Martedì, 27 settembre 2022 - ore 17.19

APPELLO PER LE POPOLAZIONI DEL PAKISTAN COLPITE DALLE INONDAZIONI

Seganalato da Aftab Ahmed, da Rawalpindi

| Scritto da Redazione
APPELLO PER LE POPOLAZIONI DEL PAKISTAN  COLPITE DALLE INONDAZIONI APPELLO PER LE POPOLAZIONI DEL PAKISTAN  COLPITE DALLE INONDAZIONI APPELLO PER LE POPOLAZIONI DEL PAKISTAN  COLPITE DALLE INONDAZIONI APPELLO PER LE POPOLAZIONI DEL PAKISTAN  COLPITE DALLE INONDAZIONI
Una tragedia umanitaria e ambientale di immani proporzioni ha colpito il Pakistan: le inondazioni
che hanno sommerso Sindh, Beluchistan, alcuni centri del KPK e Karachi, un mese prima.
In particolare il Beluchistan è rimasto tagliato fuori dal resto del paese dopo il crollo del principale
ponte ferroviario.
Più di mille vittime, tra cui almeno 345 bambini, sfollati e case distrutte, 35 milioni di persone
senza casa e a rischio povertà totale, il 72% del paese distrutto.
E' il disastroso bilancio comunicato al paese e al mondo, dal Ministro pakistano per I Cambiamenti
Climatici, Sherry Rehman.
Immagini raccapricianti di dispersi, di bambini, di uonimi, donne e anziani immersi nell'acqua che
cercano di mettere in salvo le poche cose rimaste delle loro case, di corpi senza più volto nè vita
trasportati dalla furia delle acque.
Lo hanno documentato, oltre alle tv e ai giornali pakistani, la BBC e la CNN, Al Jazeera, persino
Avvenire, Corriere e RAI italiane, scossi da una tragedia senza precedenti.
Aver trascurato la protezione dell'ambiente a livello governativo e mondiale porta ormai ogni anno
disastri di cui la povera gente paga le conseguenze.
I periodi monsonici sono un fenomeno consueto in Asia: India, Pakistan, Afghanistan, Bangladesh,
ma mai come quest'anno sono diventati un flagello selvaggio e fuori controllo, e potrebbero
ripetersi a settembre.
Mai hanno generato tanta povertà e vittime.
Ora serve di tutto: volontari , in aggiunta al personale pakistano già al lavoro, per l'aiuto a mettere
in salvo le persone, curarle, servono cibo e generi di prima necessità per chi ha perso tutto, dalla
casa al lavoro e le masserizie.
In zone che vivono di lavori agricoli e bestiame, aver perso anche gli animali vuol dire rischiare la
sopravvivenza alimentare, vuol dire la fame.
Non basteranno gli aiuti governativi, impegnati su più fronti, servirà l'aiuto di tutte le persone di
buona volontà a livello internazionale, dalle organizzazioni umanitarie agli Stati.
Un appello dunque ad agire al più presto.
Ora, tutti.
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