Sabato, 27 novembre 2021 - ore 00.34

OMICIDIO DI VERGONZANA: PASINI RITORNA IN AULA

Alessandro Pasini è accusato di aver ucciso Sabrina Beccalli

| Scritto da Redazione
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 «Lo voglio guardare in faccia. Sei un morto che cammina».  sono le parole di Simona, sorella di Sabrina Beccalli: 39 anni e mamma di un ragazzino di 16, che la notte di Ferragosto del 2020 è stata uccisa e data fuoco in auto tra le campagne di Vergonzana di Crema(CR).

Alessandro Pasini,detenuto dal 17 agosto 2020 in carcere-caricò il corpo sull’auto di lei, una Fiat Panda. E diede fuoco alla macchina, nella campagna di Vergonzana. È questa, l’unica circostanza ammessa da Pasini, insieme al fatto d’aver tagliato il tubo del gas nell’abitazione in via Porto Franco per eliminare le prove. Teatro invece del femminicidio, per il pm.

«È morta per overdose», sostiene dal 18 agosto, giorno del suo fermo, Pasini che oggi sarà processato con il rito abbreviato, a cui il gup Elisa Mombelli lo ha ammesso lo scorso luglio, accogliendo la richiesta dei difensori Stefania Amato e Paolo Sperolini.

Quattro i capi di imputazione in pendenza al Pasini.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, alle 4 di notte, Pasini portò l’amica Sabrina nell’appartamento in via Porto Franco. «per avere rapporti sessuali».

Il rifiuto, la lite, il femminicidio «con modalità non meglio precisate».

Anche perchè i resti recuperati dai carabinieri del Ris di Parma nella Panda bruciata e poi analizzati dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo e dalla sua équipe, non hanno consentito di stabilire «con esattezza, la dinamica e la causa della morte». Anche se nella perizia si parla di «trauma meccanico alla mandibola e alla mascella laterale destra di natura contusiva» E di «due fratture al cranio». Gli esperti ipotizzano che «la combinazione delle due fratture, unita alla presenza di microfocolai emorragici cerebrali, potrebbe addebitarsi ad un trauma al capo subito poco prima della morte». Alle 5 del mattino, una vicina di casa sentì urlare : «Aiuto, aiuto».

 «Non l’ho uccisa, Sabrina era una mia amica. Abbiamo consumato cocaina, l’ha uccisa un’overdose. Io stavo dormendo, ho sentito un rumore, era in bagno riversa sulla vasca». Pasini non ha mai cambiato versione.

Gli esami tossicologici effettuati da Domenico Di Candia hanno però escluso l’overdose. Nei capelli di Sabrina sono state rilevate tracce di cocaina. In che quantità, non è stato possibile stabilirlo.

Pasini ha confessato di aver dato fuoco alla Panda con dentro il corpo di Sabrina. Secondo l’accusa, ha distrutto il cadavere per cancellare le tracce. Perché il corpo e l’autopsia avrebbe svelato la causa della morte. Dopo aver pranzato in trattoria, l’uomo tornò nell’appartamento dove i carabinieri del Ris hanno poi rilevato, con il luminol, schizzi di sangue dentro e fuori, sul pianerottolo. «Quando l’ho trovata in bagno morta, Sabrina perdeva sangue dal naso», continua a difendersi lui. Per il tossicologo, l’overdose provoca un arresto cardiaco.

Pasini è accusato di occultamento e distruzione di cadavere, di incendio aggravato «da cui derivava un pericolo per la pubblica incolumità»- di pericolo per la pubblica sicurezza (crollo di edificio) e omicidio volontario.

Ripulita la casa, tagliò il tubo del gas della caldaia e se ne andò. «Per occultare le tracce dell’omicidio», sostiene il pm. E quell’appartamento saturo di gas era «un pericolo per la pubblica incolumità».

Al rito abbreviato si era opposto Antonino Andronico, l’avvocato di parte civile dei familiari di Sabrina. E si era opposto, «perché riteniamo che sia stato commesso nel contesto di un tentativo di violenza sessuale, un reato aggravato e quindi punito con la pena dell’ergastolo. Il giudice ha ritenuto che allo stato degli atti non sia così. Per quanto riguarda le modalità, nelle nostre consulenze integrate (effettuate dal generale Luciano Garofano Ndr) abbiamo indicato la possibile dinamica del fatto. All’esito della discussione dell’abbreviato, vedremo che cosa disporrà il giudice».

 

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