Giovedì, 24 settembre 2020 - ore 14.25

La più intensa recessione di sempre in Usa, Europa e Italia

Nel peggior trimestre di sempre nelle economie occidentali, il Pil dell’Eurozona si contrae più di quello americano.

| Scritto da Redazione
La più intensa recessione di sempre in Usa, Europa e Italia

Con la fine di giugno si è chiuso il peggior trimestre per la crescita delle economie occidentali da quando esistono dati trimestrali calcolati con una metodologia coerente tra paesi.

Le stime preliminari del Pil dei principali paesi per il secondo trimestre 2020 riportate nella tabella 1 (seconda colonna) mostrano segni meno a due cifre per i più grandi paesi europei e per l’area euro, oltre a un appena meno drammatico -9,5 per cento per l’economia americana (riportato dal Bureau of Economic Analysis e quindi sui media in termini annualizzati come un meno 32,9 per cento). In tutti i casi comunque si tratta di dati senza precedenti e che si aggiungono ai numeri già pesantemente negativi registrati nel primo trimestre dell’anno (e riportati nella prima colonna della tabella). Combinando le variazioni dei due trimestri si può calcolare la perdita di Pil a metà 2020 rispetto alla fine del 2019 (al netto delle componenti stagionali e di calendario). I dati (terza colonna) mostrano perdite cumulate di circa 10 punti percentuali negli Stati Uniti e per una media di circa 15 punti percentuali per i paesi europei. Quindi – utile precisarlo – a causa del Covid, l’economia Usa si è finora contratta meno di quelle europee. All’interno della zona euro la Germania è il paese meno colpito (-12 per cento) e la Spagna quello più colpito (quasi 23 punti percentuali di calo del Pil), con Italia e Francia che subiscono cali compresi tra 17 e 18 punti. Se le previsioni degli analisti saranno confermate, il calo di Pil più marcato sarà registrato nel Regno Unito. Dai dati del secondo trimestre emerge invece che la Cina – l’economia più colpita nel primo trimestre – ha interamente recuperato la perdita grazie al rapido recupero sperimentato nel periodo aprile-giugno.

Sono dati molto peggiori rispetto ai trimestri successivi al fallimento di Lehman Brothers nel quarto trimestre 2008 e nel primo trimestre 2009. Allora il calo cumulato del Pil Usa e dell’eurozona fu rispettivamente del 3,2 e del 4,8 per cento. Anche in quell’occasione – come oggi – e nonostante che allora la crisi fosse partita nei mercati finanziari e immobiliari Usa, l’economia americana ebbe a subire una minor riduzione del Pil rispetto all’Europa.

 

FONTE BUONGIORNOSLOVACCHIA.IT

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