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Crema Festival diritti.Demenza, la cura delle famiglie e la forza delle comunità

Proseguono gli appuntamenti del Festival dei diritti. Al centro dell’incontro di venerdì 4 dicembre la cura dei caregiver familiari e la forza delle comunità

| Scritto da Redazione
Crema Festival diritti.Demenza, la cura delle famiglie e la forza delle comunità

Crema Festival dei diritti. Demenza, la cura delle famiglie e la forza delle comunità

Proseguono gli appuntamenti del Festival dei diritti. Al centro dell’incontro di venerdì 4 dicembre la cura dei caregiver familiari e la forza delle comunità

Fornire sostegno ai familiari e guidare le persone alla scoperta della patologia della demenza attraverso la voce di chi si prende cura tutti i giorni dei pazienti e dei caregiver. Questo l’obiettivo di ‘La cura delle famiglie nell’esperienza della demenza’, l’evento inserito nell’ambito del Festival dei diritti che rientra nel progetto ‘Crema città amica dell’Alzheimer’. Venerdì 4 dicembre sulla pagina Facebook dell’Orientagiovani, si è raccontata la sensibilità delle comunità amiche al fine di “non escludere queste persone”. Accanto a Crema, anche Castelleone con il progetto ‘Città amica delle persone con demenza’ e Soncino, che di recente, nell’ambito di una virtuosa collaborazione tra servizi sociali e l’associazione Argilla, ha attivato uno sportello di ascolto per caregiver.

È stato un viaggio alla scoperta dell’associazionismo, condotto dall’assessore al welfare del Comune di Crema, Michele Gennuso con la community maker dell’ambito cremasco Michela Oleotti. Secondo Gennuso la demenza è “un’epidemia moderna” che richiede di “fare rete tra le varie realtà per generare servizi attenti ai bisogni dei pazienti e delle famiglie”. A partire dalla visione del film Iris, sono stati affrontati i vari punti di questo percorso. Intanto, la visita d’accoglienza, “momento fondamentale per iniziare a prendersi cura delle persone” spiega Luigi Enterri, geriatra della Fondazione Benefattori Cremaschi, “al fine di garantire loro una buona qualità di vita”. Posta la necessità di una diagnosi precoce, per la neuropsicologa Maria Grazia Regonesi è fondamentale il ruolo della famiglia, cui va dato supporto “anche grazie alle attività delle varie associazioni del territorio”.

I progetti proposti sono diversi: c’è l’iniziativa chiamata Rsa aperta che consente “di prestare assistenza al domicilio” ovvero “il Caffè Alzheimer, un momento di convivialità tra pazienti e familiari”. E ancora le attività di formazione ed informazione. Gloria Regazzi, aiutata dalla testimonianza video della presidente Maria Dragoni ha fatto una carrellata dei servizi offerti dall’Associazione italiana malattia di Alzheimer di Crema. Anche a Castelleone, alla Fondazione Brunenghi, i servizi perseguono un obiettivo: evitare l’esclusione sociale. Virtuoso l’esempio di Soncino, con una stretta collaborazione tra pubblico e privato: “Allo sportello d’ascolto per caregiver – spiega Patrizia Pedrazzini – accedono persone stanche. Cerchiamo di dare loro sostegno, ma cercheremo di fare sempre meglio e di intervenire precocemente”.

Sul finire, nella conversazione si sente forte l’abbraccio delle comunità a queste persone. Lo esplicita il sindaco di Castelleone Pietro Fiori nell’illustrare nel dettaglio l’iniziativa Castelleone città amica delle persone con demenza, con Cristina Sacchelli e Laura Orlandi della Fondazione Brunenghi. “L’intento promosso dal grande impegno della fondazione è quello di favorire sempre la partecipazione di queste persone alla vita della comunità. È l’abbraccio di una città che vuole accoglierle. Del resto, una città a misura delle persone con fragilità è una città a misura di tutti”.

Crema, 5 dicembre 2020

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