Mercoledì, 08 aprile 2020 - ore 17.00

Il Centro Democratico di Bruno Tabacci.RAR

Sembra proprio che il Centro Democratico che fa capo a Bruno Tabacci ed ha il suo referente in Sicilia in Francesco Attaguile, intenda affermare e dilatare la propria presenza partendo proprio dalla Sicilia, dove è in programma a Palermo una qualificata riunione che vedrà impegnati parecchi politici.

| Scritto da Redazione
Il Centro Democratico di Bruno Tabacci.RAR

Si tratta di un momento topico della storia politica italiana, per cui val bene la pena analizzare più in profondità i programmi in gestazione.

Il nome stesso ci aiuta a capire: Centro Democratico, che già indica una precisa  collocazione  nel panorama politico. La posizione di “centro” esclude tanto la destra quanto la sinistra, in senso di alternativa, promuovendo l’ipotesi collaborativa.

Non sprecherei parole se non conoscessi ‘ la serietà dell’on. Bruno Tabacci, per cui questa sua creatura non può che rispecchiare il suo primo supporter. Ma parlare di democrazia oggi è diventato arduo; la nascita dell’anti-politica ha messo in grande evidenza un fattore che viene furbescamente ignorato, si tratta dell’anti-democrazia che si è impadronita del nostro paese.

Emerge, così  l’urgenza di una più credibile politica perché l’anti-democrazia ha alterato tutti i rapporti che dovrebbero essere intangibili in una democrazia parlamentare.

Il Parlamento ha esaurito il proprio potere, previsto dalla Costituzione, per limitarsi ad essere la sede dove si offre una parvenza di legittimazione democratica alle scelte di una sola persona, peraltro con grandi benefici per i componenti quella che è stata definita “una casta”; le decisioni dell’unico nocchiero subiscono la mortificazione in Aula, attraverso il ricorso al voto di fiducia che vanifica il dibattito democratico e fa leva sui piccoli interessi di bottega di ciascun parlamentare attaccato a quello scranno che rischia di perdere anzitempo.

Dalla democrazia siamo passati al “regime della maggioranza”; basta disporre dei bussolotti sufficienti per avere la maggioranza perché ci si possa sentire legittimati e sostenuti dalla Costituzione. Il dibattito parlamentare serve solo all’ostruzionismo, alla negazione, non più al miglioramento delle leggi oppure alla promozione di iniziative popolari, con l’agguato del voto di fiducia che azzera il dibattito e impone le decisioni di vertice.

Questo Centro Democratico è stato identificato in molti modi, tra cui “di appoggio a Renzi”, che ne rende limitativa la consistenza politica.  Se la Democrazia Cristiana fu indicata come “un partito di Centro che guarda a sinistra”, oggi un partito che avoca a sé  la presenza al “centro”, non può guardare né a sinistra né a destra, ma solamente alla disponibilità di servizio alla nazione.

Destra e sinistra hanno smesso ogni ruolo di servizio alla nazione, per ridursi ad essere al servizio delle classi contrapposte che hanno minato, e continuano a farlo, l’unità solidale della nazione, sostenendo una lotta di classe ormai fuori dalla Storia.

La Destra sostiene la priorità della finanza, del denaro, dei mezzi di produzione, evocando un capitalismo ormai in disarmo, che ha optato per la finanza creativa, mentre la Sinistra sostiene i diritti della classe operaia e lavoratrice, da imporre ai governi con salti nel tempo insostenibili, e non per “piccoli passi”che in oltre 60 anni avrebbero cambiato il volto della nazione.

Da anni sostengo che la politica sindacale, con la richiesta del “tutto e subito” ha finito con l’ottenere “nulla e per sempre”. E’ duro da capire come non si stato compreso che solo il superamento classista potrà riportare la storia politica al sistema democratico, superando la logica della lotta di classe che non serve a nessuno.

Farsi mediatore tra le esigenze delle classi meno abbienti detentrici del capitale/lavoro e i diritti delle classi più opulente detentrici del capitale/denaro è il ruolo che dovrebbe esercitare il Centro Democratico, per coniugare insieme l’idea liberale con l’idea socialista non marxista, che potrebbe proporre una democrazia liberal-socialista.

Purtroppo in Italia la Destra politica è sbandata fuori dai binari democratici, perché gli interessi individuali, per oltre venti anni, hanno avuto il sopravvento sui bisogni della nazione, e si tratta di un bubbone cancerogeno che, ancora, non viene estirpato definitivamente.

Rosario Amico Roxas

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