Giovedì, 02 luglio 2020 - ore 16.31

Milano.Corso danze del Sud

| Scritto da Redazione
Milano.Corso danze del Sud

Milano.Invito a partecipare al corso di danze popolari del sud
Italia, tenuto da Luciano Rovelli, a cura del Gruppo Danze Popolari Milano
dell'Associazione La Conta, che avrà luogo, il  venerdì, per 10 lezioni, dal
14/1/2011, dalle 20,30 alle ore 22,00 circa, presso  la CGIL Salone Di
Vittorio - Piazza Segesta 4, con ingresso da Via Albertinelli 14 a Milano,
come meglio indicato nel volantino che riportiamo di seguito.
In particolare verranno insegnate da Luciano  le tarantelle del Gargano, la
pizzica-pizziaca del basso ed alto Salento e le tarantelle calabro-lucane
dell'area del Pollino, secondo il programma di seguito riportato. Lungo il
percorso di apprendimento verranno insegnate anche alcune danze dei paesi
dell'area balcanica che, nel corso dei secoli, hanno radicato comunità nel
sud Italia e ancora oggi conservano le loro identità e tradizioni (la
comunità Arbereche - Albania e la comunità grecanico salentina - Grecia). In
ogni lezione ci sarà una parte dedicata alla teoria ma il tempo sarà
dedicato sopratutto alla pratica.  Per il corso sarà richiesto, a ciascun
partecipante, un contributo economico all'Associazione La Conta.

La tarantella
La tarantella è un'ampia e diversificata famiglia di balli tradizionali
distribuiti nelle regioni dell'Italia meridionale (Puglia, Campania,
Basilicata, Calabria, Sicilia e Molise). E' un ballo a struttura aperta che
presenta una coreutica essenziale e un canone espressivo riconosciuto dalle
comunità di appartenenza, fatto di movenze e gestualità codificate,
consentendo tuttavia una certa libertà ai ballerini nel gestire le varie
parti coreografiche e la scelta dei moduli cinetici. Si danza
prevalentemente a coppie che si alternano all'interno di uno spazio
circolare delimitato da suonatori, danzatori e spettatori.

La Pizzica Pizzica Salentina
La pizzica pizzica è la tarantella  tipica dell'area salentina ma diffusa in
tutta la provincia di Lecce fino ai territori di Brindisi, Taranto, Bari e
Matera con forme pressoché analoghe e con poche varianti locali. E' la danza
che accompagnava le feste, ballo ludico di ricorrenze in famiglia o di
eventi religiosi della comunità.

Le tarantelle del Gargano (Carpino e San Giovanni Rotondo)
La tarantella nei paesi del Gargano è un ballo eseguito in coppia, si danza
preferibilmente fra uomo e donna, ma è anche consueto ballare fra uomini o
fra donne. I ballerini fanno uso delle castagnole (dette anche "nacchere
napoletane") durante il ballo, con una dinamica di braccia e di mani in
movimento ritmico continuo funzionale al suono delle stesse. Presenta
affinità maggiori con il ballo sul tamburo dell'area circumvesuviana.

Le tarantelle lucano-calabresi, dal Materano al Pollino
- Tarantelle Lucane centromeridionali (tarantella dell'area Materana e del
Pollino).
Presente nel materano e nell'Appennino centro-meridionale della Basilicata,
anch'essa ballo delle feste della vita familiare e collettiva, si richiama
al modello di tarantella più diffuso del sud, ballata in coppia con
struttura coreografica che prevede il ballo frontale e giri, grandi e
piccoli, con cambi di fronte o di direzione.
- Tarantella dei pastori -Pastorale- (tarantella dell'area del Pollino e
Calabria settentrionale)
Eseguita esclusivamente con zampogna, caratterizzata da musicalità e ritmo
ancora più cadenzati. In particolare la 'Pastorale', per la sua originalità
del passo e nell'espressività, è stata fino a tempi recenti la danza più
diffusa fra le popolazioni dell'entroterra dell'area del Pollino.

Le danze dell'area balcanica.
Danze dalla tradizione Greca (Sta dio, Hassapiko, Sirtos.) ed Albanese
(Valle Pogonishte, Cobankat,.), effettuando parallelismi con la musica
tradizionale Grika ed Arbereshe.

Struttura del corso:
. tecniche delle danza: passi base e varianti, postura corpo e uso delle
braccia, uso del fazzoletto.
. struttura coreutica: il Giro grande e avvicinamenti (corteggiamento),
relazione con lo spazio circolare, rapporto tra i danzatori.
. linguaggio della danza: rapporto danza e ritmo terzina, gestualità
maschile e femminile, espressività personale e convenzione.

Chi è Luciano Rovelli
"Ho Iniziato nei primi anni novanta a far parte del mondo delle danze
popolari tradizionali frequentando un breve corso di avvicinamento.
Il danzare è per me da subito associato alla dimensione del gioco e del
divertimento e  per "imparare" danze nuove, di culture varie,  mi affido
all'osservazione dei più esperti o maestri ed alla partecipazione a stage.
All'inizio del 2000 avviene l'incontro con le danze del Sud Italia proposte
da Francesca Di Ieso, a cui devo il merito di avermi introdotto alla
dimensione coreutica e culturale di un contesto di vita e di tradizioni che
subito mi coinvolge.
A questo segue la mia partecipazione via via più intensa e motivata a
contesti di ballo e di approfondimento di queste danze: in Salento, per
sperimentare la "pizzica pizzica" ancora in fase di riscoperta; frequentando
amici ballatori di "tammurriata", che mi trasmettono il senso profondo e
l'impostazione coreutica della danza; immergendomi nella "tradizione viva"
della valle di Sant'Agata a Cataforio, per imparare i "soni a ballu"
dell'Aspromonte; affidandomi a 'maestri' che seguono una rigorosa
impostazione di riproposta della danza in forma  tradizionale, (Pino Gala,
Anna Cinzia Villani, Ercole Fiorillo, Agata Scoppellitti e il Conservatorio
Grecanico). Poi, nel 2008, mi sento pronto per trasmettere quanto ho
imparato di queste danze: modi, significati e sensazioni. e inizia
un'esperienza nuova."
Vi saremo grati se vorrete dare diffusione elettronica all'iniziativa  sopra
indicata  e/o diffondere la stessa tra le persone che possono esservi
interessate. Vi ringraziamo in  anticipo.

Associazione "La Conta" Milano

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