Sabato, 05 dicembre 2020 - ore 22.41

DAL TERRITORIO: quanto e come ci ha cambiato questa pandemia?

“Qui nessuno è stato lasciato solo, ma non perché siamo più bravi, ma semplicemente perché abbiamo la possibilità di raggiungere tutti, con la conoscenza diretta, con il passaparola”.

| Scritto da Redazione
DAL TERRITORIO:  quanto e come ci ha cambiato questa pandemia?

Ci eravamo lasciati l’11 giugno con una lunga intervista, nella quale insieme a Michel Marchi abbiamo rivissuto i momenti più bui e toccanti della pandemia a Gerre dé Caprioli. 

Una testimonianza di come realmente una piccola comunità ha vissuto e percepito sulla sua pelle, questa immane tragedia che ancora ci tiene sotto scacco. Il ritorno ad una parvenza di normalità era alle porte, ma nessuno di noi aveva la più pallida idea di come gestirla, in una situazione che comunque avrebbe dovuto fare i conti con un futuro senza certezze, se non quelle di rispettare le regole che ci avevano salvato 'la pelle'.

Cosa è accaduto in quel breve tempo di 'libertà' che abbiamo vissuto negli scorsi mesi? Come siamo cambiati, e come è cambiata la vita in questo piccolo paese alle porte di una delle città più colpite dalla pandemia? Ce lo racconta Michel Marchi.

 

 

  • Nell’estate appena passata il Comune di Gerre ha cercato anche attraverso manifestazioni culturali, di riportare un minimo di normalità tra la comunità, nel rispetto delle regole e del buon senso, che tutti conosciamo, per una convivenza forzata con questo virus. Che risultato è stato raggiunto e soprattutto che giudizio danno i suoi concittadini in questo senso?

Il periodo estivo, come era ampiamente prevedibile, ci ha consentito di tirare qualche respiro di sollievo rispetto al periodo trascorso e, stante il minor rischio di trasmissione del virus, abbiamo provato a recuperare qualche barlume di normalità. 

Tutto si è svolto in sicurezza tanto che il Comune da maggio a ottobre non ha avuto incrementi di contagi. Il piccolo luna park sul fiume ha portato qualche sorriso ai più piccoli e i due momenti culturali, in particolare modo l’evento  “nessun dorma” alle 6.30 del mattino, hanno connotato positivamente la nostra estate. 

Forse qualche pensiero doveva invece essere fatto sul “tana liberi tutti” per le vacanze, anche all’estero. Forse un piccolo sacrificio su quegli spostamenti avrebbe mitigato la situazione che stiamo vivendo oggi.

Credo, e spero, che i nostri concittadini abbiamo potuto apprezzare questi piccoli momenti ricreativi. Spero di poter riconfermare per i prossimi anni il concerto davanti al Cristo del Po all’alba perché credo abbia dato vita ad un nuovo modo di vivere Gerre e il Fiume, con una partecipazione fuori da ogni più rosea previsione. Speriamo la prossima estate di avere maggiori margini di manovra organizzativa”.

 

  • Come vi siete organizzati con la scuola ed i trasporti, anche e soprattutto per i ragazzi che si devono spostare in città?

Per nostra fortuna il sistema dei trasporti che collega Gerre a Cremona non era e non è in sofferenza. La capienza massima del pullman di linea riesce a garantire i limiti previsti dalle norme in vigore. Il trasporto scolastico che il Comune garantisce gratuitamente per i residenti che si recano a Cremona alle scuole secondarie di primo grado (Anna Frank) riesce a soddisfare tutte le domande e non siamo stati costretti a modificare l’assetto già previsto negli anni precedenti. da questo punto di vista siamo stati abbastanza fortunati”.

 

  • Quali criticità sociali ed economiche dovute all’emergenza sanitaria avete dovuto affrontare e sanare nei mesi scorsi?

Ci sono diversi aspetti che hanno nei mesi scorsi, e in alcuni casi anche oggi, necessitato di interventi. Per quanto riguarda l’aspetto economico stretto del Comune, in termini di bilancio, abbiamo eseguito da marzo ad oggi 12 variazioni alle dotazioni del bilancio, a Roma si chiamerebbero “scostamenti di bilancio”. 

Questo per avvicinarci il più possibili alle esigenze della popolazione e far fronte alle decisioni dell’amministrazione. Per questo non posso non ringraziare la Ragioneria che ha fatto un lavoro enorme. Mai è successo di arrivare a novembre con così tanti movimenti di bilancio, e non sono ancora finiti!

Da un punto di vista sociale, che poi è anche economico per le famiglie, abbiamo identificato alcune criticità che si è provato a mitigare con interventi economici mirati che, spero, abbiano in qualche modo migliorato la condizione. L’avvenimento più significativo è la scoperta di alcune fragilità sociali di cui non eravamo a conoscenza che sono venute a galla e ci hanno dato la possibilità di presa in carico. I bisogni sono mutati nel corso delle settimane e dei mesi, quello che serviva a marzo non è uguale a quanto si abbisognava a giugno”.

 

  • Nei mesi di lockdown è stata fondamentale la collaborazione, oltre che delle associazioni di volontari presenti in paese “Gianni e Massimiliano” e “Fèsta dè j òff còt”,  con la Protezione Civile ‘Gruppo Padus‘. Un’esperienza che ha rinsaldato il legame con il territorio attraverso valori di cui  ‘nella normalità’ spesso ci dimentichiamo.  Vi siete riuniti recentemente per un confronto della esperienza che avete condiviso e di come gestire eventuali interventi?

Purtroppo tempo e modo di sedersi intorno ad un tavolo in questi mesi non ci sono stati. Di certo già da alcune settimane i contatti sono tornati ad essere molto frequenti in attesa di comprendere se, come e quando, dovremo riprendere il consolidato sistema di assistenza alla popolazione”.

  • Il Comune sin dall’inizio dell’emergenza si è attivato concretamente, anche grazie donazioni da parte della comunità,  con aiuti     economici alle famiglie ed alle attività commerciali più in difficoltà. Ci sono stati ulteriori interventi ed aiuti economici a cui il Comune é potuto accedere ?

Abbiamo ricevuto molti finanziamenti da Stato e Regione volti a fronteggiare l’emergenza sanitaria e sociale in corso. Come dicevo prima i bisogni sono mutati nel corso dei mesi e pertanto si sono pensate misure che in tempi diversi hanno sostenuto le famiglie.

Ricordo i buoni per l’emergenza alimentare a marzo/aprile, poi le misure volte alla riduzione della tassazione locale dei rifiuti. Abbiamo eliminato il 50% della Tari a tutte le partite iva con punto vendita sul territorio, abbiamo consentito alle famiglie in difficoltà di avere il ristoro della stessa percentuale Tari. In questo ultimo caso abbiamo ricevuto domande per circa il 5% dei nuclei residenti e sono stati già erogati.

Più recentemente abbiamo studiato due misure dedicate ai più giovani: il rimborso per i libri di testo e il rimborso per le iscrizioni annuali ad attività sportive singole e di squadra (che purtroppo però è durato poco!). 

In questo caso è stato applicato il parametro ISEE per poter equilibrare gli indicatori di ricchezza dei nuclei famigliare, puntando così al massimo livello di equità possibile. Non ho ancora i numeri definitivi delle domande ma c’è stata una buona richiesta e stiamo effettuando i rimborsi in questi giorni.

Stante la situazione che si sta delineando, avendo comunque ancora risorse disponibili, stiamo valutando ulteriori misure per le imprese che dovranno nuovamente chiudere in queste settimane.

Come dicevo lo Stato ci ha dato diverse risorse, non ancora tutte impegnate. In alcuni casi perché i parametri dati dallo Stato per utilizzarle sono poco chiari e quindi, onde evitare problemi, si è deciso di costituire un fondo di bilancio con queste risorse da impiegare in caso di bisogno. 

Di certo questi trasferimenti hanno contribuito a mantenere la situazione di cassa, di liquidità, del Comune in buone condizioni, potendo così rispondere ai bisogni in tempi brevi, senza il ricorso all’anticipazione di cassa. Consideriamo che anche il Comune è creditore di fondi provenienti da varie realtà e di cui ha subito ritardi o manchevolezze in tali versamenti”.

 

  • E’ di pochi giorni fa l’Ordinanza Regionale che obbliga ad ulteriori restrizioni in ambito sportivo e commerciale. I Comuni di Stagno Lombardo e di Gerre dé Caprioli hanno condiviso la decisione di chiudere gli impianti sportivi in previsione  di ulteriori, ora sempre più probabili, limitazioni. Una scelta dettata dalla necessità di prevenire situazioni ben più gravi, cosa si aspetta nell’immediato futuro?

Abbiamo solo anticipato quanto sarebbe successo e, sinceramente, era difficile pensare che non saremmo arrivati qui. Credo che al netto di tutto dobbiamo riuscire ad essere sinceri prima di tutto con noi stessi".

 

“Per quanto riguarda la nostra piccola comunità credo che la coesione dimostrata non debba essere dimenticata, e soprattutto guastata da piccole questioni che possono essere risolte a monte. Questo vale sia per le persone che per le aziende residenti che hanno dato un nuovo significato alla parola resilienza. Io credo che alla fine di tutto questo la gente capirà che in un piccolo paese è molto più bello vivere, e se in una città si è semplicemente numeri, qui siamo persone, volti, sorrisi e sguardi”.

  • Cito una parte di una risposta ad una mia domanda che le feci allora. In questi mesi ha avuto modo di averne conferma?

Ci sono indicatori anche a livello nazionale che stanno portando nella direzione da me delineata. Per esempio il mercato immobiliare si sta rivalutando fuori dalle grandi città. E questo non è un caso! Credo ci siano delle specifiche cause sociologiche in queste movimenti: prima di tutto l’esperienza del lockdown: credo che al netto di tutto vivere il lockdown a Gerre piuttosto che in un appartamento di 50mq a Milano sia stato molto diverso. Poi il senso di smarrimento che nei piccoli borghi ha trovato spesso conforto nelle Amministrazioni Comunali e nell’associazionismo. 

Qui nessuno è stato lasciato solo, ma non perché siamo più bravi, ma semplicemente perché abbiamo la possibilità di raggiungere tutti, con la conoscenza diretta, con il passaparola.

Un piccolo inciso di auto promozione: dopo quasi tre anni di trattative serrate siamo finalmente riusciti ad avere la fibra ottica ed una connettività decente nel nostro territorio. Con l’investimento di Tim siamo riusciti ad attivare una linea dati per circa il 98% delle famiglie residenti con una potenza mai inferiore ai 50 mbps (dati ufficiali Tim per le aree più distanti dagli armadi). Nel migliore dei casi si arriva a quasi 100 mbps. Non è un risultato banale, prima di tutto perché il Comune non ha speso un Euro. In secondo luogo perché il valore del Comune in termini di servizi e mercato immobiliare necessitava di questo intervento. Ho notizia che molti hanno già attivato abbonamenti con riscontri positivi e ne sono contento. Spero che l’utilizzo di questo servizio si riduca il primo possibile per quanto attiene la didattica a distanza e lo smart working per tornale alla normalità quanto prima”.

 

  • Siamo in piena seconda ondata. Rispetto a marzo, la cruenta esperienza a cui siamo stati sottoposti ci ha dato qualche arma in più per combattere il COVID , comunque in previsione di un vaccino in tempi relativamente brevi. Nel frattempo però dovremo appellarci al senso civico ed alle regole comuni. Quanto possiamo dirci pronti?

Non entro nel merito e nelle competenze di altri Enti che sicuramente sono più adeguati del Sindaco di Gerre a effettuare valutazioni globali sulla situazione sanitaria. Sul senso civico e sulle regole comuni invece posso dire che ho riscontrato, soprattutto nei mesi estivi, molte differenze tra le popolazioni lombarde che hanno subito lo ‘tsunami’ di marzo e i nostri connazionali che hanno vissuto molto marginalmente la problematica. 

E credo che questa profonda differenza e carenza di rispetto delle normative base (mascherina, distanze, igiene) abbia contribuito a tornare al punto di partenza. In sintesi, se tutti fossero stati bravi come i cremonesi forse avremmo quantomeno ritardato la seconda ondata, almeno questo è il mio pensiero”.

Di fronte a questa situazione in continua evoluzione non possiamo dirci tranquilli, anche se l’impressione è che i media stiano creando una situazione più vicina al panico che alla paura. Quanto è importante essere ottimisti e quanto realisti in questa situazione?

“Potremmo parlare per ore di questi temi che si inseriscono più che altro in tematiche sociologiche e psicologiche piuttosto che sanitarie od amministrative. Partirei da un concetto fondamentale che non dobbiamo dimenticare: la paura è irrazionale. La paura pertanto ci porta, anche inconsciamente ad abbandonare la realtà ed il realismo. Credo che questo sia il principale fattore che spinge i cosiddetti ‘negazionisti’ alle azioni che spesso vediamo in tv. 

In realtà credo che questi siano le persone che nell’inconscio hanno più paura di tutti, solo che non riescono ad incanalarla nel verso giusto.

Il percorso sociologico di abbandono della routine e delle certezze è in corso da marzo, ma non per tutti è facile da metabolizzare e, più si va avanti, più certe fragilità di acuiscono.

A questo si aggiunge un ulteriore fattore che è l’impossibilità di programmazione nel medio lungo periodo. Per semplificare: molti di noi vedono nella semplice prenotazione di un viaggio vacanza in estate un punto fisso sul quale basare le proprie attività quotidiane. Mancando questi punti fissi si destabilizzano molti modi di vivere e affrontare la propria giornata.

Sono tutti spunti di riflessione, ma sono certo che si tradurranno in strascichi sociali che affronteremo negli anni avvenire.

Io stesso, che nella prima ondata mi basavo principalmente su una significativa dose di adrenalina che mi consentiva, sia dal punto di vista fisico che mentale, di affrontare il periodo con buona lucidità, mi rendo conto oggi di essere un po’ più in difficoltà. 

Mia figlia ha 3 anni e mezzo, è indubbiamente la cosa più bella che ho, ma spesso mi chiedo quale atto di crudeltà ed egoismo sia stato metterla al mondo, in questo mondo. 

Ed è così che inevitabilmente metto in conto una serie di azioni che trasferiscano tutte le mie risorse a soddisfare ogni sua minima esigenza, dal capriccio di poco conto a qualcosa di più.

Fermarsi a riflettere sulle azioni che ogni giorno, anche inconsapevolmente mettiamo in atto, è un gran metodo di autoanalisi che aiuta sempre molto.

Sui media: principalmente credo che preferiscano vendere un giornale in più che analizzare la società e gli eventi con gli spunti sopra citati. E questo ci mette inevitabilmente in una spirale che tende all’autodistruzione piuttosto che alla creazione di un pensiero critico diffuso. 

Questo è il problema della stampa da diverso tempo, acuito con la comunicazione smart e social, che preferisce il “titolone” al contenuto”.

 

  • Come in molti altri paesi della provincia la sagra paesana autunnale con le giostre, la pesca, i mercatini e le mostre, è stata annullata per evitare assembramenti. L’amministrazione, con la collaborazione di volontari, ha fatto pervenire casa per casa ad ogni famiglia un piccolo pensiero. Come è cresciuto e come è cambiato il rapporto tra le parti che compongono il tessuto sociale e quanto sarà utile non disperdere questo patrimonio nei tempi futuri?

Cercheremo come abbiamo già fatto di sfruttare questa rinnovata e fattiva collaborazione al servizio di Gerre, della sua gente e delle sue esigenze. Di certo le associazioni ed i volontari hanno maturato, ed io con loro, un pensiero più corale e collettivo che supera il target di ogni singola associazione a favore del bene comune. 

E questo è buono a prescindere da tutto. Mentre scrivo attendo il nuovo DPCM che probabilmente ci porterà in una situazione molto simile a quella di marzo, e sono certo che riusciremo a rispondere ancora ai bisogni dei nostri concittadini, sempre con l’obiettivo di traguardare insieme, senza aver lasciato nessuno indietro”.

 

-Gazzaniga Daniele-

 

In allegato le misure di sostegno approvate a giugno dal Comune di Gerre dé Caprioli

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