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CremonaFiere Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale del 10 giugno 2016

Suinicoltura, maggio si è chiuso in positivo. Crolla il numero di stalle attive in Italia, in 10 anni si sono dimezzate. L’olio d’oliva verrà distinto in “vergine” ed “extravergine”. Ok della Ue al Decreto per fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. Salute animale e salubrità dei prodotti, promossi gli allevatori europei. Filiera avicola e antibiotici, Unaitalia chiarisce. Salute animale e salubrità dei prodotti. Il Giappone riapre le porte alla carne bovina italiana. Italia ancora in deflazione, subito semplificazione e liberalizzazione

| Scritto da Redazione
CremonaFiere Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale  del 10 giugno 2016

Suinicoltura, maggio si è chiuso in positivo Secondo l’indice Crefis, nello scorso mese di maggio la suinicoltura ha tirato un po’ il fiato sia nella fase di allevamento, che di macellazione e stagionatura. Infatti, i timidi segnali positivi parlano di una quotazione media dei suini pesanti alla Borsa merci di Modena di 1,26euro/kg, in aumento del 3,1% rispetto ad aprile. Questo ha determinato un incremento della redditività degli allevatori, calcolata su base congiunturale a un +1,1%. Per quanto riguarda la macellazione, rispetto ad aprile l’aumento è stato dello 0,7% mentre di +1% rispetto a maggio 2015. Bene come si diceva anche la redditività della stagionatura dei prosciutti pesanti Parma Dop che a maggio ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto ad aprile, ma soprattutto un +15,8% nei confronti di maggio 2015

Crolla il numero di stalle attive in Italia, in 10 anni si sono dimezzate Negli ultimi 10 anni si è praticamente dimezzato il numero di stalle presenti in Italia: nel 2015 si è infatti raggiunto il minimo storico di 33mila allevamenti, rispetto ai 60mila attivi del 2005. Il dato arriva dallo studio Coldiretti “Il latte italiano, un primato da difendere”, presentato nei giorni scorsi a Milano. A fronte di una produzione nazionale di circa 110milioni di quintali di latte, sono 85 i milioni di quintali importati dall’estero equivalenti a concentrati, cagliate, semilavorati e polveri che vengono poi imbustati o trasformati industrialmente per diventare mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori visto che l’etichettatura non è ancora obbligatoria. A rischio, secondo la Coldiretti, ci sono 120mila posti di lavoro nell’attività di allevamento da latte che generano lungo la filiera un fatturato di 28 miliardi di euro: la voce più importante dell’agroalimentare italiano dal punto di vista economico ma anche dell’immagine del made in Italy

L’olio d’oliva verrà distinto in “vergine” ed “extravergine” Dal primo gennaio 2017 entrerà in vigore la nuova nomenclatura combinata che consentirà di distinguere l’olio “vergine” da quello “extravergine” negli scambi internazionali. Lo rende noto Agrinsieme che sottolinea come la voce doganale che oggi combina l’olio vergine e extravergine sarà diviso in due codici doganali che consentiranno di tracciare i due prodotti e dare informazioni più dettagliate sui flussi commerciali internazionali. Intanto per la campagna 2015/2016 si stima che la produzione mondiale dell’olio d’oliva arriverà a 3.242.000 tonnellate (+33%) di cui 2.303.000 dalla Ue (+61%). La Spagna si confermerebbe primo produttore con 1.395.000 tonnellate stimate (+66%) a seguire l’Italia con 472.000 tonnellate (+112%) e la Grecia con 320.000 tonnellate (+7%).

Ok della Ue al Decreto per fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico.L’Unione europea ha espresso parere favorevole all’emanazione del nuovo Decreto per le fonti di energia rinnovabile diverse dal fotovoltaico. Il Decreto disciplinerà l’incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili non fotovoltaiche fino al 1 dicembre 2016 in attesa di un riordino complessivo della normativa ad esse legata. Il nuovo Decreto conferma sostanzialmente le vecchie tariffe incentivanti ma introduce una novità rilevante riguardo la cumulabilità degli incentivi. Si conferma infatti il limite del 40% per l’intensità dell’aiuto, ma si chiede che quest’ultimo venga dedotto dall’aiuto al funzionamento. Relativamente ai tempi di emanazione del Decreto essa dovrebbe avvenire entro il corrente mese di giugno.

Salute animale e salubrità dei prodotti, promossi gli allevatori europei. Gli allevatori europei sono sempre più attenti e scrupolosi nel rispettare le regole in tema di salute degli animali e di salubrità delle loro produzioni. Lo afferma sul sito agronotizie.it Angelo Gamberini, che riporta e analizza il rapporto di Efsa sulla presenza di residui di medicinali veterinari e di sostanze indesiderate nelle produzioni zootecniche. I dati si riferiscono al 2014 e riportano le analisi che i 28 Paesi europei sono tenuti ad effettuare per monitorare la situazione degli allevamenti. In tutto sono stati esaminati quasi 737mila campioni relativi a tutte le produzioni animali, oltre a latte e uova. I dati riferiti da Efsa sono aggregati e non consentono di evidenziare la situazione a livello di singola nazionale. L’Italia comunque si posiziona sempre ai primi posti per quantità dei campioni esaminati in relazione al proprio patrimonio zootecnico, il che testimonia il buon lavoro di controllo sulle produzioni animali che si effettua nel nostro Paese.

Filiera avicola e antibiotici, Unaitalia chiarisce A seguito della recente diffusione di notizie sull’antibioticoresistenza nella filiera avicola, Unaitalia ha voluto chiarire alcuni punti e in un comunicato ricorda tra l’altro che il settore avicolo, dal 2013, ha attivato un Piano nazionale per la razionalizzazione dell’utilizzo di antibiotici. Sii tratta del più importante intervento organico di riduzione e razionalizzazione dell’impiego del farmaco in ambito zootecnico, un Piano molto ambizioso fatto proprio dallo stesso ministero della Salute. I dati mostrano che nell’ultimo triennio la somministrazione di questi farmaci è già stata ridotta del 39% e l’impegno è di proseguire in questa virtuosa direzione anche nel triennio successivo

Il Giappone riapre le porte alla carne bovina italiana Dopo un embargo durato ben 15 anni, il Giappone ha finalmento rimosso il blocco delle importazioni di carne bovina italiana. La decisione segue quelle prese per altri Stati membri della Ue in un periodo in cui il settore, nei principali Paesi produttori europei, soffre di una grave crisi. Il blocco risale all’epoca della “mucca pazza”. La misura scelta da Tokyo però, riferisce la Commissione europea, è andata oltre gli standard fissati dall’Organizzazione mondiale per la salute animale e non ha preso in considerazione i controlli stringenti e le misure di sorveglianza a garanzia della sicurezza della carne bovina europea e dei prodotti derivati adottati nella Ue.

Italia ancora in deflazione, subito semplificazione e liberalizzazione I dati diffusi dall’Istat per il mese di maggio registrano un tasso complessivo di inflazione pari al -0,3% rispetto allo stesso mese del 2015. Lo riporta in una nota Federdistribuzione che attraverso le parole del suo presidente Giovanni Coboli Gigli, sottolinea come “l’Italia continui a rimanere in deflazione, tant’è vero che siamo di fronte al quarto mese consecutivo di prezzi negativi, trascinati al ribasso dai beni energetici (-8,2%). Deflazione, consumi che non decollano, produzione industriale in fase calante ed esportazioni sotto tensione per un rallentamento della crescita mondiale sono segnali preoccupanti che devono indurre il Governo a trovare tutte le risorse possibili per continuare a stimolare la ripresa riducendo la pressione fiscale su famiglie e imprese, semplificando e liberalizzando i mercati per ridare quella fiducia che sola è capace di riavviare la domanda interna, primo e più importante driver di sviluppo del Paese”. 

fonte l'Osservatorio Agri&Food di CremonaFiere

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