Mercoledì, 20 gennaio 2021 - ore 20.31

I fan di Trump assaltano il Campidoglio: oggi l’ufficialità della vittoria di Biden

Nel giorno in cui la vittoria di Joe Biden sarà ufficializzata dal Congresso, i fan di Donald Trump prendono d’assalto il Campidoglio USA.

| Scritto da Redazione
I fan di Trump assaltano il Campidoglio: oggi l’ufficialità della vittoria di Biden

Aggiornamento 1.00 – Capitol Hill è stata sgomberata dai sostenitori di Trump grazie all’intervento della Guardia Nazionale. Almeno 13 persone sono state arrestate e 5 armi da fuoco sono state sequestrate dalle forze dell’ordine. Tutte le persone arrestate, lo precisa la Polizia Metropolitana di Washington DC, non risiedono nell’area di Washington DC.

Una persona, una ragazza di cui non è stata resa nota l’identità, è deceduta in serata dopo esser stata colpita al collo da un proiettile esploso molto probabilmente, ma si attendono verifiche, da uno degli agenti in servizio all’interno del Campidoglio.

La situazione è rientrata alla normalità o quasi. Le polizia ha scortato i manifestanti lontano da Capitol Hill e le autorità locali hanno prontamente imposto un coprifuoco a partire dalle 18. Il conteggio dei voti dei Grandi Elettori proseguirà durante la notte e l’ufficializzazione di Joe Biden come prossimo presidente negli USA è attesa già per le prime ore di oggi.

22.00 – Un vero e proprio assalto al Campidoglio degli USA da parte dei sostenitori più violenti di Donald Trump quello compiuto oggi, nel giorno in cui la sonora sconfitta dell’imprenditore diventato presidente deve essere certificata.

Migliaia di sostenitori di Trump, alcuni armati fino ai denti, si sono radunati davanti al Campidoglio nel giorno in cui tutte le speranze e le illusioni fomentate da Donald Trump per mesi si frantumeranno davanti alla realtà dei fatti: Joe Biden sarà confermato dal Congresso come il il 46esimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

 

 

È la fine di quattro anni di menzogne raccontate da Trump e di fronte a questa prospettiva i più fedeli sostenitori non si sono limitati a protestare. Hanno letteralmente preso d’assalto il Campidoglio, riuscendo a forzare la sicurezza tutt’altro che sufficiente e sono entrati brandendo armi e, forti della reticenza delle forze dell’ordine ad utilizzare la forza più bruta, e a seminare il caos nella struttura simbolo della democrazia statunitense.

La situazione all’interno del Campidoglio degli Stati Uniti d’America è fuori controllo e le responsabilità di Donald Trump sono enormi. Eppure da parte del Presidente USA sono arrivati due soli tweet con cui ha invitato i suoi sostenitori alla non violenza. Troppo tardi, evidentemente.

 

 

Gli appelli alla calma stanno arrivando da tutti. Dai politici repubblicani al fronte democratico in toto, a cominciare dal Presidente eletto Joe Biden che in un discorso alla nazione ha invitato Donald Trump a collegarsi tempestivamente in diretta per fermare le azioni dei suoi sostenitori.

 

Trump ha diffuso un breve video messaggio via Twitter per invitare i suoi sostenitori che hanno fatto irruzione in Campidoglio ad andare a casa, ma nel chiedere loro un passo indietro ha ribadito che queste elezioni sono state rubate e che, dopo che questa situazione di emergenza sarà rientrata, si vedrà il da farsi:

Capisco il vostro dolore. So che siete delusi. Queste elezioni sono state rubate. lo sanno tutti, soprattutto l’altra parte. Ma adesso dovete andare a casa. 

USA, i sostenitori di Trump assaltano il Campidoglio

Il giorno è di quelli fondamentali: Camera e Senato degli USA sono riuniti nella sessione dedicata al conteggio dei voti espressi dal Collegio Elettorale, i cosiddetti Grandi Elettori di cui abbiamo sentito parlare ossessivamente solo poche settimane fa, nelle calde giornate del voto USA. I 538 grandi elettori, determinati dal voto dei cittadini statunitensi, sono stati chiamati a confermare la propria preferenza per uno dei due candidati presidenziali.

Questi voti sono rimasti segreti fino ad oggi, 6 gennaio 2021, quando come da procedura vengono conteggiati dal Congresso USA che, dopo aver concluso lo spoglio, potrà certificare il 46esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden coi suoi 306 voti dei Grandi Elettori contro i 232 di Trump.

È un passaggio fondamentale che oggi i sostenitori di Trump, fomentati dallo stesso presidente uscente, hanno cercato di impedire radunandosi in massa proprio davanti al Congresso. Quella che in un primo momento doveva essere una manifestazione più o meno pacifica – per quanto pacifici possono essere i sostenitori più accaniti di Trump, pronti ad armarsi e scendere in strada – si è trasformata nel caos.

USA, i sostenitori di Trump assaltano il Campidoglio

La situazione è generata velocemente durante il discorso che Donald Trump ha tenuto a Washington DC, un lungo discorso pieno di accuse e fake news nel corso del quale il Presidente uscente ha assicurato che non concederà mai la vittoria a Joe Biden e ha chiuso in modo plateale col Partito Repubblicano che tra alti e bassi lo ha supportato in questi ultimi quattro anni.

Trump ha definito “deboli” i membri del suo partito e si è detto pronto a fondare un proprio partito per tornare alla carica tra quattro anni e tentare nuovamente la conquista della Casa Bianca. Trump, fino all’ultimo, ha promesso ai suoi elettori che il vicepresidente Mike Pence, presente al Congresso per le procedure di spoglio e conteggio dei voti dei Grandi Elettori, sarebbe riuscito a ribaltare l’esito di queste elezioni.

Se Mike Pence fa la cosa giusta, vinceremo queste elezioni

Mike Pence, però, ha chiuso ufficialmente la porta a Donald Trump con una nota in cui ha spiegato in modo chiaro di non poter far nulla per bloccare la vittoria di Joe Biden nonostante le pressioni di Trump: “La presidenza appartiene agli americani e solo a loro“.

Di fronte a questa ultima possibilità sfumata – non c’è mai stata davvero una possibilità, ma Trump ha fatto credere ai sostenitori più fedeli che sarebbe riuscito nell’intento di rimanere alla Casa Bianca – le migliaia di persone radunatesi davanti al Campidoglio si sono mosse per forzare le barricate delle forze dell’ordine.

La tensione è precipitata in pochissimi minuti e, tra scontri violenti con le autorità, qualcuno è anche riuscito ad entrare nella struttura, qualcuno anche con armi. Il Congresso USA è quindi posto in lockdown dalla polizia e la seduta in corso è stata sospesa in attesa di capire l’evoluzione della situazione.

 

 

 

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