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Un ricordo di Cesare Zavattini di Giorgio Barbieri

Le Poste Italiane hanno dedicato un francobollo a Cesare Zavattini il 10 maggio del 2002 nella serie 'Scene di film del cinema italiano'.

| Scritto da Redazione
Un ricordo di Cesare Zavattini di Giorgio Barbieri

Ho conosciuto Cesare Zavattini agli inizi degli anni Ottanta. Ero, io giovane giornalista del settimanale 'Mondo Padano', sulla motonave 'Stradivari', stato invitato ad una crociera sul fiume Po da Cremona sino a Ferrara. Non so se Zavattini salì a Cremona o in una delle tappe previste dagli organizzatori. Lo ricordo anziano, curvo, con in testa il classico capellino degli uomini di fiume, quello che noi chiamiamo forse impropriamente 'chiribiri', paonazzo in volto. Aveva già una ottantina di anni e tutti lo chiamavano 'maestro'. Gli feci una domanda sul fiume e lui mi rispose che il Po era come un padre per tutti noi nati sulle sue sponde.

Lui era nato nel 1902 a Luzzara, un comune reggiano posto sulla riva destra del fiume. Parlare del Po per il 'maestro' era come rivivere gli anni della prima gioventù, quando si poteva ancora fare il bagno e gli spiaggioni erano meta quotidiana dei giorni estivi. Raccontava agli amici quanto fosse stretto allora il rapporto fra la gente e il fiume, soprattutto negli anni in cui le guerre avevano portato miseria e fame. Fu la prima e l'unica volta che lo vidi (morirà nel 1989), ma ancora oggi ricordo quell'incontro di pochi minuti come una lezione di vita, uno straordinario contatto con uno dei maggiori artisti italiani. Sì, perche Cesare Zavattini fu giornalista, scrittore, poeta, sceneggiatore cinematografico e regista, fotografo e pittore. Per tre volte fu candidato all'Oscar come sceneggiatore: nel 1946 per 'Sciuscià', nel 1948 per 'Ladri di biciclette' e nel 1952 per 'Umberto D.', tutti diretti dall'amico Vittorio De Sica. Saranno una ventina i film realizzati con il regista di Sora.

Nel suo libro 'Io sono il diavolo-Ipocrita 1943', edito da Bompiani nel 1955, ma scritto nel 1941 e nel 1943, Zavattini in uno dei  42 racconti, 'All'opera' (1942) cita Cremona. "C'erano una volta due bravi insegnanti nel nostro ateneo, Gaspare e Claudio. Un bel giorno Gaspare scomparve: si era fatto trasferire lontano, a Cremona, destando lo stupore degli amici che lo sapevano innamorato di questa città e infinite supposizioni delle quali nessuna era vicina al vero. Gaspare partì perchè lui e Claudio non potevano più guardarsi tranquillamente negli occhi."

Le Poste Italiane hanno dedicato un francobollo a Cesare Zavattini il 10 maggio del 2002 nella serie 'Scene di film del cinema italiano'. L'opera di Zavattini riportata nella vignetta (soggetto e sceneggiatura) è 'Miracolo a Milano', film del 1951 diretto da Vittorio De Sica. Il valore facciale è di 41 centesimi e il valore filatelico è di 60 centesimi nuovo e 20 timbrato.

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