Mercoledì, 03 giugno 2026 - ore 02.21

Lodi Città Aperta

| Scritto da Redazione
Lodi Città Aperta

L’idea di partenza è stata quella di riconoscere alle seconde generazioni migranti il ruolo di protagoniste nel percorso di integrazione e interazione con la comunità locale.
Scommettere sulle "G2" ha significato investire per il futuro, verso una convivenza responsabile che opera consapevolmente e concretamente per promuovere una comunità coesa.
Lo statuto di intercultura si declina nella necessità di una progettazione di percorsi di qualità per tutti: italiani e stranieri, anziani e giovani, donne e uomini. Valorizzare la storia, la lingua e la cultura dei giovani migranti, dare risposta al “disagio nascosto” degli adolescenti, creare uno spazio comune per studenti nati qui e altrove, sono state le priorità condivise negli anni recenti, attuate dalle scuole superiori lodigiane della rete "Babele".

Ora, Lodi Città Aperta vuole superare la soglia dalla tutela scolastica per le seconde generazioni, legittimandone il ruolo come risorse per la città, nella relazione con i coetanei.
L’obiettivo che ci siamo posti nel medio periodo è stato quello di creare un Centro interculturale per tutte le ragazze e i ragazzi della città e della provincia di Lodi, autonomamente gestito dai giovani con lo scopo di avere a disposizione uno spazio fisico o virtuale per comunicare integrazione.
In quest’ottica ci siamo rivolti ai giovani del territorio alla ricerca di persone disponibili a condividere il progetto e a mettersi in gioco. Tra le numerose candidature pervenute dalle scuole e dai diversi ambiti della città e della provincia ne abbiamo selezionate quindici, ritenute idonee per competenze e attitudini a intraprendere il percorso.

La formazione di un gruppo coeso, motivato, consapevole ha rappresentato la prima sfida. Abbiamo privilegiato l’approccio autobiografico secondo il metodo proposto dal Dipartimento di Pedagogia degli Adulti dell’Università di Milano Bicocca e la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari.
Durante il percorso abbiamo fatto esperienza concreta della relazione con l’altro attraverso la scoperta consapevole di sé.
Abbiamo sperimentato lo spiazzamento cognitivo pensando a come si pensa.
In gruppo abbiamo negoziato la mappa dei significati emersi dalle narrazioni individuali.
Dalle nostre storie abbiamo estrapolato parole da ricordare: il nostro vocabolario condiviso sino alla rappresentazione della nostra mappa cognitiva, dove a partire dai luoghi, dai vissuti, dai temi individuati si sono moltiplicati gli ambiti in cui immaginare di “fare intercultura”.

Dopo essere partiti dalle nostre esperienze individuali e familiari, aver attraversato sentimenti e significati, condiviso il senso, siamo tornati alle emozioni per trovare il nostro modo di comunicare: unico, diverso e attuale.
Il nostro obiettivo primario è quello di raggiungere chi come noi vive e soffre il piacere e il dispiacere della diversità. Comunicare integrazione, parlare di noi tutti diversi, unici e aperti al confronto e al dialogo.
Facciamo musica, scriviamo testi, scattiamo foto, raccogliamo video e interviste da condividere con tutti.
L’invito è moltiplicare il poco-tanto che abbiamo iniziato a fare intensificando la produzione di musica, testi, foto, video e interviste attraverso il sito: Lodi Città Aperta.
Nel corso del progetto abbiamo creato una sinergia positiva con il progetto gemello gestito da Caritas, “Sogno in due tempi”, con cui con loro condividiamo e intrecciamo i percorsi alla ricerca di alterità e reciprocità.

La nostra prima uscita pubblica coinciderà con la tavola rotonda che si terrà a Lodi nell’ambito del Network delle città europee dell’intercultura e saranno invitati a partecipare i giovani delle città del dialogo per uno scambio di esperienze.
Lodi Città Aperta è un progetto  ammesso al “Cofinanziamento regionale per i programmi annuali per l’immigrazione - anno 2010” della Regione Lombardia. Titolare è il Comune di Lodi – Assessorato alle Politiche Sociali. Ente realizzatore: Microcosmi società cooperativa sociale in rete con l’Associazione Lodi per Mostar ONLUS, ideatrice del progetto e l’Associazione Tuttoilmondo, sede della Multibiblioteca che ha ospitato il corso. Supervisione a cura del Centro Come.

per saperne di più clicca qui
http://www.lodicittaperta.it/

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