Sabato, 31 luglio 2021 - ore 04.42

L’aggiornamento della Farnesina sulla situazione di Marco Zennaro

| Scritto da Redazione
L’aggiornamento della Farnesina sulla situazione di Marco Zennaro

A pochi giorni dalla missione in Sudan del Direttore generale per gli italiani all’estero Luigi Maria Vignali, la Farnesina fa il punto sulla situazione di Marco Zennaro, il connazionale detenuto a Khartoum dal 1° aprile scorso, a seguito delle denunce per truffa presentate dai suoi partner commerciali.

L’Ambasciata d’Italia a Khartoum, assicura il Ministero in una nota, segue la vicenda costantemente fin dall’inizio, svolgendo regolari visite consolari al connazionale (oltre 60 dal 1° aprile a oggi) e mantenendo un contatto permanente con i familiari.

L’Ambasciatore Gianluigi Vassallo, prosegue la nota, non ha mai cessato di sollevare il caso con le più alte istituzioni sudanesi, chiedendo chiarimenti ufficiali e, in assenza di motivi tali da giustificarne la detenzione, il rilascio del connazionale. Analogo messaggio è stato veicolato dalla Farnesina all’Ambasciata del Sudan in Italia.

Dopo che il 24 maggio scorso, su istruzione del Ministro Di Maio, la Vice Ministra Sereni ha sottolineato al suo omologo sudanese l’attenzione con cui l’Italia segue questa vicenda, il 30 e 31 maggio, sempre su indicazione del Ministro, il Direttore Generale per gli Italiani all’estero Luigi Vignali si è recato a Khartoum, dove ha più volte visitato il connazionale ed è riuscito a ottenere alcuni miglioramenti del suo regime di detenzione.

Il 2 giugno, riporta il Maeci, Marco Zennaro è stato trasferito in una struttura detentiva più organizzata, dove dispone di una brandina in un’area comune non sovraffollata e ha accesso a servizi e spazi esterni; può inoltre utilizzare il proprio telefono cellulare per comunicare con la famiglia e ricevere visite da parte dei familiari e del personale dell’Ambasciata in orari predefiniti.

Il Direttore Generale ha inoltre chiesto alle massime Autorità sudanesi di consentire al connazionale di trascorrere gli arresti domiciliari in albergo.

La missione del Direttore Vignali, conclude la nota, ha inoltre consentito di prendere contatto con le controparti private sudanesi per fare il punto sul negoziato per una soluzione stragiudiziale della controversia commerciale che è alla base della vicenda giudiziaria. (aise) 

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