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La bolla del mattone.

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La bolla del mattone.

Banche e cemento: finanziamenti poco edificanti Il numero di gennaio 2011 di Altreconomia
Milano. Le banche italiane impiegano 131,6 miliardi di euro a sostegno del settore immobiliare, 9 dei quali in sofferenza. L'inchiesta sul numero 123 di Altreconomia spiega perché, spesso, questi soldi vadano a sostenere progetti di dubbia utilità e faticosamente realizzabili.
Come il progetto dell'area ex Falck, di Davide Bizzi, un imprenditore semi-sconosciuto, “prescelto” dagli istituti di credito per prendere il posto di Luigi Zunino, fallito con il suo progetto Milano Santa Giulia. Le banche non possono fermare il circolo vizioso debiti-cemento. Unicredit, Intesa Sanapaolo, Banca popolare di Milano, Monte dei Paschi di Siena, Banco popolare, quelli coinvolti nell'operazione sulla ex Falck di Sesto San Giovanni, quasi un milione di metri quadri.
In questa inchiesta oltre a Zunino e Bizzi raccontiamo anche della Marina di Loano di Salvatore Ligresti, sul quale pesa un debito di 50 milioni di euro di debito verso Intesa, prossimo alla vendita a favore di un fondo di cui è azionista la stessa banca; e di Danilo Coppola, che dopo il carcere e un debito comprovato di quasi 200 milioni di euro con il fisco (saldato) torna in sella grazie a un nuovo prestito per 180 milioni di euro da parte di Banco popolare.

La seconda inchiesta è dedicata al fallimento dell'agricoltura italiana. Nell'ultimo anno, il valore della produzione agricola italiana è scesa dell'8,3%, mentre il reddito da lavoro agricolo è crollato del 25,3 per cento. Chi lavora le terra, insomma, non campa. E la situazione non cambia se la guardiamo dalla prospettiva siciliana, laziale o della Pianura Padana. Parlano i numeri: il 92 per cento degli occupati, circa un milione di persone in tutto, è “precario”; le aziende agricole, 4,3 milioni nel 1961, erano 2,6 milioni nel 2000 (il 94% delle quali a conduzione diretta del coltivatore); il 95 per cento ha meno di 20 ettari; in 50 anni si sono persi 7 milioni di ettari di terreni agricoli. Con un'intervista a Mariagrazia Mammuccini, direttrice dell'Agenzia regionale toscana per lo sviluppo e l'innovazione nel settore agricolo. 

A stritolare i produttori agricoli contribuisce la grande distribuzione, che ormai distribuisce il 70 per cento dei prodotti alimentari. Citando documenti esclusivi, raccontiamo i "super poteri" del super, una posizione di forza che le aziende della Gdo trasferiscono il proprio rischio d'impresa ai fornitori, imponendo costi d'ingresso sullo scaffale e sconti speciali a posteriori su merci già fatturate.

Due reportage, infine. Siamo stati ad Haiti, a un anno dal sisma: dei 2 miliardi di dollari promessi dai donatori, solo il 37% è stato stanziato; il Paese è una gigantesca baraccopoli, dove la popolazione sopravvive nelle tende, tra colera e collera. Siamo tornati, invece, a Rosarno (Rc): dopo la rivolta del gennaio 2010, le condizioni di vita dei migranti stagionali nella piana di Gioia Tauro non sono cambiate. Dormono in case fatiscenti e lavorano nei campi “in nero”, per 25 euro al giorno. Sono vittime delle 'ndrine, mentre il piano d'intervento straordinario del ministro Maroni non è mai partito.   

Per finire, un'anticipazione: sul sito l'articolo “Addio alla plastica?”, che soffoca gli applausi di chi ha salutato la “messa al bando” degli shopper di plastica nel nostro Paese. La verità è che dal primo gennaio 2011 l'Italia ha vietato la commercializzazione dei soli “sacchetti da asporto finale”, quelli con i manici, destinati al settore alimentare. Che sono una percentuale minima rispetto ai 20 miliardi di shopper consumati in un anno nel nostro Paese.

Per informazioni, interviste e copertina in alta risoluzione: Luca Martinelli - Altreconomia
tel. 02-89.91.98.90 - cell.: 349-86.86.815, luca@altreconomia.it - http://www.altreconomia.it

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