non pubblici.
Una NON-vittoria che ridimensiona il successo delle europee, che Renzi riteneva come dato acquisito e punto di partenza; invece viene dimostrato che quel successo era condizionato alle promesse fatte nella campagna elettorale per le primarie.
Acquisito Palazzo Chigi Renzi si ritenne soddisfatto, così pose mano al suo progetto riservato di stringere alleanza con Berluscponi, cosa che aveva categoricamente escluso.
Al nazareno i ruoli si invertirono: Berlusconi non si presentò come lo sconfitto dimissionario, condannato ai lavori socialmente utili, ma come una vittima della mala-giustizia che dagli accordi del nazareno si aspettava un risarcimento per i torti, secondo lui, subiti.
Si capì, però, che a comandare era Berlusconi, con Renzi disposto a tutto pur di garantirsi il sostegno del pregiudicato e con Berlusconi che profittò fino in fondo della disponibilità di Renzi.
La prova che ha irritato gli elettori del PD sta nella legge elettorale, passata secondo gli ordini impartiti dal pregiudicato.
La sconfitta sarebbe stata ancora più consistente se non ci fosse stata l'elezione di Mattarella, che fece imbufalire Berlusconi che voleva Amato per garantirsi la tanto anelata "grazia". Si trattò di un primo ripensamento di Renzi, che, però, non ha avuto seguito, in quanto le misure adottare successivamente , risultano edulcorate in modo da non irritare troppo Berlusconi.
Non aveva capito il giovane Matteo, che a Berlusconi non si può cedere neanche il dito mignolo, perché ne profitta per agguantare la mano, l’avambraccio e anche l’intero braccio.
Renzi ha voluto mortificare una parte molto significativa del PD, "incartando" il regalo a Berlusconi, con l'elezione di Toti in Liguria; errore anche di Civati, perchè doveva attendere la fine delle elezioni e non favorire in modo becero il noto pregiudicato.
Il 40,8 % appartiene ad un passato difficile da tornare, perchè in politica gli errori si pagano, e, spesso, in differita. Non ha capito, ancora, che uno statista deve esercitare l’arte del compromesso, perché le imposizioni di un pensiero unico, appartengono all’autoritarismo dittatoriale, quell’autoritarismo che ha gettato una fitta ombra sul futuro politico di Berlusconi.
Rosario Amico Roxas



