Lunedì, 23 maggio 2022 - ore 17.05

Controllore autobus (incaricato di pubblico servizio):può elevare la sanzione?NO

È possibile impedire al passeggero privo di biglietto di uscire dall’autobus? Quando scatta il reato di violenza privata?

| Scritto da Redazione
Controllore autobus (incaricato di pubblico servizio):può elevare la sanzione?NO
È possibile impedire al passeggero privo di biglietto di uscire dall’autobus? Quando scatta il reato di violenza privata?
Alla nostra redazione giungono continuamente domande sui poteri dei controllori (semplicemente incaricati di pubblico servizio e NON GUARDIE GIURATE)
nei mezzi pubblici come autobus e treni.
A molti di questi quesiti abbiamo già risposto in articoli come “Quali poteri ha il controllore dell’autobus?” e “Cosa succede se scappo dai controllori?“.
Di recente, ci è stata sottoposta una domanda un po’ particolare: «Il controllore dell’autobus può trattenere chi è senza biglietto?».
Il caso ha riguardato un ragazzo che, salito su un mezzo pubblico senza ticket, è stato scoperto dal controllore il quale, giustamente, gli ha chiesto le generalità per fargli la multa. Non contento di ciò, tuttavia, l'incaricato di pubblico servizio proibiva al passeggero sfornito di biglietto di abbandonare il mezzo. È lecito questo comportamento? Il controllore dell’autobus può trattenere chi è senza biglietto, magari per prendere le generalità? Scopriamolo insieme.
Autobus senza biglietto: cosa si rischia?
Chi si avvale di un mezzo di trasporto pubblico senza essere munito di idoneo titolo (cioè, del biglietto) rischia di dover pagare una sanzione amministrativa pecuniaria, quella che comunemente viene chiamata multa.
Salire “a scrocco” su un autobus o un treno non costituisce dunque reato, salvo il ricorrere delle condotte che vedremo di seguito.
Controllore: può chiedere le generalità al trasgressore?
Se il controllore trova un passeggero senza biglietto, deve fargli la multa. Per fare ciò, gli occorrono le generalità del trasgressore.
SE pubblico ufficiale, il controllore presente sui mezzi pubblici può chiedere le generalità. Chi rifiuta di fornirgliele commette reato, così come chi fornisce generalità false.
Altri casi (incaricato di pubblico servizio) : NO
Nel caso di rifiuto di fornire i propri dati, il controllore può invitare il trasgressore a scendere dall’autobus e ad attendere le forze dell’ordine affinché procedano a identificarlo.
Controllore: può chiedere i documenti?
Il pubblico ufficiale possono chiedere i documenti personali per controllare la veridicità di quanto affermato, ma il passeggero non è tenuto a mostrarli: per legge, solo gli agenti di pubblica sicurezza hanno questo potere.
Ciò significa che il passeggero senza biglietto deve dare le sue generalità, pena il reato; non deve invece dare CONSEGNARE i suoi documenti, a meno che a chiederglieli non sia un agente di pubblica sicurezza, come ad esempio un poliziotto o un carabiniere.
Controllore: può trattenere chi è senza biglietto?
Veniamo ora al quesito che dà il titolo al presente articolo: il controllore può trattenere chi è senza biglietto? Si pensi al controllore che intimi all’autista di tenere le porte chiuse fintantoché non avrà elevato la multa. È legittimo questo comportamento?
Il controllore non può impedire a un passeggero, sprovvisto o meno di biglietto, di scendere dal mezzo pubblico, pena il reato di violenza privata, punito con la reclusione fino a quattro anni. E infatti il controllore, pur essendo un pubblico ufficiale, non può sicuramente imporre la propria volontà con la minaccia o con l’uso della forza.
Lo stesso vale anche nel caso in cui il passeggero non voglia farsi identificare: in un’ipotesi del genere, infatti, il controllore deve fare esattamente l’opposto, cioè invitare il trasgressore a scendere dal mezzo affinché le forze dell’ordine sopraggiungano per procedere all’identificazione.
Controllore: può obbligare a scendere dall’autobus?
Qualora il passeggero senza biglietto non volesse seguire il controllore fuori dall’autobus per procedere alla sua identificazione, commetterebbe il reato di interruzione di pubblico servizio, che punisce con la reclusione fino a un anno chi provoca l’interruzione o turba la regolarità di un servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità.
Il controllore non può costringere il trasgressore con la forza a lasciare l’autobus: anche in questo caso si avrebbe il reato di violenza privata.
In pratica, quindi, il controllore non può né trattenere sull’autobus chi è senza biglietto né obbligarlo a lasciare il veicolo.
Può invece chiamare le forze dell’ordine perché procedano all’identificazione ed, eventualmente, a contestare gli altri reati commessi, come ad esempio quello di interruzione di un pubblico servizio.
Peraltro, questo reato verrebbe commesso anche dal passeggero che, per sfuggire ai controlli o all’identificazione, decidesse di scappare dall’autobus.
Polizia: può trattenere nell’autobus chi è senza biglietto?
Quanto detto sinora vale anche per le forze dell’ordine: non c’è alcun motivo per impedire al passeggero senza biglietto di lasciare l’autobus, una volta prese le sue generalità e contestata la multa.
Nemmeno sarebbe giustificato impedire al passeggero di abbandonare il veicolo nel caso in cui sia in corso il fermo per l’identificazione, poiché in questo caso la procedura andrebbe completata in caserma.
Il nostro legislatore ha previsto l’illecito amministrativo per chi sale sull’autobus senza biglietto che, quindi, si becca una bella sanzione. Illecito penale, invece:
--per chi si rifiuta di scendere rallentando la normale marcia del mezzo,
---per chi inveisce contro il controllore,
--per chi scappa alla prima fermata.
Prima di analizzare queste ipotesi nel dettaglio, occorre però andare a vedere quali poteri ha il controllore dell’autobus.
Vediamo che dice la legge.
Controllore autobus: che significa che è pubblico ufficiale?
Nel nostro sistema, il controllore dell’autobus è un pubblico ufficiale: che significa?
“Pubblico ufficiale” è colui che esercita una funzione pubblica di natura legislativa (cioè quella finalizzata alla creazione delle norme che costituiscono l’ordinamento giuridico dello Stato), giudiziaria (ossia quella che conferisce il potere di applicare le norme giuridiche garantendo così il rispetto della legge) o amministrativa (vale a dire quella che ha come obiettivo la realizzazione concreta dei fini dello Stato tramite l’emanazione di provvedimenti).
La Corte di Cassazione ha chiarito che i controllori degli autobus sono pubblici ufficiali in quanto muniti di poteri autoritativi e certificativi e incaricati di una funzione disciplinata da norme di diritto pubblico: essi svolgono una funzione amministrativa in quanto provvedono alla constatazione dei fatti e alle eventuali verbalizzazioni nell’ambito delle attività di prevenzione e di accertamento delle infrazioni relative ai trasporti [1].
Rientra quindi tra i poteri del controllore quello di verificare se vengono poste in essere violazioni, quello di redigere – qualora se ne riscontrino – verbale di contestazione, quello di chiedere le generalità del passeggero.
Poiché si tratta di pubblico ufficiale dotato di poteri autoritativi e certificativi, chi ha la brillante idea, ad esempio, di dargli un nome e cognome falso per fare in modo di evitare di pagare la multa o chi si rifiuta di fornire le proprie generalità, commette reato.
Al riguardo la Suprema Corte ha affermato che commette il delitto di false dichiarazioni a un pubblico ufficiale chi declina generalità false al controllore di un’azienda di trasporto urbano, in quanto le dichiarazioni del privato sono destinate ad incidere direttamente sulla formazione dell’atto pubblico costituito dal verbale di accertamento dell’infrazione [3].
Controllore autobus: che poteri ha?
Il controllore dell’autobus, quindi, è un pubblico ufficiale con poteri autoritativi e certificativi individuati nelle funzioni di accertamento dell’infrazione, di identificazione personale dell’autore della violazione e di redazione del relativo verbale di accertamento, attribuiti dalle norme di legge, regionale e nazionale.
Cosa si rischia se si è in autobus senza biglietto?
In tale ipotesi il controllore eleverà la multa al trasgressore, trattandosi – come dicevamo nel paragrafo introduttivo – di illecito amministrativo. Poichè in questo caso è prevista la sola sanzione amministrativa, il trasgressore non subirà conseguenze sulla propria fedina penale e potrà risolvere il problema semplicemente pagando la multa.
Il controllore in servizio ha, inoltre, il potere di chiedere al passeggero l’esibizione del regolare titolo di viaggio. Se quest’ultimo ne è sprovvisto, egli può chiedergli di fornire le proprie generalità al fine di elevare la multa, fermo restando che non è obbligatorio portare i documenti di identità con sé. Ciò significa che il passeggero ha tutto il diritto di non esibirli. Ciò, però, comporta che il controllore può intimare al passeggero di scendere dal mezzo di trasporto e attendere la prima pattuglia di forze dell’ordine per procedere all’identificazione in caso di non possesso dei documenti. Si ricorda, infatti, che il controllore non può accompagnare il soggetto in caserma, in questura o alla stazione dei carabinieri a tal fine, come invece potrebbe fare un comune agente di polizia.
Torniamo al nostro esempio iniziale: il controllore si avvicina e ti chiede di esibire il titolo di viaggio, ma tu ne sei privo. Che fare? Prima di agire d’impulso è bene conoscere quali possono essere le conseguenze derivanti da una tua azione.
Come già accennato, se fornisci al controllore nome e cognome falsi commetti il reato di false dichiarazioni ad un pubblico ufficiale, punito con la reclusione da uno a sei anni.
E se si prova a fuggire? O se si decide di non scendere quando il controllore lo ordina? Ebbene, anche in questi casi si può incorrere in un processo penale.
Se si cerca di scappare dal mezzo di trasporto per non essere identificati, ci si rifiuta di scendere quando lo chiede il controllore o se si inveisce contro di lui o contro il conducente si commette reato di interruzione del servizio pubblico [4], punito con la reclusione fino a un anno. Si tratta di un reato introdotto dal legislatore al fine di tutelare il regolare ed ordinato andamento dell’attività della pubblica amministrazione; esso può essere realizzato sia con una interruzione vera e propria (cioè impedendo il funzionamento del servizio) oppure turbando la regolarità del servizio (ossia impedendone, senza tuttavia interromperlo, l’ordinato svolgimento).
Tale aspetto è stato chiarito anche dalla Corte di Cassazione, la quale ha affermato che può essere punito non solo il comportamento che determina l’interruzione definitiva o il turbamento totale, ma anche lo condotta che causi un’interruzione momentanea, purché di durata non irrilevante, o un turbamento relativo, purché non insignificante [5].
Se il passeggero privo di titolo di viaggio si rifiuta di scendere, pone in essere un’interruzione di pubblico servizio poiché il mezzo dovrà necessariamente interrompere la propria marcia al fine di consentire al controllore di completare la procedura di sloggiamento del “portoghese”, procedura che può richiedere anche molto tempo.
La giurisprudenza ha affermato al riguardo che commette reato di interruzione di pubblico servizio chi sale in autobus senza biglietto rifiutando sia di munirsene e sia di scendere dall�’autobus [6].
Ma cosa rischia il passeggero privo di titolo di viaggio che reagisce con violenza nei confronti del controllore che gli eleva la multa o gli chiede di scendere?
Anche in questo caso, le conseguenze per chi se la prende col controllore sono piuttosto gravi: il passeggero che, ad esempio, proferisce frasi minacciose, spintona o aggredisce il dipendente della ditta di trasporti per opporsi alla multa commette il reato di resistenza a pubblico ufficiale [7], punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Tuttavia, pur in casi straordinari, è sicuramente illecita la condotta del controllore che, per impedire ai soggetti senza biglietto di uscire dall’autobus in attesa dell’arrivo della polizia, ordina all’autista di chiudere le porte del mezzo tenendo in ostaggio i trasgressori.
^^pubblico ufficiale NON incaricato di pubblico servizio.
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