Lunedì, 03 ottobre 2022 - ore 06.04

Di nuovo incendi nell’area di esclusione di Chernobyl

Iaea: «Rischio reale di un grave incidente nucleare che potrebbe minacciare la salute pubblica e l'ambiente in Ucraina e oltre»

| Scritto da Redazione
Di nuovo incendi nell’area di esclusione di Chernobyl

eri, Energoatom,  l’autorità di regolamentazione nucleare ucraina, ha informato l’International atomic energy agency che  «I vigili del fuoco stavano cercando di estinguere gli incendi vicino alla centrale nucleare di Chernobyl, un’area che ha visto tali focolai anche negli anni precedenti. I vigili del fuoco della città di Chernobyl hanno spento 4 incendi, ma ci sono ancora incendi in corso. La locale caserma dei vigili del fuoco non ha attualmente accesso alla rete elettrica». Quindi gli incendi intorno al cadavere nucleare di Cernobyl, per i quali gli Ucraini avevano accusato gli occupanti russi, non erano stati estinti come era stato annunciato in un primo momento, ma evidentemente ai vigili del fuoco ucraini è permesso fortunatamente di intervenire anche nel territorio sotto controllo russo.

Intanto, le attività all’interno della struttura nucleare chiusa dopo la tragedia del 26 aprile del 1986 «Fanno affidamento su generatori diesel per l’energia, per i quali è richiesto carburante – ha aggiunto Energoatom – Il sito della centrale nucleare, dove si trovano gli impianti di gestione delle scorie radioattive, continua a disporre di energia fuori sede».

Già la scorsa settimana Energoatom aveva informato l’Iaea che stava monitorando da vicino la situazione nella zona di esclusione di Chernobyl prima della stagione degli incendi, «Quando si verificano spesso incendi spontanei nell’area, ancora contaminata dal materiale radioattivo dell’incidente del 1986» e sotto controllo dell’esercito russo dal 24 febbraio.

Nell’aggiornamento di ieri si leggeva che «Eventi di incendio sono stati registrati nell’area della zona di esclusione della centrale nucleare di Chernobyl. Nella Zona di Esclusione le misurazioni della radiazione non sono attualmente in corso. Lievi aumenti delle concentrazioni di cesio nell’aria sono stati rilevati a Kiev e in due siti nucleari a ovest di Chornobyl, ma non pongono problemi radiologici significativi».

L’Iaea è in contatto con Energoatom  per ottenere ulteriori informazioni sulla situazione dell’incendio.

Ieri Energoatom ha fatto il punto della situazione sulla sua pagina Facebook: Tutte le centrali nucleari ucraine funzionano. Dalle ore 09:00 del 23 marzo 2022 tutte e quattro le centrali nucleari operative dell’Ucraina continuano a produrre elettricità stabile. La loro somma attuale alimenta le quantità necessarie di elettricità per il fabbisogno del Paese. Le radiazioni, l’antincendio e le operazioni ecologiche nei siti industriali delle centrali nucleari e dei territori adiacenti non sono cambiate e rientrano negli standard vigenti. Nelle condizioni dello stato di emergenza militare e dell’aggressione su vasta  scala della Russia, la NAEC “Energoatom” ha rafforzato il controllo e individuato l’eccezionale priorità della sicurezza delle strutture nucleari rispetto a tutte le altre. Le principali attrezzature delle unità dei reattori, dei blocchi elettrici, dei locali e degli edifici delle centrali, del perimetro delle aree protette e limitrofe, nonché importanti strutture delle centrali nucleari al di fuori delle loro zone protette. sono sottoposte a supervisione potenziata».

Energoatom conferma che «La centrale nucleare di Zaporizhzhya e la città di Energodar sono state conquistate dagli occupanti e sono state sotto il controllo delle formazioni militari nemiche per il 19esimo giorno. Tutti e 6 i blocchi energetici della centrale nucleare di Zaporizhzhya sono serviti da personale ucraino, il personale hanno la possibilità di ruotare. Formalmente gli occupanti non interferiscono nel lavoro della centrale nucleare, ma tutte le decisioni tecniche devono essere concordate con il comandante russo. Tutto il personale all’arrivo in centrale è controllato accuratamente da terroristi armati. Come risultato di tutto questo, la sicurezza nucleare e radioattiva è a rischio. La città è significativamente più militarizzata,  compresi i “poliziotti” che reprimono i raduni pacifici. Le bandiere dell’Ucraina sono state rimosse in quasi tutti gli edifici pubblici e gli occupanti utilizzano mezzi informativi e di pressione psicologica, cercando di fare campagne di persuasione tra la popolazione per portarla al loro fianco (…) A causa del blocco di fatto di Energodaru, continuano i problemi per  carburante, fornitura di cibo e medicinali di prima necessità. Per il quarto giorno, gli occupanti hanno trattenuto il primo vicesindaco rapito Ivan Samoyduk, che aveva coordinato tutti i carichi umanitari verso la città e che si è rifiutato di collaborare con il nemico. Nonostante tutte le difficoltà della città, dei suoi abitanti e l’occupazione, resistete. La vittoria sarà nostra!»

In una dichiarazione video, il direttore generale dell’Iaea, Rafal Mariano Grossi, ha detto di essere fortemente preoccupato per la situazione e ha nuovamente sottolineato «L’urgente necessità di concludere un quadro concordato che consenta all’Iaea di fornire assistenza tecnica per il funzionamento sicuro e protetto degli impianti nucleari ucraini, che includono 15 reattori oltre al sito di Chernobyl. Ho personalmente espresso la mia disponibilità aa andare immediatamente in Ucraina per concludere un tale accordo, che includerebbe sostanziali misure di assistenza e sostegno, inclusa la presenza in loco di esperti dell’Iaea in diverse strutture in Ucraina, nonché la consegna di attrezzature di sicurezza vitali».

Ma Grossi ha ammesso che «Da molti giorni sono in corso intense consultazioni, ma ancora ci sfugge un esito positivo. Nonostante ciò, la situazione angosciante continua e la necessità di prevenire un incidente nucleare diventa ogni giorno più pressante. Voglio ringraziare il Segretariato delle Nazioni Unite e i tanti Governi che ai più alti livelli hanno espresso sostegno alla mia iniziativa e agli sforzi dell’Iaea. Ribadisco oggi che l’Iaea è pronta e in grado di dispiegarsi immediatamente e fornire assistenza indispensabile per garantire la sicurezza nucleare in Ucraina. Questa assistenza è essenziale per evitare il rischio reale di un grave incidente nucleare che potrebbe minacciare la salute pubblica e l’ambiente in Ucraina e oltre. Spero di poter concludere questo quadro concordato senza ulteriori indugi. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo».

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