Sabato, 05 dicembre 2020 - ore 22.28

ATTUALITÀ: Il Ministro Speranza apre ad una rivalutazione delle restrizioni nei comuni di Cremona, Brescia, Mantova e Bergamo

E’ di questi giorni una lettera congiunta dei sindaci dei comuni al Ministro Speranza ed al Presidente Fontana per un allentamento delle restrizioni sui territori in funzione dei parametri di valutazione delle zone

| Scritto da Redazione
ATTUALITÀ: Il Ministro Speranza apre ad una rivalutazione delle restrizioni nei comuni di Cremona, Brescia, Mantova e Bergamo

Nei giorni scorsi i sindaci di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova -Giorgio Gori, Emilio Del Bono, Gianluca Galimberti e Mattia Palazzi- hanno chiesto al Presidente della Lombardia Attilio Fontana ed al Ministro della Salute Roberto Speranza, di essere informati dei dati dei contagi delle rispettive province e città capoluogo, per ognuno dei 21 indicatori che  determinano l’inserimento di una Regione in una zona di allerta specifica.

Questo per poter valutare, in funzione dei dati pervenuti, di chiedere, un allentamento delle misure restrittive sui propri comuni. 

Gentile Ministro, Gentile Presidente,

la preoccupazione per la crescita dei contagi è comune e condivisa, così come l’impegno per rallentarne la diffusione a tutela dei nostri cittadini. Siamo convinti che mai come ora serva la più ampia e solida unità istituzionale e non verrà mai meno dai nostri territori l’impegno a fare la nostra parte.

Vi scriviamo, da rappresentanti delle nostre comunità, al fine di avere tutti gli elementi necessari per comprendere la fase epidemica sulle nostre province e i parametri che ne determinano l’inserimento nella zona rossa, al pari di tutta la Regione. Tale richiesta è motivata dalla necessità di capire per spiegare ai nostri cittadini e imprese e categorie economiche e sociali lo stato di fatto. Ma è altresì fondamentale per monitorare l’andamento epidemiologico.

Siamo per questi motivi a chiedere di conoscere i dati relativi ai 21 indicatori sanitari di rischio, nonché RT delle nostre province e città capoluoghi nella settimana appena conclusa. Tale richieste ci aiuteranno a conoscere la complessità dei fattori e dati che determinano le zone di inserimento e ci consentiranno di richiederVi, se confortati dagli stessi, l’applicazione di quanto previsto dall’art.3 comma 2 del Dpcm.

Nel ringraziare per l’attenzione, porgiamo cordiali saluti”.

 Gli stessi fanno leva sul  comma 2 dell’articolo 3 del Dpcm, che prevede la possibilità, per specifiche parti del territorio regionale e in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico, l’esenzione dell’applicazione di alcune delle restrizioni più penalizzanti a cui sono sottoposte le zone rosse. Nello specifico si parla del  divieto di spostamento, alla chiusura di negozi e attività di ristorazione che non rientrino nelle eccezioni già previste.

In merito si era già espresso il Presidente Fontana:L’ordinanza firmata ieri dal ministro Speranza ha creato la zona rossa su tutto il territorio regionale, ribadisco, su tutto il territorio senza possibilità di deroga. Solo dopo due settimane sarà possibile chiedere per alcuni territori qualche misura di allentamento”.

Un’apertura alle richieste formulate è stata fatta nei giorni scorsi dal Ministro Speranza durante la partecipazione ad una trasmissione serale su una rete nazionale: “Sono i dati che ci indicano come stanno i singoli territori e su questo noi procediamo. Questi numeri non sono poi fermi per sempre, mi aspetto anzi che regioni ‘rosse’, grazie alle misure che abbiamo messo in campo, dopo un certo tempo torneranno ad essere arancioni e semmai anche gialle. Così come realtà leggere possono peggiorare”. “Questa – ha concluso Speranza – non è la fotografia di sempre: l’importante è che a guidarci siano i parametri scientifici”.

Una differenziazione che va fatta in funzione di dati concreti che permetteranno di rivalutare il quadro epidemiologico delle varie provincie, un meccanismo che dovrà fare in modo di fare riaperture differenziate e scaglionate, valutando di volta in volta gli effetti contratti. 

Probabilmente siamo lontani da una rivalutazione delle restrizioni sui nostri territori, ma i 99 i nuovi casi di coronavirus accertati in provincia di Cremona fanno sperare in un trend che se si possa mantenere stabile in attesa di un calo significativo. Anche in Regione Lombardia calano i nuovi casi nelle ultime 24 ore: sono 6.318 contro gli 11.489 di ieri: 38.188 i tamponi effettuati (16,5%). Aumentano i decessi, 117 rispetto ai  108 di ieri.

 

-GAZZANIGA DANIELE-

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