Mercoledì, 13 novembre 2019 - ore 21.47

Malaria. Eradicata in Europa ma non nel mondo. 430mila morti ogni anno

Si celebra il 25 aprile il World Malaria Day, iniziativa mondiale per tenere viva la lotta contro questa malattia – Appello dell’organizzazione internazionale ‘Malaria No More UK’: “L’Italia raddoppi il proprio contributo al Fondo Globale per la lotta a malaria, tubercolosi e Aids, portandolo a 200 milioni di euro per il prossimo triennio”

| Scritto da Redazione
Malaria. Eradicata in Europa ma non nel mondo. 430mila morti ogni anno

La malaria è, in una larga parte del pianeta e in particolar modo in Africa subsahariana, una malattia contro cui combattere ogni giorno. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ha annunciato ieri l’eradicazione della malattia dal Vecchio Continente, ogni anno vengono registrati oltre 200 milioni di casi di malaria, che rappresenta ancora oggi una delle principali cause di morte nei bambini sotto i cinque anni: si stima infatti che questa malattia uccida un bambino ogni due minuti e un totale di oltre 430mila persone all’anno. A causa della prevalenza nei Paesi in via di sviluppo, la malaria ha un grave impatto negativo sul loro avanzamento economico: ad esempio, il costo per l’economia del continente africano è stimato in oltre 10 miliardi di euro l’anno.

Il Fondo Globale è una collaborazione internazionale tra governi, società civile e settore privato nata dall’impegno dei Paesi partecipanti al G8 di Genova del 2001, che mira a porre fine alle epidemie globali di tubercolosi, AIDS e malaria. Malaria No More UK è un’organizzazione no profit, con sede a Londra, fondata per combattere una malattia che miete migliaia di vittime in Africa e che sarebbe prevenibile, con un costo pari a 1,25 euro per trattamento. Malaria No More UK lavora in attiva collaborazione con altre organizzazioni non governative impegnate rispettivamente nella lotta a tubercolosi e Aids, e promuove il finanziamento da parte dei donatori internazionali del Fondo Globale, per permettere lo sviluppo di progetti che portino i farmaci e i sistemi di prevenzione dove ce n’è più bisogno.

Grazie all’impegno profuso e agli investimenti del Fondo Globale, negli ultimi anni si è assistito a un calo significativo nell’impatto della malaria in tutto il mondo: dal 2000 si è infatti avuta una diminuzione del 37% dei casi di malaria per anno e di circa il 60% della mortalità. Sono state salvate oltre sei milioni di vite negli ultimi quindici anni. Dal 2000 a oggi in ben 57 Paesi i casi di malaria sono stati abbattuti del 75%, ma si può e si deve fare di più per raggiungere un obiettivo ambizioso, ma possibile: eradicare la malaria anche dal resto del mondo. Il World Malaria Day vuole essere l’occasione per ricordare che questa malattia può essere sconfitta, grazie all’impegno collaborativo di governi e società civile.

In Italia, la malaria è stata debellata nel 1970. Nell’istituzione creata nel 1934 grazie ai finanziamenti della Fondazione Rockfeller, l’Istituto di Sanità Pubblica - il futuro Istituto Superiore di Sanità - che tanta parte ebbe nella campagna contro questa malattia nel nostro Paese, lavora oggi Stefano Vella, Vice presidente di Friends of the Global Fund Europe ed esperto di Salute globale dell’Istituto Superiore di Sanità. “L’estrema globalizzazione dei nostri giorni – avverte Vella – consente spostamenti di persone, cose e anche di malattie, prima impensabili. Non esistono più malattie confinate; qualsiasi malattia può colpire e colpisce ogni angolo della terra: malattie che pensavamo scomparse, come la tubercolosi, sono arrivate da noi e le nostre malattie croniche, come diabete e obesità, oggi le troviamo in Africa. Per questo è importante il ruolo del Fondo Globale che da solo a livello internazionale garantisce la metà dei finanziamenti mondiali per la lotta contro la malaria, l’80 per cento di quelli contro la tubercolosi e oltre il 20 per cento destinati all’Aids e ha contribuito a salvare milioni di persone nel mondo”.

Il nostro paese è stato tra i promotori del Fondo Globale ed è tra i suoi maggiori otto finanziatori pubblici. “L’Italia ha contribuito alla nascita del Fondo Globale e al successo delle sue iniziative, finanziandolo con 790 milioni di euro sino al 2012; l’ultimo contributo italiano, nel triennio 2014-2016, è stato di 100 milioni di Euro”, afferma James Whiting, Executive Director di Malaria No More UK.

Nei prossimi mesi si terrà la quinta conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale, e i finanziatori del Fondo saranno chiamati a pronunciare i propri impegni economici per il triennio 2017-2019. Il Fondo si aspetta di riuscire a raccogliere da tutti i donatori un totale di almeno 13 miliardi di dollari. “C’è molto attesa relativamente alla quota che sarà messa a disposizione dall’Italia, che si auspica possa e voglia raddoppiare il proprio attuale impegno, portandolo a 200 milioni di euro, tornando ad assumere un ruolo fondamentale nella lotta alla malaria, alla tubercolosi e all’aids”, aggiunge James Whiting.

Anche l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids auspica il pieno impegno del governo dell’Italia. Il contributo di tutti è necessario affinché possano continuare i progetti in essere per sconfiggere la malattia: dal Burkina Faso – dove la malaria è la prima epidemia – all’Etiopia, dalla Somalia al Kenya e in tutti quei paesi in cui le Ong dell’Osservatorio sono in prima linea accanto alla società civile e alle istituzioni locali.

Grazie al finanziamento del Fondo Globale, sino a metà dello scorso anno, specialmente nei paesi dell’Africa subsahariana sono stati curati 560 milioni di casi di malaria, distribuite 600 milioni di zanzariere, somministrati farmaci a 8,6 milioni di sieropositivi e condotti test per HIV e fornito counseling sanitario a 470 milioni di persone; nella sola Asia, inoltre, sono stati individuati e trattati 15 milioni di casi di tubercolosi.

“Ci troviamo in una fase cruciale della lotta contro HIV, tubercolosi e malaria. L’incremento degli investimenti, le recenti scoperte scientifiche, la riduzione dei costi e un migliore know-how hanno prodotto risultati. Ma non è il momento di fermarsi, oggi la possibilità di mettere fine a queste tre pandemie è sempre più reale. L’Italia ha l’occasione di investire nella lotta contro AIDS, la tubercolosi e la malaria, di investire nelle nuove generazioni, di investire nell’energia umana, l’unica che può cambiare il mondo”, dichiara Francesca Belli, Direttrice per l’Italia del network internazionale ACTION global health advocacy partnership.

Fonte: Media Officer Osservatorio Italiano sull'Azione Globale contro l'AIDS Italian Network against AIDS

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