Mercoledì, 23 settembre 2020 - ore 17.35

Mattarella: ''La scuola è la sfida decisiva per la ripartenza''

Il Presidente della Repubblica è stato a Vo’ Euganeo per l’avvio dell’anno scolastico.

| Scritto da Redazione
Mattarella: ''La scuola è la sfida decisiva per la ripartenza''

“Tutti a scuola”: è quello che è successo oggi in gran parte dell’Italia, anche se al Sud ancora si attende il 24 settembre per ripartire, ed è il titolo della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico a cui ha partecipato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel cortile dell’Istituto Comprensivo “Gianni Rodari – G. Negri” di Vo’ Euganeo, il comune in provincia di Padova che è stato uno dei protagonisti della lotta al coronavirus nella prima fase di diffusione della pandemia.

La giornata è stata animata da delegazioni di studenti in rappresentanza degli istituti scolastici di tutta Italia e anche da personalità del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo. L’evento è andato in onda su Raiuno con la conduzione di Flavio Insinna e Andrea Delogu ed erano presenti anche la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e le autorità locali tra cui il sindaco Giuliano Martini che ha parlato con Mattarella.

Il Presidente ha tenuto un discorso in cui ha sottolineato l’importanza della ripartenza della scuola per la ripartenza di tutta l’Italia:

“L’inaugurazione dell’anno scolastico, mai come in questa occasione, ha il valore e il significato di una ripartenza per l’intera società. Lo avvertono i ragazzi, lo comprendono gli adulti e le istituzioni. Ci troviamo di fronte a una sfida decisiva. Ripartire da Vo’ Euganeo, dà ancor più il senso di come questa sfida riguardi l’intero Paese. Così come qui a Vò, dopo l’angoscia e le chiusure, è ripresa a pieno ritmo la vita, così la riapertura delle scuole esprime la piena ripresa della vita dell’Italia. È stata dolorosa la decisione di chiudere le scuole. Necessaria ma dolorosa. La scuola ha nella sua natura il carattere di apertura, di socialità, di dialogo tra persone, fianco a fianco”

Mattarella si è rivolto direttamente ai ragazzi:

 “Avete sofferto, ragazzi - e abbiamo sofferto tutti, per gli impedimenti e per le limitazioni. La scuola è specchio della società, e ne riflette le difficoltà, ne riflette le aspettative. Ecco perché questi giorni, in cui le scuole riaprono e si popolano nuovamente dei loro studenti e insegnanti, sono giorni di speranza. Mentre prepariamo il domani, sentiamo il bisogno di ricordare chi è stato colpito dalla malattia, le tante vite spezzate e il dolore patito da molti. Non dimenticheremo. E cercheremo di trarre insegnamento dagli eventi eccezionali e drammatici che hanno coinvolto tutti i Continenti, e che ci tengono ancora impegnati, richiedendoci responsabilità e prudenza”

Il Capo dello Stato ha sottolineato quanto sia stata dura la scelta di chiudere le scuole:

“La chiusura delle scuole, e tante altre rinunce - che ci sono costate molto sul piano sociale, economico, affettivo - hanno contribuito a salvare vite umane e a evitare più gravi angosce e dolori. Le misure di precauzione sono diventate una prova che il popolo italiano ha saputo affrontare, come in altri momenti difficili della sua storia. La scuola serve anche a questo: a formare cittadini consapevoli, a sconfiggere l’ignoranza con la conoscenza, a frenare le paure con la cultura, a condividere le responsabilità. La scuola, la cultura, il confronto continuo sono anche antidoti al virus della violenza e dell’intolleranza, che può infettare anch’esso la comunità se viene ridotta l’attenzione”

Mattarella ha poi voluto ricordare il giovane Willy ucciso a Colleferro:

“Siamo sconvolti per la morte di Willy, pestato con crudeltà per aver difeso un amico contro la violenza. Il suo volto sorridente resterà come un’icona di amicizia e di solidarietà, che richiama i compiti educativi e formativi della scuola e dell’intera nostra comunità. In coerenza con questi valori occorre spiegare il massimo impegno per contrastare chi pratica una violenza vile e brutale che più volte si è manifestata anche nei giorni scorsi per contrastare chi la predica o la eccita nei social”

Poi è tornato a rivolgersi ai ragazzi:

“So bene, cari studenti, che la scuola vi è mancata quando, ai primi del marzo scorso, le sue porte sono state chiuse e avete avvertito quanto valesse l’incontro quotidiano con i vostri insegnanti, la vicinanza dei vostri compagni, quanto la convivenza fosse fattore di crescita e fondamentale strumento di socialità. Quel che è accaduto è stato come una lezione di vita che vi ha fatto comprendere, in modo chiaro, come la scuola sia indispensabile allo sviluppo personale di ciascuno di voi. Mesi duri per tutti, ma a subire le conseguenze più pesanti del lockdown sono stati gli studenti con disabilità. Per tanti di loro le rinunce hanno avuto un costo altissimo, a volte non sopportabile. E di queste sofferenze si son fatte carico le famiglie. Nella ripartenza della scuola l’attenzione a questi studenti deve essere inderogabile, a cominciare dall’assegnazione degli insegnanti di sostegno”

Mattarella ha accennato alle lettere che ha ricevuto da parte dei giovani in questo periodo e ha sottolineato come la scuola sia “un cammino di libertà, verso la conoscenza, verso la piena cittadinanza” e ha aggiunto:

“Questa strada è piena di valori e di opportunità, che non sempre riconosciamo subito. Ma quando qualcuno o qualcosa ce li manifesta, allora si compie un salto nella crescita”

Il Presidente ha poi parlato di quello che sarà questo particolare anno scolastico:

“Quello che sta per iniziare non sarà un anno scolastico come gli altri. Vi sono diversi problemi, in via di soluzione, che causano difficoltà. Così come in tanti altri Paesi, in Europa e altrove. Riaprire la scuola, adottando le indispensabili prescrizioni di carattere sanitario, non è impresa facile. È stato necessario adeguare, in brevissimo tempo, strutture concepite per l’incontro, per il dialogo ravvicinato, a misure di distanziamento che ci appaiono quasi innaturali. E questo sforzo è ancora in atto”

Mattarella ha ringraziato i dirigenti scolastici, gli insegnanti, il personale ausiliario e in particolare sui docenti ha aggiunto:

“I nostri insegnanti sono chiamati ancora a un lavoro prezioso, che richiederà coraggio e iniziativa. Sappiamo di poter contare sulla loro passione umana e civile, che hanno continuato a esprimere, pur di fronte a incomprensioni e a problemi non risolti”

Ma ha parlato anche dei genitori:

“Il valore della scuola è stato compreso e vissuto, con grande senso del dovere, da tutti i soggetti coinvolti. Negli anni passati sembrava che si aprissero crepe nell’alleanza educativa tra le famiglie e le scuole. Ora la reazione all’epidemia e la riapertura delle scuole hanno trovato in prima fila tanti genitori impegnati e collaborativi. Lo fanno per i loro figli, certamente, ma tutti hanno compreso che le esigenze comuni hanno bisogno di un impegno solidale, insieme. È tutto questo che rende la scuola una comunità”

E ha ricordato anche come la scuola sia difesa dalla Costituzione e quanto sia fondamentale per la ripartenza del Paese:

“L’articolo 34 della Costituzione esordisce con le parole “La scuola è aperta a tutti”, a significare che la scuola, inclusiva e democratica, deve accogliere i bambini e i ragazzi senza discriminazioni, ma anche che ogni cittadino deve sentirsi partecipe e impegnato nei confronti della scuola. Alla riapertura guarda in questi giorni tutto il Paese. A questo impegno è chiamata la Repubblica, in tutte le sue istituzioni statali, sono chiamate le Regioni, sono chiamati i Comuni: ciascuno ha una parte da svolgere di sua competenza. L’emergenza sanitaria ha posto in evidenza problemi e fragilità per troppo tempo trascurati. Vale per il nostro sistema di istruzione come per tanti altri settori. La ripartenza del Paese ci offre però anche un’occasione per compiere un salto di qualità. Il ritorno a scuola non significa ritorno al passato. La scuola è, al contrario, un formidabile strumento di innovazione. La nostra partecipazione al programma Next Generation della Unione Europea è una straordinaria opportunità che non possiamo perdere. Un’occasione anche per un vero rilancio della scuola italiana”

Mattarella ha anche ricordato che la riapertura avverrà comunque con gradualità e che sarà fondamentale un adeguato livello di precauzione, con tanti sacrifici da parte di tutti:

“Tutti siamo responsabili, e dobbiamo sentirci tali nei confronti degli altri. Una prova di responsabilità è richiesta anche a voi, cari ragazzi, e sono certo che ne sarete all’altezza. Dai comportamenti di ciascuno dipende la sicurezza collettiva; quella dei vostri genitori, dei vostri nonni. Non c’è una responsabilità superiore che consenta di fare a meno di quella di ciascuno di noi. Dobbiamo andare avanti sapendo che sui sacrifici di oggi costruiamo il futuro. Conosco i ritardi e le difficoltà e so bene che vi saranno inevitabili polemiche. So anche che, in atto, vi sono risorse limitate. Ma un Paese non può dividersi sull’esigenza di sostenere e promuovere la sua scuola. Oggi la riapertura della scuola è una prova per la Repubblica. Per tutti. Nessuno escluso”

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