AL DI LA DEL SUO POCO DEMOCRATICO E INDECENTE MODO DI FARE E L’INPS, DEFINITO SOLIDO, DOVESSE DAVVERO COLLASSARE…ED ADDIO PENSIONI ?
Le persone serie e responsabili, fra le quali io mi arrogo la presunzione di appartenere, respingono in toto la dialettica di Beppe Grillo, non tanto perché essa non denunci grandi verità in ordine a questa nostra scassata e disonesta classe politica, ma perché il dialogo fra persone civili richiede parametri che si scostano da virulente invettive, offese, dissacrazioni dell’italianità all’estero, nonché da programmi a forte impatto populistico che, per quanto anche in larga parte condivisibili dalle persone per bene, non possono certo trovare attuazione nel breve termine, stante le modalità piuttosto demagogiche con cui vengono presentati, e per di più in una congiuntura economica che non lascia spazio nemmeno ad un cauto ottimismo.
E’ facile predicare il reddito di cittadinanza e non è difficile trovare accondiscendenza, ma una tale proposta potrebbe avere dei risvolti, per certuni, pari ad un invito al non lavoro… “tanto mi pagano lo stesso” (ovviamente al di là delle realtà sociali dolorose della specie).
Perché Grillo non parla come tutti i comuni mortali, se vuoi anche in maniera aspramente determinata e risoluta facendo valere la sua forza politica, anziché fare terrorismo politico-mediatico, realtà che, alla fin fine, potrebbe investire anche il suo stesso movimento ?
Anch’io sono d’accordo con lui quando dice che questa classe politica deve andare a casa, ma non si può fare di ogni erba un fascio; anch’io ho il quasi fondato timore che i conti pubblici non tengano e che, quando meno ce lo immaginiamo, anche l’Inps faccia fatica a pagare le pensioni; anch’io ho la sensazione che di questo passo, le istituzioni democratiche non reggano e che ci potrebbe essere uno scontro frontale fra i poteri; anch’io temo che la fame sia vicina e che potrebbe nascere una rivoluzione civile, sperabilmente composta; anch’io temo - come ho scritto parecchie volte – che il debito pubblico è insanabile e che qualcosa si dovrà pur studiare a livello EU per rivedere tutti i debiti sovrani, ad esempio considerando l’Europa come tenutaria di un bilancio unico che includa in un’unica voce i debito ed i crediti degli stati membri messi insieme, magari attraverso meccanismi finanziari compensativi da studiare, in linea con il principio dei vasi comunicanti a seconda delle risorse e caratteristiche di ciascun paese. Esattamente come succede per i bilanci consolidati delle grandi società, delle multinazionali ecc.ecc. Mi si etichetterà di infantilismo…ma suggeriscano qualcosa di più attendibile coloro che infantili non sono !
Ma se posso concordare con Grillo in merito a quanto sopra, non sono assolutamente d’accordo sul fatto che si parli sulla base di un inesistente ottimismo, come fanno gli antagonisti di Grillo ….” L’Italia ha una struttura finanziaria solida” ed ancora “l’Italia non è allo sbando” ed ancora “il rapporto PIL/debito pubblico è meglio degli altri paesi” ecc.ecc., perché così dicendo si corre il rischio, peraltro non scontato, che all’improvviso si sbatta la testa conto qualche ostacolo. Oggi, il paese non versa nelle condizioni precarie della fine della guerra dalla quale doveva giocoforza risollevarsi, ma si trova in una situazione di scontro frontale che non ha niente a che vedere con la fine del conflitto bellico e che potrebbe avere delle gravi ripercussioni a livello civile !! Insomma, prima c’era la fame per una ragione ben precisa, ora assolutamente no ! Oggi c’è il veleno sociale !
Vogliamo dirle queste cose e chiamarle con il loro nome ? O aspettiamo la tegola ?
Una cosa rimprovero a Grillo. Fra i tanti mali in cui versa l’Italia, Grillo, se davvero uomo onesto e responsabile, dovrebbe scegliere quello minore che è quello di costruire il futuro delle nuove generazioni attraverso il dialogo. Almeno fra persone oneste della politica che pur ci sono, escludendo di brutto tutte coloro che palesemente hanno imbrogliato ed ingannato il Paese.
Di questi, non sarebbe difficile, fare i nomi. Potrei farlo anch’io in qualche secondo…
ARNALDO DE PORTI.



