Mercoledì, 27 maggio 2020 - ore 10.41

Pianeta migranti Cremona Regolarizzare le persone non la forza lavoro

Di fronte alla proposta del governo di regolarizzare i braccianti stranieri nell’agricoltura, l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione chiede una regolarizzazione non selettiva ma inclusiva di tutt.e le persone straniere

| Scritto da Redazione
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Pianeta migranti Cremona  Regolarizzare le persone non la forza lavoro

Di fronte alla proposta del governo di regolarizzare i braccianti stranieri nell’agricoltura, l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione chiede una regolarizzazione non selettiva ma inclusiva di tutt.e le persone straniere

Chiede il rilascio di un permesso di soggiorno per “ricerca occupazione” di durata annuale ma rinnovabile per tutti gli irregolari. Ciò renderebbe titolari di diritti quanti sono in condizioni di precarietà lavorativa e giuridica, includendoli anche nei percorsi sanitari di prevenzione e cura Covid-19. Centinaia le adesioni all’appello:

 https://www.asgi.it/primo-piano/regolarizzazione-stranieri/

-600mila gli immigrati irregolari che vivono in Italia. Più della metà sono ai margini, senza un lavoro e dimora stabile

-200mila le cittadine non comunitarie senza permesso che sono badanti, colf e baby sitter

-350mila gli immigrati braccianti agricoli

Negli ultimi 30 anni, le leggi sull’immigrazione sono state improntate ai principi della paura, della sicurezza e dell’utilità. Riceveva il permesso di soggiorno solo lo straniero che risultava utile al mercato del lavoro e che, pur di ottenere tale permesso, accettava qualsiasi condizione lavorativa, incluso il ricatto e lo sfruttamento. Queste le disposizioni ciniche della legge Bossi Fini, ancora in vigore. Ciò nonostante, nel corso degli anni, 1,8 milioni di stranieri sono usciti da una condizione d’irregolarità, inserendosi nel tessuto sociale e produttivo e contribuendo al 9% del Pil nazionale.

Oggi, a causa dell’emergenza coronavirus, il governo intende regolarizzare gli stranieri per “sopperire alla carenza di lavoratori nei settori dell’agricoltura, allevamento, pesca e acquacultura”. Ma prevarrebbe ancora il criterio dell’utilità occupazionale anziché il dovere, in primis, di salvare la vita di tutti (italiani e non) come un diritto inalienabile. Adottare il criterio del diritto potrebbe risultare impopolare o politicamente non conveniente, ma è giunto il momento che le decisioni politiche diano la precedenza ai diritti vitali anziché alle esigenze produttive.

L’approccio utilitaristico della bozza di regolarizzazione del governo è evidenziata dall’Associazione Studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) secondo cui si vorrebbe garantire la presenza dei lavoratori stranieri in alcuni settori perché li si considera una forza lavoro anziché persone da tutelare.

Asgi ritiene invece fondamentale che si conceda a tutti la possibilità di uscire da una condizione di precarietà giuridica e che sia garantito a tutti il diritto alla salute.  Per questo Asgi chiede il rilascio di un permesso di soggiorno per “ricerca occupazione” di durata annuale ma rinnovabile per tutti gli irregolari. Ciò potrebbe riscattare quanti sono in condizioni di precarietà lavorativa e legale, di includerli nei percorsi sanitari di prevenzione e cura Covid-19 e al monitoraggio epidemiologico nella “Fase 2” di contenimento del virus.

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