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Amministrative 2013. Il flop di Grillo e la vittoria delle astensioni| G.C.Storti

| Scritto da Redazione
Amministrative 2013. Il flop di Grillo e la vittoria delle astensioni| G.C.Storti

Amministrative 2013. Il flop di Grillo e la vittoria delle astensioni| G.C.Storti
Lasciando ai commentatori di professione le analisi compiute permettetemi qualche battuta a caldo sul primo turno delle amministrative di questi giorni 26-27 maggio 2013.
In verità pensavo che il centro-sinistra ed il PD pagassero un prezzo altissimo per l’appoggio al governo Letta o di “ servizio” alias delle larghe intese.
Sintetizzando:
-il “flop”, come è stato chiamato del M5S è evidentissimo;
-il centro-destra non avanza;
-il centro-sinistra, il PD e Sel tengono;
-le astensioni stravincono.
Credo che il M5S paghi il suo mancato radicamento sul territorio ed il fatto che i suoi candidati locali o non sono conosciuti oppure non abbiamo le caratteristiche e la professionalità del “ saper amministrare”. Non credo che sul piano nazionale ( come del resto  dicono i sondaggi anche se non attendibilissimi come sappiamo) avrebbe subito lo stesso tracollo. Le motivazioni per un voto di protesta , visto che il governo Letta non sta decollando, ci sono ancora tutte anche se lo stesso M5S  sulla vicenda delle diarie e della non assunzione di responsabilità parlamentare qualcosa sta pagando. Lo si sente parlando con la gente, con coloro che a febbraio lo hanno votato ma l’inversione di tendenza non c’è ancora. Almeno secondo me.
E’ invece interessante il fatto che il centro-destra non avanzi. L’onda lunga delle elezioni politiche si è fermata in parte per le stesse circostanze dette per il M5S in parte  perché comunque i processi a Berlusconi, su una parte dell’elettorato , pesano. A Roma del resto è evidente come Alemanno paghi la sua cattiva amministrazione. Del resto a cosa servono le elezioni amministrative se non a valutare l’operato degli amministratori? La vittoria del Sindaco del PD di Vicenza è la controprova rispetto a Roma.
Positiva è la tenuta del centro-sinistra, del Pd e di Sel. In verità Sel , quando si presenta da sola prende più voti che alle politiche ( e questo credo per effetto della sua collocazione all’opposizione del Governo Letta). In alcune città i dati sono ben incoraggianti per Sel. Ma il PD non perde. Non perde il candidato del PD di sinistra , come  Marino a Roma ma non perde il PD di Vicenza che di sinistra non è. A Siena il PD paga un prezzo per l’evidente questione del Monte dei Paschi ma non tracolla ed il M5S non capitalizza il risultato. Ma attenzione per il centro-sinistra ed il PD in particolare  valgono i ragionamenti sulla capacità di amministrare e sul fatto di mettere in corsa sicuramente uomini e donne capaci. Questa tenuta non significa che l’elettorato del PD ha digerito il governo Letta. E’ ancora molto ma molto presto.
Elevatissimo è il dato delle astensioni. E questo è davvero il segnale di una scollatura della politica, dei partiti dai problemi dei cittadini che si accompagna al proliferare di liste e listine civiche più o meno vere. Ed il valore dell’astensione sta tutto dentro  il problema del governo. O Questo governo riesce a fare delle cose, almeno una parte, che interessano i cittadini oppure i rischi di una ulteriore frantumazione aumenteranno.
Infine una riflessione va fatta sul modello elettorale. E’ indubbio che questo modello a doppio turno che fa eleggere direttamente  i sindaci dai cittadini crea il bipolarismo utile alla stabilità del sistema politico.
E’ indubbio che il centro-sinistra ed il Pd debbono riflettere sul semipresidenzialismo. Bene ha fatto Epifani a ragionare su questo tema. Può essere questo lo strumento per rigenerare la politica e la partecipazione.
Difficile fare previsioni su come andrà il ballottaggio. Io spero che i cittadini votino per il loro amministratore sganciando il giudizio dal quadro politico e dal governo. Questo per lo meno vorrebbe la logica democratica.

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