Lunedì, 29 giugno 2026 - ore 11.09

MAX ERA UN FORMIDABILE CANE DI RAZZA BOXER

| Scritto da Redazione
MAX ERA UN FORMIDABILE CANE DI RAZZA BOXER

Caro Giancarlo, un uomo può offrirti un cordiale saluto.
Di solito “ti” manda all'inferno. Ma quando un cane dimena la coda, tu sai che ti ama in eterno. Max, uno stupendo esemplare di boxer fulvo con macchie bianche sulle zampe e su quell’assurdo muso, appunto Max, dopo ben dieci lunghi anni di fedele compagnia, se n’è andato in punta di zampe senza disturbare, in una notte di giugno, il giorno stesso del mio “sessant…imo” compleanno, il giorno dell’anniversario del matrimonio della mia prima figlia, il giorno in cui mio figlio si era soffermato a casa nostra. Che coincidenza; che “casino”…invece!  Esclamerai, direttore, tra il basito e l’esterefatto: “Ma che c’azzecca tutto questo? La morte di un cane, alla fin fine, “mica” può essere considerata alla pari di una persona cara!”. Vedi, direttore, il dolore che si prova in seguito alla perdita di un cane è normale e naturale. Non è assolutamente sciocco, folle, o troppo sentimentale o patetico piangere. Certo, ci sono avvenimenti, circostanze, accadimenti sicuramente ben più importanti, soprattutto ben più meritevoli di attenzione e di sconforto. I lutti nelle famiglie, chi lo può negare! Eppure…eppure durante gli anni trascorsi con noi, Max è diventato una parte significativa e costante della nostra vita. E’ stato una fonte di conforto e di compagnia, di amore incondizionato, di divertimento e di gioia. E non stupirti se ci sentiamo devastati dalla perdita di un tale rapporto. Le persone che non capiscono il legame che può esserci con un animale  non possono capire il dolore che stiamo provando in famiglia. Or bene, dove immagini possa essere andato….dopo essersi “allontanato” da noi? Semplicemente in una immensa  verde prateria, libero da ogni richiamo, libero di correre, di abbaiare, di rotolarsi e rotolarsi ancora tra i cespugli, e rincorrere qualche lucertola, e non separarsi nemmeno un attimo da quel pallone arancione che sapientemente riusciva a lanciare in aria ed a riprendere, con un’abilità  da far invidia ad un provetto giocoliere. E io lo chiamo, tutta la mia famiglia lo chiama, con insistenza, e lo invitiamo a tornare, come ogni volta, come sempre. Ma lui non ci sente, stavolta non ci sente proprio. E’ la prima volta, direttore, è la prima (ahimè, e sarà anche l’ultima!) che non torna da noi ma si compiace di rimanere là, a correre in quell’immensa verde prateria. Ciao Max, fa lo stesso, va là, fa lo stesso, va bene anche così!

giorgino  carnevali

2013-06-14

5709 visite
Petizioni online
Sondaggi online

Articoli della stessa categoria