Lunedì, 25 ottobre 2021 - ore 12.58

L’intervista con Claudio Ardigò: il breve ‘post scriptum’ sulla Fiera del libro di Cremona edizione 2020

Passione e determinazione per dare un segnale di resilienza attraverso la cultura, hanno evitato la cancellazione di una manifestazione storica per la nostra città.

| Scritto da Redazione
L’intervista  con Claudio Ardigò: il breve ‘post scriptum’ sulla Fiera del libro di Cremona edizione 2020

Si è da poco conclusa la ‘Fiera del libro di Cremona’, un’edizione che è stata fortemente condizionata dall’emergenza sanitaria con cui stiamo ancora convivendo  in questo sciagurato 2020.

Nei mesi di settembre ed ottobre Claudio Ardigó critico letterario e curatore della manifestazione (in chiusura dell'intervista troverete un'esaustiva biografia) dopo essersi accordato con autori provenienti anche da fuori provincia per gli eventi in presenza, si ritrovato ad un passo dal dover annullare una manifestazione che da cinquant’anni, in primavera ed in autunno inoltrato, fa capolino nel cuore della nostra città. E' stato anche, come ricorderà lo stesso Claudio, la volontà di voler ricordare nel modo migliore il libraio cremonese Ettore Spotti, uno degli organizzatori storici della Fiera del Libro, sempre presente con la sua bancarella sotto la galleria XXV Aprile, che purtroppo ci ha lasciato nei primi mesi dell'anno.

Per garantire quindi la continuità, a maggior ragione in un anno in cui la nostra città ha ha pagato duramente dazio in termini di eventi culturali (oltre che di sofferenza e vite umane), si è deciso di organizzarlo attraverso delle dirette streaming (che sono ancora disponibili a chi volesse vederle) attraverso link alla pagina Facebook 

 Ed è proprio a Claudio, che non pecca certo di disponibilità, che ho chiesto di fare un ‘post scriptum’ sull’evento.

  • La prima domanda è ovviamente pertinente all’organizzazione dell’evento nella modalità streaming. Come è nata l’idea e chi ti ha aiutato a metterla in pratica?

 "Il desiderio di riprendere le presentazioni con l’intento di ritornare in qualche modo alla normalità era forte, come forte era il desiderio di ricordare il libraio Ettore Spotti. Tutto questo in presenza fine settembre metà novembre, autori bravi e conosciuti avevano dato la loro disponibilità . Spazio Comune era già stato sistemato per il distanziamento cos'è come L’associazione Filodrammatica aveva messo a disposizione il suo salone: presentazioni venerdì' e sabato con due autori cremonesi e la domenica con gli autori di grido: Varesi, Vitali, Lupo, Barbaglia, Bortolotti.....Poi la chiusura e insieme all’ Amministrazione Comunale si è ragionato per un edizione online pensando di posticipare in presenza i grandi nomi in futuro".

  • Premesso che gli eventi in presenza creano un’empatia diversa da quella offerta da un incontro in streaming, c’è stato qualche risvolto positivo in questa esperienza e pensi che in determinate situazioni la cosa si possa ripetere magari anche solo per poterla riproporre sulla pagina facebook come è possibile fare ora con gli incontri della Fiera del libro 2020?

 "Ventidue autori cercando di prendere in considerazione tutti i temi possibili, dal noir alla fiaba dal thriller al romanzo di formazione, diciotto gli autori cremonesi, gli altri autori in rappresentanza di alcune case editrici per un grande progetto, un premio letterario importante nella nostra città.  Non sappiamo cosa riserverà il 2021 se sarà possibile ritorneremo alle presentazioni con gli autori in presenza sicuramente Facebook è stata una risorsa, pertanto pensiamo anche ad una registrazione da riproporre successivamente sui social".

  • Seguendo diversi eventi sia in presenza che in streaming, si è evidenziato che la preparazione da parte del mediatore dell’evento sia fondamentale per la riuscita dello stesso. Come tu stesso hai sempre ripetuto aprendo le interviste, ha una scaletta ben definita rispetto alla presentazione che andrai a fare. Come prepari l’incontro con un’autore e la sua opera?

"Credo di essere sempre stato un buon lettore, pertanto prima leggo il libro senza farmi distrarre dalla storia o la scrittura, poi lo rileggo segnandomi i punti che mi hanno colpito  cercando di valorizzarli. Penso di avere una buona memoria che mi permette di fare collegamenti con altri autori, e questo dagli scrittori è apprezzato. Una scrittrice di Padova docente universitaria mi ha sempre detto che non ha mai conosciuto una persona che riesca ad entrare dentro un libro come me, credo sia un grande complimento".

  • Il romanzo lo si scrive in due, il lettore e lo scrittore”, qual'è la posizione ed il compito del critico in un’incontro?

"Il compito di un critico letterario è di incuriosire le persone, un libro non ha senso di essere scritto se non c’è un lettore attento che lo legge nasce cosi' un rapporto di comunione tra lettore e scrittore".

  • In questa lunga manifestazione gli autori cremonesi intervenuti sono stati la maggioranza. In molti casi i lavori presentati, hanno le radici ben piantate sul territorio, sono stati gli stessi autori hanno tenuto più volte a ribadirlo compiaciuti. Quanto è stato importante e piacevole per te condividere storie che trattano della nostra terra e delle nostre genti?

"Presentare autori cremonesi è particolarmente gratificante, il nostro territorio ha cosi' tante storie sconosciute che recuperarle e metterle in conoscenza diventa anche uno studio antropologico e sociale".

  • Tra gli autori la maggior parte erano esordienti. Visto che non è da ieri che ti muovi in questo mondo, hai avuto occasione di presentare autori affermati, oltre a far parte di giurie di premi importanti, cos’è che un autore alla sua prima esperienza riesce a trasmettere rispetto ad un’autore già conosciuto?

"Non c’è molta differenza tra un autore esordiente e uno affermato. Entrambi hanno la stessa passione cercano di esprimere le proprie emozioni e sentimenti. Forse in un autore affermato c’è più sicurezza nell’esposizione nella dialettica, ma entrambi cercano l’amicizia e la complicità del lettore".

  • Hai presentato 22 scrittori e 22 opere, che hanno spaziato dal romanzo al racconto alla poesia fino alle favole. In tutti i casi c’è stata grande empatia e profondità nel confrontarti con gli autori ed argomenti trattati. Come si riesce ad arrivare ad un risultato come questo tutt’altro che banale e scontato?

 "Credo ci voglia molta passione anche in chi presenta, dove non deve essere un lavoro ma un arricchimento personale. Spesso mi sono comperato il libro da presentare e tranne qualche raro rimborso spese per una trasferta non ho mai ricevuto un compenso. Credo di essere ossessionato da questo temo che se non lo facessi gratuitamente sarei in qualche modo costretto a non essere corretto intellettualmente. Un autore spesso mi “affida” la sua opera nasce cosi' un rapporto di amicizia, si  conosce meglio l’autore non importa se affermato o sconosciuto davanti a un caffè o una birra nascono confidenze ed aneddoti e diventa più facile entrare nella presentazione stessa".

  • Mi ha colpito un tuo richiamo ad una frase di un romanzo, poi diventato film, di Roman Gary: “Non si può vivere senza nessuno da amare”. Una affermazione impegnativa per chi la scritta e per chiunque la proponga. Cosa può dare in questo senso un libro a chi lo scrive ed a chi lo legge?

 "La frase di Gary è in "Aquiloni", io non scrivo romanzi o racconti ma certe affermazioni di altri autori possono diventare a volte un punto di partenza, uno spunto una riflessione o di riferimento, dove il lettore che è anche autore con la sua storia da raccontare, con la sua esperienza di vita la sua sensibilità  può creare qualcosa che può completare o concludere un affermazione ma anche ribaltarne il senso o il significato".

  • Una cosa che ho notato è la tua grande passione per la poesia, non solo quella che possiamo leggere in una raccolta dedicata, ma anche quella che riesci a scorgere tra le righe di un romanzo. Quanto è importante per te, e per tutti, non perdere la sensibilità  verso un tipo di retorica sempre più lontana da un mondo che ha come prima necessità soffocare di parole, senza dargli modo di riflettere e recepire?

 "Amo la poesia (nel 2014 per una promessa ad una scrittrice ho pubblicato un libro "Amanti di Carta" 150 copie esaurite in due mesi ma per un errore è diventato un incubo, pertanto difficilmente pubblicherò ancora ciò non vuol dire che non scriva più poesie le scrivo per poche persone tra le quali ci sono diversi esponenti di sesso maschile) forse è un mio talento trovare la poesia in una prosa letteraria. Però mi piacere cercarle in un testo cosi' come mi piace valorizzarle".

  • La maggior parte delle opere presentate sono state prodotte e pubblicate attraverso realtà lontane dalla grande editoria e dalla grande distribuzione. Opere che, da lettore, potrebbero tranquillamente trovare posto in una libreria. Che consigli puoi dare a chi vuole scrivere e che poi si ritrova a voler pubblicare?

"Ho conosciuto scrittori affermati con opere modeste e poco curate altri autori magari esordienti con opere originali ed interessanti una scrittura ricercata ma con poco successo purtroppo come ho detto in una presentazione questo è un limite della nostra società. E'ˆ anche vero che in molti esordienti c’è una notevole approssimazione sia nelle storie sia nella scrittura, e questi rovinano quella parte di mercato appunto rivolta a nuovi scrittori. Cosa dire ancora a quegli scrittori che vogliono raccontarsi...Studiate, studiate molto soprattutto la punteggiatura ed affidatevi a un consiglio di esperto, e state attenti ad alcune case editrici che sono solo delle tipografie mascherate, non spendete soldi inutilmente".

  • Parlando di autori esordienti, aldilà di quanto proposto, cos’è secondo te che smuove in una persona questo bisogno di scrivere e comunicare, e quanto è poi difficile ripetersi senza poi crearsi troppe false aspettative?

"Quando si comincia un percorso inesplorato si teme spesso di sbagliare strada prendendo quella più intricata. E'ˆ quello che è capitato a noi in questa edizione; le prime presentazioni eravamo un po’ in ansia per rispettare i tempi e per voler forse raccontare troppo sia degli autori sia dell’opera che andavamo a presentare, poi quando i meccanismi si sono assestati credo che abbiamo fatto davvero qualcosa di buono".

  • Se all'esordio della diretta era evidente un ‘clima di tensione’ come accade spesso nelle ‘prime’ dei grandi eventi, nell’ultima ho percepito un pò di emozione ed anche di dispiacere per essere arrivati alla fine. Cosa ti ha lasciato questa esperienza e cosa gli autori incontrati?

"Si un po’ di nostalgia quando abbiamo finito è rimasta. Sicuramente un esperienza positiva da ripetere in caso di necessità, qualche autore cremonese non è stato inserito ma sarà compito nostro recuperarlo".

  • Questo lo spazio che lascio a te per ringraziare e ricordare.

"Grazie davvero all’Amministrazione Comunale che ci ha supportato e incentivato e a tutte quelle persone che in modo silenzioso (come te ...) si sono adoperate per la buona riuscita della manifestazione".

 

"Claudio Ardigò è da tempo collaboratore con librerie e associazioni culturali nella presentazione di autori. È uno degli organizzatori della Fiera del Libro di Cremona. Collabora come editor per diverse case editrici. È stato giurato in numerosi e importanti premi letterari tra i quali Bancarella e Campiello. Sportivo con più di cento maratone corse; attualmente è il Presidente Provinciale del Centro Sportivo Italiano di Cremona. Impegnato nel sociale, proponendo e organizzando manifestazioni sportive , tra cui una gara di Triatlhon solo per disabili unica nel suo genere in Italia. Ricopre il ruolo Portavoce del Terzo Settore di Cremona. È considerato da molti un esperto dell’opera del poeta argentino Borges. Non si definisce un poeta ma da tempo scrive poesie". ( da 'Associazione licenza poetica')

-Gazzaniga Daniele-

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