Venerdì, 17 agosto 2018 - ore 09.20

Lavorare viaggiando: è il sogno del 45% degli italiani

Agli italiani piace viaggiare, non solo per svago ma anche per lavoro: al punto che un viaggio con questa finalità riesce addirittura a motivare il professionista, spingendolo a rendere di più.

| Scritto da Redazione
Lavorare viaggiando: è il sogno del 45% degli italiani

Gli aspetti che riguardano questa notizia sono diversi: in primo luogo, l’italiano di oggi preferisce schiodarsi dalla scrivania e lavorare viaggiando in giro per l’Italia e per il mondo. È una fonte di stimoli che non trova possibili termini di paragone, e che presuppone un altro fatto: anche se le ore di lavoro così aumentano, tutto questo non diventa un problema.

 

Gli italiani sognano un lavoro itinerante

 

Lo sostengono le ricerche di settore: il professionista nostrano preferirebbe affrontare un viaggio di lavoro con ore extra, piuttosto che mettere le ragnatele in ufficio. Secondo un recente studio, infatti, il 46% degli italiani sogna di lavorare viaggiando: lo farebbe anche a costo di lavorare di più, per via del gusto della scoperta e per non doversi trovare rinchiuso fra le solite quattro mura. Il 30% dei lavoratori italiani è consapevole che questo comporterebbe un maggior numero di ore di lavoro: un pericolo che comunque non intacca più di tanto questa piacevole visione. Naturalmente c’è chi desidererebbe un posto di lavoro con trasferte su distanze contenute, e c’è chi vorrebbe viaggiare lontano, alla scoperta del mondo. Quasi la metà degli italiani, comunque, condivide questo obiettivo quando cerca un nuovo impiego tramite la rete.

 

Come lavorare viaggiando (e viceversa)?

 

Oltre ai lavori che prevedono trasferte una tantum, ci sono anche impieghi che permettono di viaggiare in totale autonomia: in tal caso è il professionista che decide dove e quando andare. Come coronare questo sogno? Oggi basta avere un netbook e un dispositivo di wifi portatile come quello proposto da operatori come Vodafone: con questa dotazione hi-tech, chiunque può girare il mondo e al tempo stesso mantenersi con il proprio lavoro. È la conseguenza di un’epoca segnata dal grande potenziale di internet, che ha reso la nostra una generazione di nomadi digitali: sempre pronti a rinunciare all’ufficio pur di respirare l’aria della libertà.

 

Quali lavori permettono tutto questo?

 

La vita da professionista itinerante è resa possibile da alcuni lavori specifici: ad esempio il giornalista freelance, ma anche le varie professioni legate al digital marketing. Basti pensare al SEO specialist, al copywriter o al social media specialist, insieme allo sviluppatore di app o di siti web. Adesso sorge spontanea un’altra domanda: esistono delle piattaforme digitali per trovare questi lavori? La risposta viene data da progetti del calibro di Nomad List, i quali hanno dato una spinta notevole al fenomeno del nomadismo digitale. Da non sottovalutare, poi, i network e i gruppi nati su Facebook: come Facebook Digital Nomads Around The World e Digital Nomad Girls.

 

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