Domenica, 03 maggio 2026 - ore 02.23

Chi ha paura di Cristo-uomo? | Rosario Amico Roxas

| Scritto da Redazione
Chi ha paura di Cristo-uomo? | Rosario Amico Roxas

Papa Francesco: Non bisogna avere paura di essere cristiani.

Una affermazione che demolisce la precedente di Marcello Pera, avallata da Benedetto XVI che si prese la briga di scrivere l’introduzione a qual libercolo “Perché dobbiamo dirci cristiani”.

Essere o dirsi: Testimonianza contro apparenza; partecipazione o ipocrita adesione formale.

E’ la differenza che corre lungo il greto del “voler essere” alternativo al “voler apparire, che ha segnato il fallimento della teologia ratzingeriana e che ne ha determinato l’urgenza delle dimissioni.

Scrive il teologo e filosofo Leonardo Boff, uno dei massimi ispiratori della Teologia della liberazione:

 

“Sostenere, come ha fatto Benedetto XVI che soltanto la Chiesa Cattolica è l’unica ed esclusiva Chiesa di Cristo e, ancor più, che al di fuori di essa non vi è salvezza, segna un ritorno alle  tesi medioevali resuscitate già dall’allora cardinale Ratzinger, che venne, però, semplicemente ignorata dal Concilio Varticano II°, come offensiva per le altre Chiese. Invece del «fuori dalla Chiesa non vi è salvezza» si introdusse in quel concilio, nel discorso sui papi e i teologi , «l’offerta universale di salvezza per tutti gli esseri umani e per il mondo».

Nutro il serio sospetto che un simile fallimento e crollo del suo edificio teologico gli tolse “il necessario vigore del corpo e dello spirito” fino al punto, come Benedetto stesso confessa, di “sentirsi incapace di esercitare il suo ministero”. Prigioniero della sua propria teologia, non gli rimase altra alternativa se non quella, onesta, di rinunciare.”

 

La  domanda che, doverosamente, i cattolici, quelli del “cattolicesimo dei cattolici” dobbiamo rivolgerci, cercando di dare una risposta è “Chi ha paura di Cristo-Uomo ?”

Chi ha paura del Suo insegnamento ?

Chi ha paura della Sua testimonianza ?

Chi ha paura della sua laicità ?

Chi ha paura del Cristo che cacciò i mercanti fuori dal Tempi, senza cercare un accordo con loro, magari chiedendo un finanziamento per aprire una scuola, oppure l’8 per mille dei loro lauti guadagni ?

 

Le Beatitudini si completano con le condanne:

 

« Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.

Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. » (Luca 6,24-26)

 

Le religioni monoteiste non hanno mai messo in dubbio l’esistenza di Cristo, anche se con divergenti visioni.
Per l’Islam Gesù è nato da Maria Vergine, per intervento di Dio, è stato il più grande dei profeti, è in “intimità” con Dio, verrà a giudicare i vivi e i morti.
Solo per l’ebraismo, che pure non ne nega l’esistenza, le cose sono andate diversamente, ma temo di scadere nella polemica, per cui tralascio l’argomento.
Cristo visse fra gli uomini, predicò agli uomini, insegnò, portò la buona novella, stipulò la nuova alleanza, propose il Dio dell’Amore esorcizzando il Dio degli eserciti. La religione cristiana, per noi cattolici-cristiani, è calata dentro la figura di Cristo, che attira e affascina perché esalta, innanzitutto, l’umanità, quella umanità che ci fa tutti, indistintamente tutti, figli di Dio.
Il popolo della fede, quello che crede pur non riuscendo a  capire, ama Cristo e in Cristo ama l’uomo che ha patito quello che ogni uomo può patire, e ne trova consolazione, conforto; ama Cristo, Dio e Uomo, per l’incommensurabile capacità di amare, di un amore che non attende di essere corrisposto, un amore che solo Dio sa elargire.
La moltiplicazione dei pani non può essere letta con una interpretazione letterale, bisogna guardare dentro le parole e i gesti, che anticipano le parole di Giovanni Paolo II, quando si domandò “come è possibile vivere una vita di fede quando non è possibile vivere ?”
Il pontefice era di ritorno da uno dei suoi pellegrinaggi nel mondo dei vinti, dei disperati, degli emarginati, ai quali portò una parola di conforto e di speranza, mentre si preparava a promulgare la “Centesimus Annus” con la quale condannava gli egoismi del mondo capitalista e opulento.
Cristo vide quella folla che lo seguiva e ascoltava le sue parole, manifestando fede, ma anche Cristo dovette chiedersi “come è possibile vivere una vita di fede quando non è possibile vivere ?”
Sfamò quella moltitudine comprendendo bene come l’umanità, con i suoi limiti e le sue grandezze, ha le sue necessità.
Il pontefice Benedetto XVI, nel suo libro “Gesù di Nazaret”, ha sentito il bisogno di confermare l’esistenza di Cristo per tentare di documentarne storicamente la divinità, con una esegesi della quale il popolo della fede non sentiva il bisogno e lo fa  dopo avere condannato, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede, P. Jon Sobrino, il teologo di San Salvador, sospeso dall’insegnamento di teologia, perchè accusato di privilegiare l’aspetto umano di Cristo, quell’aspetto umano tanto simile agli emarginati di cui si è sempre occupato P. Jon Sobrino.
La Congregazione per la dottrina della fede, già Sant’Uffizio, già Inquisizione, trascura, dimentica, non tiene in nessun conto che il Cristo, predicato in quel Sud-America, non è biondo con gli occhi azzurri; non è circondato dal lusso e dall’ostentazione di opulenza e di potere; non dibatte di teologia e dottrina; non conosce nemmeno il Diritto Canonico; è un Gesù lacero, mendico, negro, emigrante, emarginato, escluso, affamato, assetato, malato, straccione, pellegrino……..ma pieno e completo d’Amore, capace di generare la più grande rivoluzione che mai il pianeta abbia vissuto, con le semplici parole del discorso della Montagna:

 

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli » (Matteo 5,3-12)
Perché Cristo-uomo fa così paura ?

Perché si vuole sminuire l’umanità che conforta, mettendo in primo piano la divinità, quando ciò che abbiamo appreso è frutto proprio della sua partecipazione ai dolori, alle speranze, al senso di giustizia e a tutti i valori che sono precipui dell’uomo ?
Amare Cristo uomo e Dio significa, per tutti gli uomini, partecipare all’unica razza: la razza umana diventata  divina e resa tale dalla partecipazione di Cristo, con la fede che supera qualunque esegesi, senza  vantare “radici cristiane” esclusive, come se si trattasse di categorie antropologiche, come il naso adunco degli Aztechi.


“Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra,
perché hai tenuto nascoste queste cose
ai sapienti e agli intelligenti e
le hai rivelate ai piccoli. (Mt. 38,25)”

 

Essere cattolici significa “essere in comunione” con Dio, non certo quel “fare la comunione” nel rispetto delle apparenze o, peggio, per esaltarsi nell’esibizionismo formale  e formalista, per ingannare la platea; in questa ottica si affronta l’aspetto culturalmente e dottrinariamente  più importante, con una domanda che rivolgo a me stesso, alla quale oso anche dare una risposta:

 

D.     Credo nella divinità di Cristo ?

R.  Non lo so, per questo ci credo !

 

Rosario Amico Roxas

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