Il ministro Giovannini in audizione alla Camera boccia le proposte di modifica che puntavano a introdurre maggiore flessibilità in uscita. "Costerebbero diversi miliardi di euro l'anno". Cantone (Spi Cgil): "Ci piacerebbe vedere le carte".
La riforma Fornero non cambia. A dirlo è il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, intervenuto oggi (8 settembre) in Commissione Lavoro alla Camera. Il riferimento è alle proposte presentate in Parlamento in termini di maggiore flessibilità di uscita. Modifiche giudicate "incompatibili" coi conti pubblici, perché eventuali penalizzazioni non basterebbero a compensare le uscite. "Tali proposte sulla flessibilizzazione dell'età pensionabile - sono parole del ministtro - avrebbero il prevedibile effetto di aumentare il consistente il numero di pensioni dal 2014, determinando un onere di diversi miliardi di euro l'anno".
Modiche in arrivo, invece, sulla rivalutazione introdotta dal governo Monti nel 2011 che oggi tocca gli importi superiori a tre volte il minimo (circa 1.500 euro lordi). L'esecutivo prevede che dall'anno prossimo lo stop rimanga solo per gli importi pari a sei volte il minimo (circa 3.000 euro al mese). La rivalutazione sarà piena fino a tre volte il minimo, al 90% fra tre e cinque volte il minimo e il 75% fra cinque e sei volte.
Infine il capitolo esodati. Nel complesso, per le quattro tranche di salvaguardati rispetto alla riforma Fornero della previdenza sono stati destinati 10,4 miliardi di euro, ha precisato Giovannini, spiegando che per la quarta salvaguardia (quella del governo Letta) sono stati stanziati 600 milioni per circa 6.500 esodati cosiddetti 'licenziati individuali'. Nei tre precedenti decreti di salvaguardia erano stati coinvolti 130mila esodati.
Il primo commento è del segretario generale dello Spi Cgil Carla Cantone: "Ci piacerebbe vedere le carte. Si stanno studiando misure che avranno ripercussioni sulla vita delle persone ed è per questo che vorremmo vederci chiaro. Se si continua a scaricare la crisi solo sui pensionati non possiamo essere d’accordo. Così come non possiamo essere d’accordo su quanto dichiarato dal ministro in merito alla revisione della riforma Fornero. Quella riforma ha prodotto danni incalcolabili. Non si possono condannare le persone a lavorare per tutta una vita".
Fonte: http://www.rassegna.it/articoli/2013/10/8/105137/giovannini-riforma-pensioni-non-si-tocca



