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La vita a 10 anni dal disastro nucleare

''Si cerca di occultare tutti i danni causati dall’incidente nucleare di Fukushima , le vittime sono abbandonate alla loro sorte, le misure di protezione dalla radioattività stanno scemando''

| Scritto da Redazione
La vita a 10 anni dal disastro nucleare

Sono trascorsi già 10 anni dall’incidente nucleare di Fukushima, ringrazio dal profondo del cuore tutti coloro che continuano a essere vicini a noi di Fukushima quotidianamente dall’11 marzo del 2011.

Attualmente ad Hamadōri, una zona della prefettura di Fukushima che affaccia sull’oceano, la parola “ricostruzione” risuona come uno slogan, “Vai avanti senza guardare il passato!!” era la scritta sulla giacca degli addetti comunali durante l’inaugurazione del nuovo edificio municipale nella zona dove è stata tolta l’ordinanza di evacuazione obbligatoria.; ho provato sorpresa e una grande rabbia nel vedere le foto dell’evento. Nella mia testa si susseguivano mille pensieri: “No, non è finito per niente!”, “Come si può

andare avanti chiudendo gli occhi davanti alla realtà?”, “Occorre rispetto per le vittime dell’incidente!”, “Come si fa ad indossare quella frase offensiva per le vittime?!”

Ora, dopo 10 anni, la situazione attuale della centrale nucleare Daiichi di Fukushima è questa:

Nonostante l’opposizione dei pescatori e dei comuni della prefetture di Fukushima, l’acqua contaminata radioattiva sta per essere sversata nel mare, il terriccio prodotto dalla decontaminazione del suolo, dunque radioattivo, è interrato nei campi e gli esperimenti di coltivazione di legumi stanno andando avanti;

Riguardo la salute dei bambini, si sta scegliendo di diminuire il numero degli esami per i controlli della tiroide, ritenendoli eccessivi;

Dopo dieci anni dalla fusione, si è scoperto che le coperture dei reattori N°2 e N°3, sono altamente contaminate e che la TEPCO non ha mai predisposto un piano definitivo per lo smantellamento e per la

demolizione.

Si cerca di occultare tutti i danni causati dall’incidente nucleare di Fukushima , le vittime sono abbandonate alla loro sorte, le misure di protezione dalla radioattività stanno scemando: questi sono segni evidenti della volontà di insabbiare la responsabilità per la catastrofe nucleare. Nel 2020, nel comune di Futaba, è stato aperto un museo per tramandare il ricordo dell’incidente nucleare, le vittime stesse però raccontano di persona ai visitatori una versione della catastrofe che non compromette e non critica la TEPCO e il governo. Quest’anno la frase “La ricostruzione è un dovere dello Stato” è sparita dal documento del novembre 2020 redatto dalla commissione investigativa del governo per gli interventi futuri nei comuni della prefettura di Fukushima. In seguito, l’ufficio della commissione ha accolto le critiche dalla prefettura di Fukushima e  dell’opposizione ed ha inserito nuovamente questa frase nel documento a fine febbraio 2021.

Per la “Ricostruzione” di Fukushima in questi anni si è realizzato, nel 2016, il costosissimo centro per lo sviluppo di dispositivi medici costruito con il denaro stanziato per la ricostruzione, attualmente già in passivo; è invece in stato di abbandono la centrale eolica costituita da tre generatori costruita nell’oceano nel 2012 e in funzione dal novembre 2013, dunque è in procinto di essere smantellata perché non assicura gli stessi profitti dell’energia nucleare.

Sarà proprio questa la ricostruzione che si aspettavano la popolazione e le vittime dell’incidente? Sta accadendo l’irreparabile: si dimenticano i danni causati dall’incidente, si ignorano le vittime, si allentano le misure di protezione contro le radiazioni, si sfoca la responsabilità dell’incidente e questo lascia libera l’industria nucleare di generare profitto e riabilitare potere e continuità.

Non c’è tempo da sprecare rassegnandosi a questa situazione! Ognuno di noi può attivarsi contro questa realtà complicata e contro l’oscuramento della verità. Occorre salvaguardare la vita, la salute e la saggezza dei bambini incaricati della sopravvivenza della Terra, chiarendo una volta per tutte la responsabilità e la verità riguardo gli incidenti nucleari, affinché si

possano tramandare gli insegnamenti tratti dagli errori per non ripeterli in futuro. Domandiamoci se c’è un modo di vivere che permetta un risparmio energetico, smettiamo di distruggere l’ambiente.

La sicurezza e la felicità di tutte le vittime del nucleare devono essere garantite. Per affrontare le difficoltà del mondo che ci ostacoleranno in quest’ epoca non dividiamoci e sosteniamoci uno con l’altro, insieme ce la possiamo fare con gioia e leggerezza !

 

Fukushima, 11 marzo 2021

 

Ruiko Mutō, attivista di “Le donne di Fukushima contro il nucleare”

delegata dei querelanti del processo penale contro gli ex diligenti Tokyo Electric Power Company (TEPCO)

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