Mercoledì, 30 settembre 2020 - ore 12.25

SERVONO MISURE ALL’ALTEZZA: LETTERA APERTA DEGLI EUROFUNZIONARI A VON DER LEYEN - di Alessandro Butticé

Le misure adottate finora ''non bastano''. È tempo di fare ''misure all'altezza delle aspettative dei cittadini europei''

| Scritto da Redazione
SERVONO MISURE ALL’ALTEZZA: LETTERA APERTA DEGLI EUROFUNZIONARI A VON DER LEYEN - di Alessandro Butticé

In nostri precedenti articoli abbiamo raccontato di come molti funzionari delle Istituzioni europei siano scesi in campo a titolo personale e collettivo nel quadro dell’emergenza Covid-19. Seppure nel rispetto del loro dovere di riserbo sui dossier trattati, sono usciti dal loro tradizionale silenzio, ed hanno voluto anche fare sentire pubblicamente la propria voce. Numerose sono state infatti le iniziative di solidarietà, promosse e coordinate dal Comitato Centrale del Personale dell’Ue, presieduto dall’italiano Ignazio Iacono, ma anche da parte di singoli sindacati dei funzionari, e gruppi di funzionari. Come quelli che, sotto la sigla di Eu4Climate, hanno preso l’iniziativa di donare volontariamente una percentuale del proprio stipendio per fronteggiare l’emergenza Covid19. Ne ho dato notizia il 17 aprile.

Proprio oggi invece il principale sindacato dei funzionari dell’UE, Rinnovamento e Democrazia (R&D) - presieduto dall’italiano Cristiano Sebastiani - ha inviato la sua terza lettera aperta alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, sollecitandola a svolgere un ruolo chiave nell'affrontare efficacemente la pandemia a livello dell'Ue.

Tale lettera, secondo Sebastiani, risponde al desiderio manifestato da “centinaia di colleghi che ci mostrano costantemente il loro pieno sostegno e ci incoraggiano ad agire come veri cani da guardia su come viene gestita questa crisi”.

Il 23 aprile il Consiglio europeo ha adottato una dichiarazione che gli eurofunzionari considerano “piuttosto sintetica e, a nostro avviso, deludente, su alcuni strumenti per riprendersi dalla depressione economica”. Si tratta di un pacchetto del valore di 540 miliardi di euro costituito da SURE, il meccanismo europeo di stabilità a "bassa condizionalità" per modernizzare i settori della sanità e un ruolo più attivo della Banca europea per gli investimenti: l'accordo su tali strumenti non è stato una sorpresa poiché meno controversi.

“Queste misure sono benvenute”, dicono gli eurofunzionari, “ma non bastano”.

Il Consiglio europeo ha infatti affidato alla Commissione Europea il compito arduo di presentare una proposta rivista sul prossimo quadro finanziario pluriennale (MFF) e su come finanziare il Fondo europeo per il recupero.

Secondo i gli eurofunzionari, “Il prossimo MMF dovrebbe essere la "nave madre" del piano di risanamento”, e svolgere “un ruolo centrale nella ripresa economica. Dovrà riflettere l'impatto di questa crisi e la portata delle sfide future”.

E per quanto riguarda la dimensione dello stimolo necessario, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen ha ben specificato che non si parlerà di miliardi, ma di trilioni di euro.

“Che ci piaccia o no, la pandemia COVID-19 non conosce certamente confini, è cieca alle nazionalità e ha toccato tutti gli Stati membri, anche se alcuni più di altri”, ricorda Sebastiani. Aggiungendo che “la pandemia ha rafforzato sia la necessità di rafforzare il processo di integrazione dell'UE sia l'uso dell'intelligenza collettiva”.

La stessa intelligenza collettiva che, secondo gli eurocrati di R&D, il collegio dei commissari europei hanno già dimostrato. Coordinando la risposta globale del Coronavirus per raccogliere finanziamenti significativi per garantire lo sviluppo collaborativo e lo spiegamento universale di diagnosi, trattamenti e vaccini contro il coronavirus. Azioni che, Sebastiani vuole ricordarlo, sono state richieste da R&D nella prima lettera aperta alla von der Leyen scritta all'inizio della pandemia.

Assumendo la leadership globale nella raccolta di oltre 7,5 miliardi di euro, secondo i funzionari europei, la Presidente della Commissione Europea ha dimostrato che, dopo tutto, il coordinamento internazionale, gli impegni finanziari sostanziali e le dimensioni hanno una grande importanza.

“In tutta Europa, le misure di contenimento vengono ora progressivamente allentate. Uno dopo l'altro, vari Stati membri entrano lentamente nella cosiddetta fase 2 della crisi. Tuttavia, non molto lentamente, sempre più cittadini si trovano ad affrontare il vero costo di questa emergenza sanitaria senza precedenti. ”, aggiunge Sebastiani.

È quindi tempo di garantire che nessuno rimanga indietro e che l'Unione europea sia all’altezza delle sue ambizioni. Perché oggi più che mai la Commissione Europea, che rappresenta il guardiano degli interessi sovranazionali, deve “ garantire che i cittadini di tutta l'Unione non siano delusi dalla mancanza di ambizione o dal timore che la proposta della Commissione possa essere in qualche modo annacquata dal Consiglio europeo, come è successo spesso in passato”.

Gli eurofunzionari chiedono quindi con questa lettera aperta, che vuole testimoniare il loro impegno e la loro partecipazione anche come cittadini europei, e non solo quali servitori dell’Ue, di rafforzare la solidarietà europea.

Chiedono in particolare alla Presidente della principale Istituzione Ue ed ai suoi colleghi commissari di “presentare, come è stato riportato dalla stampa, una proposta di MFF che aumenterà il massimale delle "risorse proprie" dell'UE dall'1,2 per cento del reddito nazionale lordo (RNL) a circa il 2 per cento”.

Ma anche di “garantire che il pacchetto del Fondo di recupero contenga una combinazione di sovvenzioni e prestiti e anche strumenti senza precedenti e innovativi per garantire che non venga adottato alcun approccio "vino vecchio in nuove bottiglie" . Ma, ed è ciò che è forse più significativo, gli eurofunzionari si appellano al livello politico della Commissione Europea perché non venga dimenticato che le proposte che verranno presentate alParlamento e al Consiglio europeo “daranno forma all'Unione europea dei nostri figli e nipoti”. Non ci resta che sperare che la Commissione Europea sia all’altezza delle grandi aspettative non solo dei cittadini europei, ma anche dei suoi stessi funzionari. 

 

FONTE alessandro butticé\aise

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