Venerdì, 12 agosto 2022 - ore 15.00

Parlamento UE: prepararsi a combattere meglio le ingerenze straniere

| Scritto da Redazione
Parlamento UE: prepararsi a combattere meglio le ingerenze straniere

I deputati del Parlamento europeo hanno approvato mercoledì i risultati dell’indagine della commissione speciale sulla disinformazione e l’ingerenza straniera, e proposto una serie di contromisure da prendere. La commissione speciale sulle ingerenze straniere e la disinformazione (INGE) dell’Europarlamento ha realizzato un’indagine su come le potenze straniere compromettono i processi democratici nell’UE, manipolando le informazioni e attuando ingerenze. Nell’indagine si conclude che paesi malintenzionati possono influenzare le elezioni, organizzare attacchi informatici, reclutare ex esponenti politici di alto livello e polarizzare l’opinione pubblica, senza subire alcuna conseguenza.

Il testo è stato approvato con 552 voti favorevoli, 81 contrari e 60 astensioni. Nella relazione finale della commissione INGE si evidenzia una generale mancanza di consapevolezza della gravità dell’ingerenza straniera e della manipolazione delle informazioni, condotte prevalentemente da Russia e Cina, aggravata dalle lacune legislative e dall’insufficiente coordinamento tra i Paesi UE.

Nell’aggressione in corso contro l’Ucraina il governo russo ha dimostrato infatti che “anche le informazioni possono essere trasformate in un’arma”, poiché la Russia diffonde “attività di disinformazione caratterizzate da una malevolenza e una portata senza precedenti” per ingannare i suoi cittadini e la comunità internazionale sulla guerra. Il Parlamento accoglie con favore il divieto recentemente introdotto in tutta l’UE nei confronti di mezzi di propaganda russi quali Sputnik TV e RT.

Gli eurodeputati esortano dunque la UE a creare una strategia per far fronte alla disinformazione, che includa sanzioni specifiche contro le ingerenze straniere e le campagne di disinformazione. Inoltre, insistono sul coinvolgimento delle organizzazioni della società civile nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica e nella diffusione di informazioni generali, come ad esempio le migliori pratiche adottate da Taiwan. Sottolineano infine l’esigenza di una cooperazione per un’azione a livello globale con i paesi che condividono gli stessi princìpi.

(Fonte Parlamento europeo)

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