Mercoledì, 24 luglio 2024 - ore 13.36

Nuovo Statuto, a Bologna le voci dei protagonisti di Giulia Gentile

Presentata la Carta dei Diritti universali del lavoro. Oltre seimila persone hanno affollato il PalaDozza per dare il via alla campagna Cgil. Amira, 20 anni: "Spero che il nuovo Statuto ci aiuti, se sei solo sei più debole"

| Scritto da Redazione
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“Mi sono trovata spesso a consigliare le persone di non accettare impieghi precari, ma era la mia stessa condizione. Come co.co.pro scado come lo yogurt a fine 2016. Il precariato è come un gioco dell'oca, nel quale ti sembra di tornare sempre alla casella di partenza. Al nuovo Statuto dei lavoratori chiedo che questa mia casella sia un po' più stabile”. Così Annalinda, 29 anni, operatrice dei Servizi per l'impiego. La sua è una delle storie con cui oggi (14 gennaio) a Bologna la gremitissima assemblea dei delegati e dei quadri di tutta l'Emilia-Romagna ha dato il via alla Campagna della Cgil per i diritti universali del lavoro, un nuovo Statuto dei lavoratori e delle lavoratrici che parli a tutti, anziani e giovani, autonomi e precari, pensionati e studenti, perché, come sancisce in conclusione il segretario nazionale Susanna Camusso, “la sfida che vogliamo fare insieme si chiama ricostruire e dare a tutti una nuova speranza”.

Enea, 58 anni, prepensionato da un consorzio di bonifica quando gli mancavano tre anni per andare in pensione. Con la Fornero gli anni si sono raddoppiati, e si è ritrovato a fare il facchino con contratto a chiamata: “Sono stato sanzionato perché, secondo loro, parlavo male dell'azienda, ma è stata solo una scusa per non chiamarmi più. Ora sono a casa senza nulla, né stipendio, né contributi, e mi manca un anno alla pensione. Siamo al vecchio caporalato”. Amira, 20 anni, studentessa e lavoratrice porta a porta: “Tornata dalle vacanze l'ufficio per cui avevo lavorato non esisteva più, tutti i dipendenti non rispondevano più al telefono, tutto era scomparso. Ovviamente non mi hanno pagata. Spero che il nuovo Statuto ci aiuti, se sei solo sei debole”. Riccardo, 28 anni, lavoratore al centro scommesse Sisal: “Mi hanno comprato con un voucher, per 7mila euro all'anno. Ma la vita non è una scommessa”.

Il precariato è come un gioco dell'oca, nel quale ti sembra di tornare sempre alla casella di partenza

Oltre seimila persone arrivate da tutta la via Emilia hanno affollato il PalaDozza per una mattinata di musica, teatro, riflessioni che hanno tenuto insieme come un filo rosso le radici dello Statuto varato nel 1970, le notizie di oggi con i lavoratori Saeco al cinquantesimo giorno di presidio, i delegati Fiom licenziati “per rappresaglia” a Bologna come Luca Fiorini, delegato Basell di Ferrara, e le proposte della Cgil per un futuro migliore di lavoro e diritti.

“Non possiamo dimenticare chi non riesce a trovare un posto – dice dal palco il segretario regionale Vincenzo Colla, dopo aver aperto con un abbraccio virtuale agli operai Saeco, a Fiorini ed ai delegati Fiom bolognesi discriminati -, chi lavora ma è povero, chi ha una pensione povera, chi è precario, i finti e veri autonomi”. In tutta l'Emilia-Romagna sono “undici milioni i voucher venduti – scandisce ancora Colla –: un ticket si acquista in tabaccheria, e non è comprensivo di nessun diritto”. Ma “dare i diritti a tutti è di sinistra, per questo oggi la Cgil apre una nuova storia, per chi vuole vivere degnamente”.

Al via dunque, da lunedì, le assemblee nei luoghi di lavoro per una consultazione straordinaria di tutti gli iscritti, che si dovranno esprimere sul testo della nuova Carta dei diritti, e sul mandato a proporre referendum abrogativi delle leggi che per il sindacato hanno deregolamentato il lavoro. A cominciare dal Jobs Act.

«Spero che il nuovo Statuto ci aiuti, se sei solo sei debole»

Sul palco si alternano gli interventi dei lavoratori, a iniziare dal delegato Saeco Raffaele Falzoni (“Dureremo un minuto di più della Philips, noi non molliamo”), alle ricostruzioni storiche dell'ex segretario nazionale Antonio Pizzinato, fino alle note e alle parole resistenti di Ginevra Di Marco, Cantieri Meticci, Hudud, Mulini a Vento, Ensamble orchestra senza spine.

In chiusura, l'intervista conclusiva a Susanna Camusso, da parte dei cronisti della stampa locale. “Abbiamo la responsabilità di rimettere insieme la frattura fra le generazioni – chiarisce il segretario Cgil -, sentiamo un gran bisogno di ricominciare a parlare con lavoratori e pensionati in un Paese che parla per cinguettii e proclami del monarca”. Ma “con la consultazione straordinaria vogliamo parlare a tutti, non solo a chi con noi già dialoga, per far sì che i diritti li abbiano tutti”.

Le domande si soffermano sulle notizie in materia di economia e lavoro, sui tanti dati sull'occupazione e sulla disoccupazione (“ma l'unica statistica che manca è quella sui veri nuovi posti di lavoro creati, e non su quelle che sono stabilizzazioni di precedenti situazioni precarie”, attacca Camusso), ma anche sugli ultimi fatti di cronaca: “Colonia è un pezzo di una guerra sul corpo delle donne – alza la voce il segretario Cgil, a proposito delle violenze di Capodanno - che si conduce nelle strade, nelle piazze e nelle città. Non è vero che ci sono uomini senza responsabilità, che possono scagliare la prima pietra, e uomini di altri paesi che hanno tutta la responsabilità. C'è un problema di secolarizzazione della nostra e delle altre religioni. Quando la religione si fa stato per le donne iniziano le sofferenze. La libertà delle donne è il metro di misura della democrazia”.

Fonte: rassegna sindacale

 

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