Martedì, 05 maggio 2026 - ore 08.42

Il Pse, assente ingiustificato (di Emanuele Macaluso)

| Scritto da Redazione
Il Pse, assente ingiustificato (di Emanuele Macaluso)

L'Europa è nell'occhio del ciclone: Draghi avverte che la crisi è molto più seria di quel che molti pensano e la moneta unica torna in bilico. In questo clima di allarme più che giustificato si è svolto l'incontro tra il Presidente del Consiglio e i tre segretari dei partiti che in Parlamento sostengono il governo e, a quanto pare, al centro del confronto c'era l'Europa.

I giornali ci informano che i tre partiti presenterebbero una mozione di sostegno sulla sfida europea. Non so se l'obiettivo sarà raggiunto, anche perché l'impegno dei partiti italiani sul fronte europeo è pressoché inesistente.

La destra europea oggi non somiglia ai moderati centristi cattolici come De Gasperi, Adenauer e Schumann che concorsero a costruire l'Europa. E nemmeno alla generazione successiva, del Cancelliere Kohl, di Andreotti e Moro. Tuttavia quel che più mi preoccupa in questo momento è la debole iniziativa della sinistra europea, espressa soprattutto dal gruppo parlamentare socialista. Il Pse è assente ingiustificato.

Insomma, se è vero che la dimensione dei problemi economico-sociali, quindi anche quelli che interessano il mondo del lavoro, è globale e solo l'Europa può avere un ruolo, non si capisce perché non c'è una battaglia politica su questo fronte: il Pd, fuori dal partito socialista europeo, non ha voce per stimolare una iniziativa della sinistra.

L'Unione Europea, così com'è, non regge più. Sono molti, anche in Italia, che chiedono un governo europeo che abbia una dimensione politica e un rapporto più diretto con i popoli. Come fare un passo avanti mentre la crisi scuote tutte le istituzioni e c'è una campagna della destra contro l'Euro e l'europeismo? Occorre una forte controffensiva politica, in cui si impegnino anche le forze moderate. La presenza e l'attivismo europeo del governo Monti può stimolare le forze politiche a riaprire il capitolo europeista della politica nazionale.

In Italia è la Lega che, oggi come ieri, si batte sul fronte antieuropeo e il suo rapporto con il Pdl ha condizionato, su questo terreno, i governi presieduti da Berlusconi. L'impegno del segretario del Pdl Alfano per una mozione europeista rappresenta certo un'ulteriore rottura del rapporto con la Lega e pone a questo partito problemi che attengono al suo futuro politico, in Italia e in Europa

Infine va sottolineato il fatto che, ancora una volta, il "governo tecnico" di Monti, crea, alla destra e alla sinistra, grossi problemi politici che attengono anche al loro profilo di partiti italiani ed europei.

Da www.ilriformista.it

 

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