Martedì, 15 giugno 2021 - ore 08.18

Guterres ai Petersberg Climate Dialogue: emissioni zero per non cadere nell’abisso climatico

I ministri dell'ambiente di tutto il mondo si preparano per la COP26 Unfccc di Glasgow

| Scritto da Redazione
Guterres ai Petersberg Climate Dialogue: emissioni zero per non cadere nell’abisso climatico

Aprendo il 12esimo Petersberg Climate Dialogue in corso in Germania, a 6 mesi dalla COP26 Unfccc di Glasgow, il segretario generale dell’Onu, António Guterres ha  detto che «Se il mondo vuole evitare un disastroso aumento della temperatura di 2,4 gradi Celsius entro la fine di questo secolo, tutti i Paesi dovrebbero impegnarsi per le zero emissioni di carbonio entro il 2050».

Ma da Guterres è venuto anche un messaggio di speranza: «E’ ancora possibile evitare i peggiori impatti degli shock ambientali causati dalle emissioni. Vedo segnali incoraggianti da parte di alcune grandi economie», ha detto, riferendosi ai Paesi che rappresentano il 73% delle emissioni che si sono impegnati a raggiungere le emissioni net zero entro la metà del secolo. Ma ha aggiunto che «Tutti i Paesi – soprattutto nel G20 – hanno bisogno di colmare ulteriormente il gap  di mitigazione entro la COP26».

Svenja Schulze, ministro federale dell’ambiente della Germania, ha ricordato che se un nuovo calcolo del Climate Action Tracker presentato durante la conferenza stampa di apertura del Petersberg Climate Dialogue, «La somma di tutti gli obiettivi finora presentati limiterebbe il riscaldamento globale a 2,4 gradi entro la fine del secolo. E’ un segnale positivo che l’Ue e il Regno Unito abbiano compiuto un passo avanti coraggioso in questo campo e stabilito un nuovo standard. Gli Stati Uniti, il Giappone e il Canada hanno seguito l’esempio, ma molti altri devono ancora fare il grande passo. Ora, vogliamo portare con noi lo slancio generato dal Vertice del Presidente Biden nei negoziati sulla serie comune di regole sotto gli auspici dell’Accordo di Parigi. Abbiamo bisogno di regole chiare e coerenti per tutti i Paesi dell’Accordo di Parigi. Questo riguarda i requisiti di comunicazione per i gas serra e la questione di come vengono scambiate e contabilizzate le riduzioni delle emissioni. Nei prossimi giorni lavoreremo insieme per preparare soluzioni per questi problemi».

Il Petersberg Climate Dialogue è un evento annuale che la Germania organizza ogni anno dal 2010, che riunisce ministri di oltre 30 Paesi, alti dirigenti, società civile e leader subnazionali in preparazione della COP annuale sul clima, che quest’anno si terrà a Glasgow dall’1 al 12 novembre e il presidente designato della COP26, il britannico Alok Sharma, ha evidenziato che «A sei mesi dall’avvio di Glasgow, al Petersberg Climate Dialogue di quest’anno ci stiamo concentrando sui negoziati che porteranno a un esito positivo alla COP26. Sono entusiasta che utilizziamo il dialogo per mantenere lo slancio in corso per far arrivare i finanziamenti per il clima, per una maggiore protezione contro gli effetti del cambiamento climatico e per affrontare gli elementi eccezionali del regolamento di Parigi».

E’ in questo contesto che il capo dell’Onu ha ricordato «Le minacce già affrontata dai Paesi in via di sviluppo, dove le persone muoiono, le fattorie stanno fallendo (e) milioni devono affrontare lo sfollamento. La conclusione è che, entro il 2030, dobbiamo ridurre le emissioni globali del 45% rispetto ai livelli del 2010 per arrivare alle emissioni net zero entro il 2050. E’ così che manterremo viva la speranza degli 1,5 gradi. La priorità assoluta del mondo dovrebbe essere quella di rinunciare del tutto alle centrali elettriche a carbone inquinanti e sostituirle con le energie rinnovabili. Questo dovrebbe avvenire entro il 2030 nei Paesi ricchi che appartengono all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e entro il 2040 in tutto il mondo».

Guterres ha ribadito che «Per quanto drammatica sia questa transizione dai combustibili fossili, deve essere inclusiva e … coinvolgere i governi locali, i sindacati e il settore privato per sostenere le comunità colpite e generare posti di lavoro verdi».

Dopo essersi complimentato con i governi che si sono impegnati a porre fine ai sussidi ai combustibili fossili, il segretario generale dell’Onu ha insistito sul fatto che «E’ tempo per tutti i Paesi di dare un prezzo al carbonio e spostare la tassazione dal reddito al carbonio».

Rivolgendosi direttamente ai cittadini di tutto il mondo, Guterres ha chiesto loro di fare pressione sugli azionisti delle banche multilaterali di sviluppo e delle istituzioni finanziarie per lo sviluppo perché spingano per «Soluzioni di finanziamento per uno sviluppo low carbon  e resiliente al clima che sia allineato con l’ obiettivo degli 1,5 gradi. In particolare, i Paesi in via di sviluppo hanno bisogno di questo sostegno finanziario, poiché i costi di adattamento annuali nel solo mondo in via di sviluppo sono stimati a 70 miliardi di dollari e questi potrebbero salire a 300 miliardi di dollari entro il 2030. Ribadisco il mio invito ai donatori e alle banche multilaterali di sviluppo per garantire che almeno il 50% dei finanziamenti per il clima sia per l’adattamento e la resilienza. Oggi, il finanziamento per l’adattamento ai Paesi in via di sviluppo rappresenta solo il 21% della finanza climatica. Per aiutare in particolare queste nazioni più povere, i Paesi sviluppati devono onorare la loro promessa di lunga data di fornire 100 miliardi di dollari all’anno per l’azione climatica nei Paesi in via di sviluppo. Il successo della prossima COP26 si basa sul raggiungimento di un svolta in materia di adattamento e finanza. Questa è una questione di urgenza e fiducia».

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