Giovedì, 29 settembre 2022 - ore 04.32

USA VS RUSSIA: TRA OBAMA E PUTIN UNA NUOVA GUERRA FREDDA

| Scritto da Redazione
USA VS RUSSIA: TRA OBAMA E PUTIN UNA NUOVA GUERRA FREDDA

Il Presidente Statunitense condiziona le relazioni diplomatiche tra Washington e Mosca al rispetto dei diritti umani nella Federazione Russa. La questione del gas alla base della rottura tra la Casa Bianca e il Cremlino.

 

L'Obama promotore del dialogo con la Russia di Putin, spesso in maniera ostinata, che finora l'Europa ha conosciuto alla fine potrebbe non rivelarsi poi così accomodante con Mosca. Come riportato dall'autorevole Gazeta Wyborcza, il periodo dell'Avvento ha comportato un sensibile peggioramento delle relazioni tra USA e Russia.

 

Il contrasto tra Washington e Mosca è stato provocato dalla decisione del Presidente USA, Barack Obama, di firmare l'emendamento Jackson-Vanik: un atto politico che subordina le relazioni diplomatiche e commerciali tra gli Stati Uniti e la Federazione Russa al rispetto dei diritti umani in Russia.

 

A rendere particolarmente dura la posizione di Obama è la clausola che prevede il congelamento dei beni in territorio USA e il divieto di ingresso negli Stati Uniti d'America per le personalità russe riconosciute colpevoli di mancato rispetto dei diritti fondamentali del cittadino.

 

L'atto firmato dal Presidente democratico, che è stato spesso accusato dalla minoranza repubblicana di essere troppo morbido nei confronti della Russia dell'autoritario Presidente Vladimir Putin e di altre democrature come l'Iran di Ahmadinejad e la Corea del Nord, è la conseguenza di una serie di provvedimenti ostili agli Stati Uniti d'America approvati di recente dalla Russia.

 

La Camera Bassa della Duma ha approvato il congelamento dei beni dei cittadini statunitensi ritenuti colpevoli di mancato rispetto dei diritti dei russi.

 

Un'altra misura fortemente nazionalistica è stata la decisione del Parlamento russo, confermata dal Presidente Putin, di espellere dalla Federazione Russa le Organizzazioni Non Governative statunitensi che ricevono sovvenzioni e aiuti dagli USA, tra cui la USAID: ente impegnato nello sviluppo della democrazia in diverse aree del Mondo.

 

Alla base del braccio di ferro tra Obama e Putin vi è una ragione di carattere energetico: con l'avvio dello sfruttamento dello shale - gas ubicato a basse profondità estraibile mediante sofisticate e sicure tecniche di fracking attuate finora solo in Nordamerica - gli USA hanno incrementato esponenzialmente le esportazioni di gas, arrivando ad insidiare il monopolio delle esportazioni di oro blu finora detenuto dalla Russia.

 

La nuova guerra fredda del gas si è fatta particolarmente evidente in Asia: regione del Mondo in cui l'Amministrazione democratica di Obama si è quasi unicamente concentrata - a differenza di quella repubblicana di George W. Bush, che ha preferito concentrarsi in Europa e Caucaso.

 

Washington ha rafforzato i legami energetici con l'India, aprendo alla gestione diretta dello sfruttamento di giacimenti shale statunitensi per i principali enti indiani ed aumentando l'esportazione di gas a Nuova Delhi.

 

Inoltre, gli USA hanno firmato contratti importanti per l'esportazione di gas in Corea del Sud e Singapore, aprendo anche a trattative con Cina e Giappone.

 

Dinnanzi all'espansione degli USA, la Russia ha risposto accelerando la costruzione dell'oleodotto Siberia Occidentale-Oceano Pacifico, con cui Cina e Giappone aumentano la dipendenza energetica dalle forniture russe.

 

Inoltre, Mosca ha rafforzato le relazioni energetiche con il Giappone, programmando l'avvio delle esportazioni di gas liquefatto in terra nipponica in cambio della compartecipazione dell'ente giapponese Itachi al Southstream: gasdotto avviato in Europa dal monopolista russo Gazprom per aumentare la dipendenza energetica alla Russia dell'Unione Europea - ad oggi legata al Cremlino per il 40% del fabbisogno complessivo continentale.

 

L'Europa sede della guerra fredda del gas tra USA e Russia

 

Proprio l'Europa potrebbe rivelarsi il nuovo campo di battaglia della guerra fredda del gas tra USA e Russia.

 

L'Amministrazione Presidenziale democratica, concordemente con la minoranza parlamentare repubblicana, ha sostenuto la necessità di avviare l'esportazione di shale liquefatto anche in Europa, con lo scopo di battere la concorrenza dei russi nel mercato europeo, e di consentire all'Unione Europea di diversificare le forniture di gas con approvvigionamenti sicuri e convenienti.

 

La battaglia in Europa si prospetta quantomai aspra, a causa della frammentazione del Vecchio Continente in stati ideologicamente filo-russi e Paesi convinti della reale necessità di diversificare gli approvvigionamenti di gas per l'UE.

 

La Russia può contare sul supporto di Francia e Germania, a cui ha concesso sconti sulle forniture di gas in cambio del sostegno politico ai piani energetici di Mosca in sede UE.

 

Il Cremlino si avvale del gas per realizzare una politica di divide et impera, e mantenere la propria egemonia energetica e politica in Europa.

 

Oltre alla costruzione di gasdotti che aumentano la dipendenza dell'UE da Mosca - come il Nordstream e il già citato Southstream - il Cremlino da un lato ha concesso sconti ai Paesi dell'Europa occidentale in cambio della loro fedeltà politica, dall'altro ha tenuto alte le tariffe per gli Stati dell'Europa Centro-Orientale.

 

Polonia, Lituania, Romania ed Ungheria - costrette a pagare a Mosca prezzi altissimi per il gas - sono tra i principali sostenitori della politica di diversificazione delle forniture di gas progettata dalla Commissione Europea per importare oro blu naturale direttamente dall'Azerbaijan mediante la costruzione di nuovi gasdotti - il Nabucco e la TAP - e gas liquefatto mediante la realizzazione di un massiccio numero di rigassificatori.

 

Polonia, Lituania e Romania, insieme con Germania e Gran Bretagna, sono tra i Paesi che hanno avviato in Europa la ricerca di gas shale, convinte che l'esempio statunitense possa costituire la chiave di volta per una nuova stagione della politica energetica internazionale.

 

Matteo Cazzulani

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