Lunedì, 03 ottobre 2022 - ore 06.56

Zelensky al Parlamento: servono altre sanzioni per fermare Putin

| Scritto da Redazione
Zelensky al Parlamento: servono altre sanzioni per fermare Putin

“Abbiamo bisogno di altre sanzioni, di altre pressioni affinché la Russia non cerchi riserve militari in Siria o in Libia, ma affinché la Russia cerchi la pace”. “La guerra deve finire al più presto, dobbiamo proteggere le famiglie ucraine, dobbiamo far tornare la pace, bonificare dalle mine il territorio e ricostruire l'Ucraina dopo la guerra, insieme a voi, all'Italia, insieme all'Europa, insieme nell'Unione europea”. A dirlo è stato il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky, nei circa 12 minuti di intervento in video-collegamento con il Parlamento italiano, riunito alla Camera dei Deputati per discutere sull’evoluzione del conflitto in Ucraina.

12 minuti iniziati con la telefonata avuta con Papa Francesco, che ha detto “parole importanti”. Poi il presidente ucraino ha voluto ringraziare l’Italia per l’aiuto e l’accoglienza al popolo ucraino in fuga: “l’Italia ha aperto il cuore e le porte all’Ucraina”.

Poi ha ribadito la necessità di fermare Putin: “bisogna fare il possibile per garantire la pace e fermare una guerra organizzata da anni da una sola persona. Voi conoscete bene gli ucraini, un popolo che non ha mai voluto la guerra, che è europeo come voi. Voi sapete bene chi ha portato la guerra, chi ordina di combattere”.

“L'invasione russa sta distruggendo le famiglie - ha aggiunto ancora il presidente ucraino -, la guerra continua a devastare città ucraine, alcune sono completamente distrutte, come Mariupol, che aveva mezzo milione di abitanti. È come Genova, immaginate Genova completamente bruciata”.

“Il loro obiettivo - ha poi sottolineato Zelensky - è l'Europa, influenzare le vostre vite, avere il controllo sulla vostra politica e la distruzione dei vostri valori. L'Ucraina è il cancello per l'esercito russo, loro vogliono entrare in Europa ma la barbarie non deve entrare”. “La vostra forza deve fermare una sola persona affinché possano sopravvivere in milioni” ha infine concluso. “Gloria all'Ucraina e grazie all'Italia”. Zelensky ha poi ricevuto l'ovazione dell'emiciclo, che in piedi ha applaudito il discorso del presidente ucraino.

Presenti alla Camera tutti i principali leader di partito, oltre ai presidenti di Camera e Senato, rispettivamente Fico e Casellati, e al premier Mario Draghi.

Proprio quest’ultimo, ha voluto ringraziare il Presidente Zelensky “per la sua straordinaria testimonianza”. “Dall’inizio della guerra - ha aggiunto -, l’Italia ha ammirato il coraggio, la determinazione, il patriottismo del Presidente Zelensky e dei cittadini ucraini. Il vostro popolo è diventato il vostro esercito”. Secondo Draghi, infatti, “l’’arroganza del Governo russo si è scontrata con la dignità del popolo ucraino, che è riuscito a frenare le mire espansionistiche di Mosca e a imporre costi altissimi all’esercito invasore. La resistenza di Mariupol, Kharkiv, Odessa – e di tutti i luoghi su cui si abbatte la ferocia del Presidente Putin – è eroica”. Ma per il premier italiano, oggi l’Ucraina “non difende soltanto se stessa. Difende la nostra pace, la nostra libertà, la nostra sicurezza. Difende quell’ordine multilaterale basato sulle regole e sui diritti che abbiamo faticosamente costruito dal dopoguerra in poi”. Per questo, “l’Italia vi è profondamente grata”.

Draghi ha poi parlato “dell’enorme” solidarietà mostrata dagli italiani verso il popolo ucraino: “penso agli aiuti sanitari, alimentari, e di ogni genere che i nostri concittadini hanno inviato da subito verso l’Ucraina. E penso all’accoglienza dei rifugiati – oltre 60.000 dall’inizio della guerra, la maggior parte dei quali donne e minori. Gli italiani hanno spalancato le porte delle proprie case e delle scuole ai profughi ucraini, con quel senso di accoglienza che è l’orgoglio del nostro Paese. Continueremo a farlo, grazie al lavoro incessante e alla grande professionalità delle Regioni, dei Comuni, della Protezione Civile, degli enti religiosi, di tutti i volontari. Perché davanti all’inciviltà l’Italia non intende girarsi dall’altra parte”.

Poi, ha ricordato come Governo e Parlamento vogliano sostenere l’Ucraina: “sin da subito, abbiamo offerto aiuti finanziari e umanitari e abbiamo risposto, insieme ai partner europei, alle richieste del Governo ucraino di assistenza per difendersi dall’invasione russa. Siamo pronti a fare ancora di più”.

Ringraziando parlamento, sia di maggioranza che di minoranza, per l’approvazione del decreto di venerdì scorso, con il quale “abbiamo stanziato nuovi fondi per finanziare lo sforzo di accoglienza verso i cittadini ucraini”.

Parlando di sanzioni, poi, ha spiegato che assieme ai partner europei del G7 “abbiamo concordato l’obiettivo di indurre il Governo russo a cessare le ostilità e a sedersi con serietà, soprattutto con sincerità, al tavolo dei negoziati. Davanti alla Russia che ci voleva divisi, ci siamo mostrati uniti – come Unione Europea e come Alleanza Atlantica. Finora, queste sanzioni hanno colpito duramente l’economia e i mercati finanziari della Russia, e i patrimoni personali delle persone più vicine al Presidente Putin”.

Allo stesso tempo, Draghi ha sottolineato la volontà di “disegnare un percorso di maggiore vicinanza dell’Ucraina all’Europa”. L’integrazione è “un processo lungo” ma l’Italia “è al fianco dell’Ucraina in questo processo. L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione Europea”.

“Quando l’orrore e la violenza sembrano avere il sopravvento, proprio allora dobbiamo difendere i diritti umani e civili, i valori democratici - ha aggiunto in conclusione Draghi -. A chi scappa dalla guerra, dobbiamo offrire accoglienza. Di fronte ai massacri, dobbiamo rispondere con gli aiuti, anche militari, alla resistenza. Al crescente isolamento del Presidente Putin, dobbiamo opporre l’unità della comunità internazionale. L’Ucraina ha il diritto di essere sicura, libera, democratica. L’Italia – il Governo, il Parlamento, e tutti i cittadini – sono con voi, Presidente Zelensky”, ha concluso. (aise) 

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