Da mercoledì mattina in consiglio si respira un clima pesante. L'avviso di garanzia che ha raggiunto il vicepresidente Filippo Penati ha colto di sorpresa un po' tutti, compreso il diretto interessato che ha voluto in questi giorni incontrare gli altri consiglieri del Pd per condividere con loro quanto stava accadendo e per informarli delle sue decisioni.
Penati si è messo totalmente a disposizione della magistratura e, pur nell'indubbia difficoltà del momento, non ha mai messo in dubbio la necessità e la possibilità di far sì che i magistrati facciano il proprio lavoro in modo completo, trasparente ed efficace.
Da parte del gruppo regionale si è espressa immediatamente una piena solidarietà a Filippo Penati che, dal punto di vista umano, sta vivendo un passaggio molto delicato, si è manifestata la convinzione e la speranza che il vice presidente potrà chiarire la propria posizione ed evidenziare la propria estraneità, si è ribadita la totale fiducia nell'operato dei magistrati.
La scelta dello stesso Penati di autosospendersi dalla carica di vice presidente del Consiglio regionale, passaggio né obbligato né necessario, è un segnale di grande rispetto dell'istituzione ed evidenzia come sia possibile affrontare le vicende giudiziarie senza arroccarsi nel proprio ruolo ed evitando ogni possibile imbarazzo all'intero consiglio.
Come accade spesso in questi casi, nonostante le necessarie precisazioni riguardo la presunzione di innocenza, i media stanno già lanciandosi in analisi che propongono Penati come implicitamente colpevole e, dunque, come ormai non più in grado di interpretare il ruolo di leader politico. Di più. La sensazione è che la vicenda di Penati possa diventare esemplare per chi intenda sostenere la totale inadeguatezza dell'attuale classe politica nella gestione del delicato passaggio politico ed economico che sta vivendo il nostro Paese. Per essere ancora più espliciti: se neppure chi si è presentato come novità, per stile, contenuti e comportamenti all'interno del centro sinistra può ritenersi alieno dai guasti della politica corrotta, questo significa che l'intero attuale sistema politico non è più in grado di offrire risposte credibili. Nessuno può salvarsi. Un argomento molto popolare nel clima anti casta che stiamo vivendo, ma anche molto pericoloso perché rischia di trascinare con sé l'intero sistema istituzionale.
Si faccia luce su quanto è effettivamente accaduto. Si evitino indebite generalizzazioni. Non servono a nessuno difese d'ufficio o improvvide accelerazioni giustizialiste.
A Penati auguriamo di mantenere la serenità che gli consenta di chiarire totalmente la propria posizione su fatti accaduti ormai quasi dieci anni fa. Per quanto ci riguarda, abbiamo apprezzato il suo atteggiamento in queste ore difficili e sappiamo di poter contare sul suo prezioso apporto politico per le attuali e future sfide che ci attendono in Lombardia.
fonte:http://www.pdregionelombardia.it/novita7ggdettaglio.asp?ID=3755



