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MORTI SUL LAVORO IN LOMBARDIA: 149 VITTIME SUL LAVORO DA GENNAIO A NOVEMBRE 2025

Cremona è l’unica provincia in zona rossa, con un’incidenza di mortalità che risulta più che doppia rispetto alla media del Paese

| Scritto da Redazione
MORTI SUL LAVORO IN LOMBARDIA: 149 VITTIME SUL LAVORO DA GENNAIO A NOVEMBRE 2025
 

MORTI SUL LAVORO IN LOMBARDIA: 149 VITTIME SUL LAVORO DA GENNAIO A NOVEMBRE 2025, 22 IN MENO RISPETTO AL 2024.

LA REGIONE RESTA IN ZONA BIANCA, CON INCIDENZA DI MORTALITÀ TRA LE PIÙ BASSE DEL PAESE.

 

Cremona è l’unica provincia in zona rossa, con un’incidenza di mortalità che risulta più che doppia rispetto alla media del Paese; seguono Brescia e Mantova in zona arancione. Milano, invece, pur essendo prima in regione per vittime totali (44) e maglia nera anche per decessi in occasione di lavoro, rimane in zona bianca.

 

IL COMMENTO AI DATI AGGIORNATI AL MESE DI NOVEMBRE 2025

“La Lombardia è ancora in zona bianca con l’incidenza di mortalità tra le più basse del Paese. Ma i numeri delle vittime raccontano ancora un’emergenza: secondo i dati più aggiornati, sono 149 quelle registrate nei primi undici mesi del 2025. Ciononostante, anche a fine novembre, si legge un significativo decremento delle morti sul lavoro, 22 in meno rispetto al 2024. Questa diminuzione è certamente un segnale positivo sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro in regione”. L’Ingegnere Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, analizza così l’emergenza in Lombardia alla luce degli ultimi dati elaborati dal proprio team di esperti.

 

IL RISCHIO DI MORTE IN LOMBARDIA, PROVINCIA PER PROVINCIA, A FINE NOVEMBRE 2025

Per individuare le aree più fragili d’Italia e della regione sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio mestrino elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità.

La zona bianca, in cui si trova la Lombardia, è quella che raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro più bassa a livello nazionale. A fine novembre 2025, dunque, il rischio di infortunio mortale in Lombardia (21,8 morti per milione di occupati) risulta essere molto al di sotto della media nazionale pari a 30,7.

 

Per quanto riguarda le incidenze, in Lombardia solo Cremona, come il mese precedente, è in zona rossa, con un indice pari a 63,6; Brescia (34,3) e Mantova (32,8) si trovano in zona arancione, mentre Lecco (27,8) e Bergamo (24,1) rientrano in zona gialla. Infine, in zona bianca troviamo Lodi (20,1), Milano (19,5), Como (19,0), Monza Brianza (14,9), Sondrio (13,7), Pavia (8,4) e Varese (5,1).

 

A fine novembre 2025, la Lombardia conta 149 decessi totali, in diminuzione rispetto ai 171 del 2024. Tra questi, 99 si sono verificati in occasione di lavoro (22 in meno rispetto al 2024) e 50 in itinere (come il 2024). Purtroppo, nonostante il decremento, la Lombardia resta la regione con il numero più alto di vittime, sia totali che in occasione di lavoro.

 

MILANO: PRIMA PROVINCIA DELLA REGIONE PER DECESSI E INFORTUNI TOTALI

Il maggior numero di decessi totali è stato registrato in provincia di Milano (44). Seguono: Brescia (26), Bergamo (20), Cremona (13), Mantova (9), Como, Monza Brianza e Pavia (7), Lecco (5), Varese e Lodi (4), Sondrio (3).

Milano è anche in cima alla graduatoria degli infortuni mortali in occasione di lavoro, con 30 vittime. Seguono: Brescia (19), Bergamo (12), Cremona (10), Mantova e Monza Brianza (6), Como (5), Lecco (4), Varese, Pavia e Lodi (2), Sondrio (1).

 

È sempre la provincia di Milano a far registrare il maggior numero di denunce totali di infortunio (33.939), seguita da: Brescia (14.717)Bergamo (11.744), Varese (9.198), Monza Brianza (7.190), Como (4.998), Mantova (4.465), Pavia (4.351), Cremona (4.126), Lecco (3.210), Lodi (2.246) e Sondrio (2.038).

 

DENUNCE DI INFORTUNIO TOTALI ANCORA IN AUMENTO A FINE NOVEMBRE 2025

Alla fine di novembre 2025 le denunce di infortunio totali aumentano lievemente rispetto al 2024, passando da 101.194 a 102.222.

 

INFORTUNI PER GENERE E NAZIONALITÀ

Da gennaio a novembre 2025, sono 37.002 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (28.345 in occasione di lavoro) e 65.220 quelle degli uomini (55.278 in occasione di lavoro). Le donne che hanno perso la vita nei primi undici mesi del 2025 sono 18 (9 in occasione di lavoro e 9 in itinere).

Le denunce dei lavoratori stranieri sono 26.917 su 102.222 (circa 1 su 4), di queste, 21.970 sono quelle registrate in occasione di lavoro. Infine, si contano 34 lavoratori stranieri deceduti su un totale di 149; di questi, 22 hanno perso la vita in occasione di lavoro e 12 in itinere.

 

IL SETTORE PIÙ COLPITO: L’ATTIVITÀ MANIFATTURIERA

Le Attività Manifatturiere, alla fine dei primi undici mesi del 2025, sono in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio in occasione di lavoro (14.274). Seguono: Trasporto e Magazzinaggio (6.174)Commercio (5.626), Costruzioni (5.470) e Sanità (5.357).

 

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

 

LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

  • Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale.

  • Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale.

  • Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale.

  • Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale.

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering

 

Ufficio Stampa

Dott.ssa Annamaria Bacchin

Centro Direzionale Terraglio Uno – Via Don F. Tosatto 151 – Mestre (VE)

Tel. 041 98 8696

www.vegaengineering.com

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