Sabato, 13 agosto 2022 - ore 05.26

UE.PORTE APERTE NONOSTANTE PUTIN

| Scritto da Redazione
UE.PORTE APERTE NONOSTANTE PUTIN

PORTE APERTE NONOSTANTE PUTIN: L'EUROPA RISPONDE A YANUKOVYCH
Il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, invita a mantenere aperta la possibilità di integrare l'Ucraina nel mercato unico UE per non deludere il milione di manifestanti che da un mese manifestano in piazza sotto le bandiere europee. Il Capo di Stato lituano, Dalija Grybauskaite, contesta il Presidente ucraino.

La delusione nei confronti di un Presidente che non ascolta il desiderio del suo popolo non può influire nella politica delle porte aperte che l'Europa, seguendo la sua tradizionale impostazione storico-culturale, deve avere nei confronti dell'Ucraina. Così il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ha risposto alla decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, di firmare accordi economici che spingono l'Ucraina nell'orbita della Russia di Putin e, prima ancora, alla rinuncia di chiudere con l'Unione Europea il varo dell'Accordo di Associazione: documento che integra l'economia di Kyiv nel mercato unico europeo.

Durante una conferenza stampa presso il Vertice dell'Unione Europea, giovedì, 19 Dicembre, Schulz ha dichiarato che, dinnanzi alla manifestazione permanente di più di un milione di ucraini in supporto alla firma dell'Accordo di Associazione, l'Europa deve lasciare attuale la possibilità di integrare l'Ucraina nel suo mercato.

Ciò nonostante, il Presidente del Parlamento Europeo ha dichiarato di non riporre più alcuna speranza in Yanukovych che, come ha più volte dimostrato con le sue decisioni politiche, non è affatto interessato ad avvicinare l'Ucraina all'Europa.

"Le persone che manifestano per l'Associazione con l'UE hanno dimostrato di preferire un'orientamento europeo per l'Ucraina, ma dal Presidente Yanukovych non possiamo aspettarci una condivisione di questo pensiero -ha dichiarato Schulz- Se dovessimo chiudere le porte a Kyiv, finiremmo per deludere le aspettative dei manifestanti: non dobbiamo tagliare i legami con le Autorità ucraine".

Il pensiero di Schulz è stato condiviso dal Presidente lituano, Dalija Grybauskaite, che detiene la Presidenza di turno dell'UE, e che ha supportato la necessita di mantenere aperto il dialogo con i manifestanti che supportano l'Associazione economica tra l'Ucraina e l'Europa, nonostante le decisioni politiche di Yanukovych.

Nel contempo, la Grybauskaite è stata più dura nei confronti del Presidente ucraino, che ha criticato per avere a lungo abusato della pazienza dell'Europa durante le trattative per la firma dell'Accordo di Associazione.

"Il popolo ucraino è sovrano e deve decidere da solo quale indirizzo di politica estera dare al suo Paese -ha detto la Grybauskaite- L'UE mantiene aperta la possibilità di firmare in ogni momento l'Accordo di Associazione, e questo lo fa per gli ucraini, non per il Presidente Yanukovych".

La Russia minaccia l'UE con il suo impero in Ucraina

Martedì, 17 Dicembre, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha concesso al suo collega ucraino Yanukovych un prestito di 15 Miliardi di Dollari, più uno sconto sul prezzo del gas venduto all'Ucraina da 400 Dollari per mille metri cubi a 268: concessioni che rafforzano la dipendenza, sia economica che geopolitica, di Kyiv da Mosca.

Lo scorso 28 Novembre, il Presidente ucraino ha rifiutato di firmare l'Accordo di Associazione tra Ucraina ed UE, provocando un'ondata di manifestazioni spontanee e pacifiche che, con il nome di Euromaidan, ha coinvolto più di un milione di dimostranti, accampati giorno e notte presso il centrale Maydan Nezalezhnosti di Kyiv ed in altre città del Paese.

Nonostante l'offerta dell'Europa, e l'impomente manifestazione repressa a più riprese dalla forze speciali di polizia Berkut, che lavorano alle dirette dipendenze dell'Amministrazione Presidenziale, Yanukovych ha richiesto all'UE soldi in cambio della firma dell'Accordo di Associazione come compensazione alla presunta rottura commerciale con la Russia che l'integrazione dell'Ucraina nel mercato unico europeo avrebbe comportato a Kyiv.

Con l'avcicinamento a Mosca, Yanukovych ha finito per realizzare la strategia di Putin, volta ad inglobare l'Ucraina nell'Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito per estendere l'egemomia della Russia nello spazio ex-sovietico e, come dichiarato a più riprese dal Presidente russo, contrastare l'UE nella competizione economica internazionale.

L'inglobamento nell'Unione Eurasiatica dell'Ucraina, senza la quale la Russia non potrebbe creare un suo impero nello spazio-ex-sovietico, mette quindi a serio repentaglio la sicurezza politica energetica dell'UE che, per questa ragione, ben farebbe ad affrontare la questione ucraina come priorità nella sua agenda politica internazionale.

Le contromosse che l'Europa dovrebbe prendere

Per sopravvivere alla politica imperialista di Putin, l'Europa dovrebbe abbattere fin da subito il regime dei visti per gli ucraini, dando così dimostrazione delle reali buone intenzioni nei confronti di Kyiv.

Inoltre, l'UE dovrebbe continuare a presentarsi al Mondo e all'Ucraina come una comunità fondata su Pace, Progresso, Democrazia e Diritti Umani: un soft-power che è ben più forte della politica del gas di Putin e di quella della violenza di Yanukovych.

Matteo Cazzulani

Freelance Journalist

m.cazzulani@gazeta.pl

http://matteocazzulani.wordpress.com

http://matteocazzulaniinternational.wordpress.com

2013-12-20

1354 visite
Petizioni online
Sondaggi online

Articoli della stessa categoria

FREE TO CHOOSE  A LUBIANA PER SUPERARE GLI STEREOTIPI DI GENERE

FREE TO CHOOSE A LUBIANA PER SUPERARE GLI STEREOTIPI DI GENERE

Il 9 luglio la Capitale della Slovenia ospiterà il 4^ meeting transnazionale e il 10 luglio un importante evento di disseminazione del progetto europeo Free to Choose, che vuole superare gli stereotipi di genere nei ragazzi e che prevede l’utilizzo dell’omonimo “gioco da tavolo”, il cui prototipo finale sarà presentato in anteprima europea proprio a Lubiana, con sessioni ludiche per i giovani sloveni.