Mercoledì, 20 gennaio 2021 - ore 21.03

La super contagiosa ''variante USA'' del virus non esiste: falso allarme dalla Casa Bianca

La Casa Bianca lancia l’allarme su una variante USA del virus molto contagiosa, ma ad oggi non esistono prove. Come è nato l’equivoco?

| Scritto da Redazione
La super contagiosa ''variante USA'' del virus non esiste: falso allarme dalla Casa Bianca

Nelle ultime ore diversi organi di stampa statunitensi (e non solo) hanno lanciato un vero e proprio allarme: una variante USA del virus SARS-CoV-2, più contagiosa del 50% rispetto a quella diffusa in tutto il Mondo, sarebbe responsabile del recente boom di casi negli Stati Uniti, dove ogni giorno ormai da settimane si registrano fino a 230mila nuovi casi di infezione da COVID e, dato delle ultime ore, fino a 4mila vittime ogni 24 ore.

L’allarme diffuso dai principali organi di stampa statunitensi, però, è tutt’altro che fondato. E la colpa di questo falso allarme non è da attribuire alla stampa, ma ad un report ufficiale della task force sul coronavirus della Casa Bianca inviato nei giorni scorsi ai governatori degli stati degli USA in cui, nero su bianco, si leggeva:

Questa accelerazione suggerisce che potrebbe esserci una variante USA che è mutata qui, in aggiunta alla variante UK che si è diffusa anche nelle nostre comunità, e che potrebbe essere più trasmissibile del 50%. Misure di contenimento più aggressive devono essere usate per contrastare un virus più aggressivo.

Nulla di vero, nonostante a lanciare l’allarme sia stata la task force ufficiale messa in piedi dall’ormai ex Presidente Donald Trump. Tutto è nato da una riunione della task force all’inizio di gennaio durante la quale la dottoressa Deborah Birx, membro del gruppo di esperti, ha presentato una serie di grafici che documentavano l’aumento dei casi di COVID-19 nel Paese. Come spiegare questo incremento spaventoso?

La dottoressa Birx ha ipotizzato che la colpa potesse essere di una nuova mutazione tutta statunitense del virus. Un’ipotesi, quindi, non basata su alcun dato reale. Nonostante questo, però, quell’ipotesi è finita nell’aggiornamento settimanale che la Casa Bianca invia ai governatori USA.

Il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie degli Stati Uniti (CDC) ha fatto diverse pressioni affinché quello che era a tutti gli effetti un falso allarme venisse rimosso dal report, ma la task force è andata avanti per la propria strada ed ha diffuso il report così come era stato redatto, segno del caos che stava già regnando alla Casa Bianca ad un passo dal cambio di amministrazione.

Di fronte all’insistenza dei media in cerca di conferme ufficiali, il CDC si è visto costretto a diffondere una comunicazione ufficiale per smentire quella teoria arrivata dalla Casa Bianca:

I ricercatore dei centri per la prevenzione e il controllo delle malattie stanno monitorando tutte le varianti già note del coronavirus emerse da 5.700 campioni raccolti tra novembre e dicembre. Ad oggi nessun ricercatore o analista dei CDC hanno trovato evidenze di una specifica variante in circolo negli Stati Uniti.

Sono tantissime le mutazioni del virus diffuse in tutto il Mondo e anche negli Stati Uniti, inclusa la cosiddetta variante inglese (B.1.1.7) che, spiegano gli esperti, è stata accertata soltanto nello 0,5% dei casi di COVID-19 nel Paese. Stessa percentuale di diffusione, ad oggi, di un’altra variante denominata B 1.346 che stando ad analisi preliminari sarebbe in grado di indebolire l’efficacia dei vaccini.

Questa variante sarebbe in circolo negli Stati Uniti da almeno 3 mesi, ma sarebbe stata identificata soltanto nello 0,5% dei casi. Impossibile, quindi, che possa essere responsabile dello spaventoso aumento dei contagi, legato con ogni probabilità alle scarse e tardive misure di contenimento in vigore nel Paese.

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