Domenica, 17 dicembre 2017 - ore 22.16

Cgil CAMUSSO, FA ORRORE L’INCIDENTE ALLA VABER, A 10 ANNI DAL ROGO DELLA THYSSEN

CAMUSSO, FA ORRORE L’INCIDENTE ALLA VABER, A 10 ANNI DAL ROGO DELLA THYSSEN

| Scritto da Redazione
Cgil CAMUSSO, FA ORRORE L’INCIDENTE ALLA VABER,  A 10 ANNI DAL ROGO DELLA THYSSEN

CAMUSSO, FA ORRORE L’INCIDENTE ALLA VABER,  A 10 ANNI DAL ROGO DELLA THYSSEN

"Fa davvero orrore l'idea che a 10 anni dalla tragedia della Thyssenkrupp a Torino, negli stessi giorni e nella stessa città si ripeta nuovamente un altro incidente che ha provocato feriti gravi: spero ovviamente che i lavoratori coinvolti ce la facciano, ma è grave che queste cose continuino a ripetersi".

Lo ha affermato ieri la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso,  in merito all'incidente alla Vaber di Torino, con due operai rimasti ustionati proprio nel decennale del rogo della Thyssen.   "In dieci anni purtroppo è cambiato troppo poco – ha detto la leader della Cgil - anzi, qualche elemento di peggioramento delle condizioni lo vediamo nel tasso degli infortuni che continua a crescere, anche quello della mortalità". Secondo Camusso "è cambiato poco anche perché nonostante i processi siano arrivati in giudizio finale questo non ha determinato poi che le pene siano effettivamente esecutive, visto che la Germania non è intervenuta e lo stesso nostro paese, non è stato particolarmente attivo nel pretendere che si attivassero i canali internazionali. Dalla tragedia di dieci anni fa passi in avanti ce ne sono stati, quelle sentenze sono state sicuramente importanti, ma l'esecutività  sarebbe stata altrettanto importante".

LO SPECIALE DI RADIOARTICOLO1 SULLA THYSSENKRUPP E LA STORIA DEGLI “INCIDENTI” SUL LAVORO IN ITALIA

Le parole di Susanna Camusso sono state rilanciate ieri da RadioArticolo1 onda per tutta la giornata. Si è parlato della tragedia della Thyssenkrupp, che è stata ricostruita attraverso le testimonianze dei compagni dei sette lavoratori morti nel rogo della notte del 5 dicembre 2007, dei sindacalisti di allora, dell’ex sindaco Chiamparino, ma anche di tanti intellettuali e giornalisti. Ma si è parlato anche dei tantissimi episodi di incidenti mortali e vere e proprie stragi sul lavoro che si sono ripetute incessantemente in questi anni, prima e dopo il rogo di Torino. Lo speciale - condotto in studio dal direttore Altero Frigerio e da Giorgio Sbordoni - ha coperto tutto il palinsesto della giornata, fino alle 18. Drammatici i sonori di allora con le telefonate concitate dell’accaduto. Tra i primi interventi alla trasmissione quello di Ezio Mauro, l’ex direttore di Repubblica, che oltre a seguire i fatti della Thyssen con i suoi articoli ha scritto anche un testo teatrale. Impossibile sintetizzare in poche righe la ricchezza del racconto che si è dipanato ai microfoni della radio. E’ possibile però riascoltare tutto, selezionando le testimonianze e gli interventi che interessano nella sezione Podcast Uno sul sito della radio.

"Nella tragedia della Thyssenkrupp c'è dentro anche tutta la metamorfosi del lavoro operaio", ha detto Ezio Mauro. "Il caso particolare della strage – quindi – va unito alla condizione generale del lavoro nei nostri anni". Mauro è anche la voce di Thyssen. Opera sonora, lo spettacolo teatrale ispirato a quei tragici fatti. "Abbiamo riassunto la vicenda nella metafora dell'invisibilità degli operai – dice –: nelle fabbriche in trasformazione le condizioni di lavoro cambiano radicalmente, si riducono le garanzie che gli operai hanno conquistato nel tempo attraverso il negoziato con l'azienda". La crisi, a suo avviso, "non è un passaggio neutrale, come spesso si tende a pensare: si raffigura come un tunnel in cui siamo entrati e a un certo punto si esce. Ma non è così: la crisi è un soggetto sociale che modifica tutto, a partire dalle condizioni delle fasce più deboli. È una tragedia che conteneva in nuce la storia futura del decennio che aveva davanti, cioè dieci anni di crisi: già raccontava la svalutazione della condizione dell'operaio e del lavoro".

Drammatiche (ma anche esplicative di quello che è successo realmente in una fabbrica in dismissione) le testimonianze dei protagonisti. Rassegna rilancia in particolare le parole di Ciro Argentino, delegato della Fiom nel 2007: “Avevamo calendarizzato un incontro con il capo del personale per confrontarci sul calendario delle fermate degli impianti e le fermate festive –. In quell'incontro, dopo qualche minuto, il responsabile del personale ci ha detto che l'azienda aveva stilato un piano unilaterale per chiudere lo stabilimento, era un piano di dismissione ben definito. Ufficialmente era in atto una razionalizzazione dei costi. Bisognava chiudere Torino e spostare tutto a Terni. In pratica, volevano tagliare i costi, anche se era una fabbrica sana".  Quello che è successo alla Thyssen 10 anni fa, infatti, è anche figlio della decisione della Thyssen di andarsene da Torino. "Ero in azienda dal 1995 e non avevo mai visto una decadenza degli impianti e una mancata manutenzione come in quel periodo – continua Argentino –. L'azienda aveva cambiato politica, si stava preparando il terreno per l'uscita, non comprava più pezzi di ricambio e risparmiava sulla manutenzione. Cosa che è stata anche testimoniata in tribunale dall'allora sindaco di Torino Chiamparino. La linea 5 era un impianto che aveva dei costi ingenti di manutenzione, non solo straordinaria ma anche ordinaria. Noi avevamo già spento centinaia di incendi come quello che ha determinato la tragedia, e anche peggiori. Eppure fino ad allora non era mai scoppiato un tubo. È stato il tubo che si è rotto a creare il cosiddetto flash fire, che ha ucciso i nostri colleghi".

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