Martedì, 30 giugno 2026 - ore 09.49

Sig. Presidente , l'Italia è un paese onesto o ladro?| A.De Porti

Mi par di poter dire che il Paese fa fatica a dimostrare di essere onesto, di essere in linea con le leggi dello Stato

| Scritto da Redazione
Sig. Presidente , l'Italia è un paese onesto o ladro?| A.De Porti

SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. L’ITALIA  E’ UN PAESE ONESTO O LADRO, A PARTIRE DALLE ISTITUZIONI,  FATTE SALVE OVVIAMENTE LE RITUALI ECCEZIONI  , COME SI USA DIRE, MA SOLO  PER NON VENIR PERSEGUITI LEGALMENTE ?

Mi par di poter dire che il Paese fa fatica a dimostrare di essere onesto, di essere  in linea con le leggi dello Stato, di esprimere un minimo di umana convivenza, di affermare di essere tranquillo e di poter immaginare un futuro migliore quando quasi tutte le realtà sociali, Istituzioni in testa, stanno offrendo uno dei peggiori esempi della storia della Repubblica Italiana di cui Ella è Presidente.

Io, da ottantenne, ora viaggio poco, ma quando vado all’estero (non parlo di ciò che si dice in Italia) sento  dire che il nostro Paese, uno dei più bei Paesi al mondo ed agli apici della cultura mondiale, è ormai un ricettacolo di uomini di malaffare, di politici corrotti, un paese insomma da commiserare, da condannare, con una dicotomia politica, quella di Matteo Renzi e Matteo Salvini, che messa a confronto (ne cito solo due)  con Alcide De Gasperi e Giorgio Almirante, determina una differenza abissale per cultura, dignità, capacità e senso dello Stato, al punto da farsi venire, riflettendo un solo attimo,  un  serio mal di stomaco….

Caro Presidente, io non so come Ella possa sentirsi in questa situazione, ma se è vero, come in effetti lo è,  che io e Lei siamo uguali quanto a dignità sociale e cittadinanza,  come recita l’art. 3 della Costituzione che riporto in appresso :

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Io penso che, sia io che Lei non possiamo riconoscerci in questo e che  sia giunta l’ora di cambiare passo dando la parola a chi vuol spazzare via tutta questa classe dirigente che bada solo ed esclusivamente ai suoi personali interessi; e ciò, allo scopo di far riemergere l’Italia  dall’immondezzaio morale e civile in cui è piombata nell’ultimo ventennio, non sottacendoLe che altra via non esiste in quanto il paese è ormai in metastasi socio-politica. E non solo !.

Se non sarà così, ahimè, dovrò riflettere anche su di Lei, sia pur nel rispetto della costituzione che, molto spesso, anche le Istituzioni  cosiddette “democratiche” calpestano, quasi assuefatte dal principio che rubare è lecito ed essere assolti è questione di furbizia…(Roma docet !)

E non sto a spiegare cosa intendo dire per furbizia.

ARNALDO DE POPRTI

 

 

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