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Matteo Piloni (PD) Newsletter del 14 febbraio 2025

La mia attività di questa settimana

| Scritto da Redazione
Matteo Piloni (PD) Newsletter del 14 febbraio 2025
 
CI SONO -  Newsletter #143

Lunedì 24 febbraio
 
5 anni fa. Oggi. Non dimentichiamo!
Cinque anni fa. Era un venerdì. Ci svegliavamo e il mondo stava cambiando. Ricordo i primi messaggi di due amici medici, Sandro a Codogno e Attilio a Crema. La domenica avevamo programmato il battesimo di Caterina. Lo annullammo. Il martedì, in Consiglio regionale, avvicinai il presidente Fontana e l'ex assessore Gallera per dire loro che, dentro l'ospedale di Crema, i messaggi che ricevevamo dai medici erano di forte preoccupazione. Le persone stavano molto male. La sera rientrai da Milano con la febbre. Con mia moglie, più prudente di me, decidemmo per l'isolamento. Fino a sabato restai solo. In quei giorni le prime immagini delle mascherine. Il panico. E i primi morti. Solo il 7 marzo i primi provvedimenti. Poi le restrizioni, l'ospedale da campo e i medici cubani a Crema, la Samaritan's Purse a Cremona, centinaia di telefonate, il cellulare che ricaricavo tre volte al giorno, il contatto quotidiano con i sindaci, con gli ospedali, con la Regione. E tante, tante segnalazioni.
Il ricordo va a chi non c'è più, alle loro famiglie, a chi ha sofferto. E a tutto il personale socio-sanitario. Degli ospedali, delle Rsa, delle associazioni di soccorso. Li abbiamo chiamati eroi, e poi dimenticati. Anche per loro dobbiamo rafforzare la sanità pubblica. Il prossimo 20 marzo prenderà inizio la discussione in commissione Sanità di Regione Lombardia della nostra proposta di legge per migliorare la sanità pubblica. Per il diritto alla salute. Per non dimenticare.
 
OK alla risoluzione voluta da noi  sulla riduzione delle emissione zootecniche

La risoluzione, fortemente voluta dal gruppo consiliare PD,  impegna il presidente della Regione e gli assessori competenti a promuovere, con incentivi e finanziamenti, l’innovazione e le tecnologie destinate a ridurre le emissioni; a proseguire l’azione di supporto della ricerca universitaria per certificare l’efficacia di prodotti, tecniche e tecnologie; a promuovere l’utilizzo di additivi per il trattamento dei reflui zootecnici e del digestato derivante dalla produzione di biogas; a confermare la previsione di premialità all’interno dei bandi regionali per gli allevatori che adottano pratiche virtuose e soluzioni scientificamente validate; a valutare e valorizzare il possibile ruolo sostitutivo dei reflui e dei digestati addizionati con additivi in sostituzione ai fertilizzanti minerali.



È positivo che ci sia stata una sostanziale convergenza, fino a raggiungere su alcuni punti l’unanimità, di tutte le forze politiche sulla proposta di risoluzione partita da noi, sulle azioni per la riduzione delle emissioni derivanti dall’attività zootecnica. Nel documento abbiamo chiesto cinque importanti impegni che la Giunta ora dovrà rispettare. E noi vigileremo affinché lo faccia.

Leggi di più su: https://www.matteopiloni.it/2025/02/19/ok-alla-risoluzione-voluta-da-noi-sulla-riduzione-delle-emissioni-zootecniche/

 

 
Una decisione sbagliata poi ritirata: abbattimento di 250 alberi sani lungo la roggia Rino

È stato deciso di abbattere 250 alberi lungo la roggia Rino, una tra le più antiche rogge irrigue della provincia di Cremona.

La richiesta di abbattimento degli alberi, tra Capralba e Crema, è stata poi ritirata da parte del richiedente anche su volontà della proprietà, che credo debba essere ringraziata per questa scelta, non scontata.



La Regione ne era al corrente? È stato fatto un sopralluogo? È stata prevista una compensazione ambientale?

È quanto avevo chiesto prima della notizia del ritiro, attraverso la presentazione di un’interrogazione, alla giunta regionale in seguito alla decisione dell’Ufficio Territoriale Regionale di Cremona di autorizzare l’abbattimento di oltre 250 piante sane, con più di cinquant’anni di vita..

La fascia arborea lungo la roggia Rino è un’importante area ecologica e il suo abbattimento avrebbe costituito un danno significativo per la biodiversità di tutta la zona.

Nonostante l'esito positivo della vicenda non possiamo dimenticare che un problema continua tuttavia a persistere: oggi la normativa consente l'abbattimento di un gran numero di alberi sani all'interno delle rogge, allora dovrebbe essere rivista la normativa a partire dall’obbligo di ripiantumazione degli alberi.

 
Chiusura del ponte tra Calvatone e Acquanegra sul Chiese: attività economiche e lavoratori in difficoltà, servono ristori immediati

A due anni dalla chiusura del ponte che collega Acquanegra sul Chiese e Calvatone, il calo di fatturato per le attività commerciali ha raggiunto picchi del 40-50%, ma non sono in sofferenza solo le attività commerciali e artigianali, anche i lavoratori dipendenti delle decine di aziende che insistono sulla zona, a ridosso di due province, sono costretti a una percorrenza giornaliera di circa 40 chilometri tra andata e ritorno, contro i cinque/sei chilometri di attraversamento del ponte. Costi e tempi più che raddoppiati. E non per poco, perché serviranno altri due anni per la realizzazione del ponte provvisorio, la cui posa è prevista non prima del 2027, portando così a quattro anni il totale dei disagi. È necessario intervenire al più presto con misure di ristoro per le attività in difficoltà e per i lavoratori penalizzati da questa situazione. Per questa ragione, abbiamo coinvolto in una audizione tenutasi in Regione in commissione Attività Produttive, oltre che i sindaci dei due Comuni direttamente coinvolti, anche le due Province di Mantova e Cremona, e le associazioni di categoria.

I dati emersi sono preoccupanti  e questa audizione ci è servita per far comprendere in Regione la gravità della situazione che sta vivendo il mondo dell’impresa dei territori di Acquanegra e Calvatone. Esiste un precedente, quello della chiusura del ponte di Casalmaggiore, per cui la Regione ha già individuato modalità di ristoro per il mondo produttivo con un accordo tra Comune e Regione. Serve fare lo stesso anche qui, senza tentennamenti.

Come gruppo consiliare PD i faremo di tutto affinché ciò accada, anche se ci saremmo aspettati qualche indicazione più chiara dalla Commissione su come procedere.

Leggi di più su: https://www.matteopiloni.it/2025/02/20/chiusura-del-ponte-tra-acquanegra-e-calvatone-attivita-economiche-in-grande-difficolta-e-lavoratori-penalizzati-servono-ristori-immediati/

 
Sapete quanto vale la sicurezza per la giunta Fontana? Lo 0,012% del bilancio regionale

Sapete quanto vale la sicurezza per la giunta Fontana? Lo 0,012% del bilancio regionale

Propaganda a fiumi, ma quando si tratta di fare, il copione è sempre lo stesso: nessun progetto vero, nessuna presa sulla realtà.

Nel Bilancio di previsione del 2025 la destra in Regione ha tagliato oltre due milioni ai capitoli destinati all’ordine pubblico e alla sicurezza.

E non è finita: la formazione di base per gli agenti e quella per gli ufficiali della polizia locale? Ancora indefinita.

Il tavolo di consultazione con i sindaci? Non pervenuto.

La sicurezza è una cosa seria. Serve lavorare per la coesione sociale, il presidio del territorio, la prevenzione. Bisogna investire sulla formazione degli agenti, contrastare la dispersione scolastica e prevenire la criminalità giovanile.

Non alimentare paure per lucrare consenso a buon mercato.

Servono i fatti.

 
Focolaio di Covid intercettato nell’allevamento di visoni di Capergnanica: si continua ad ignoarare il problema

Lo scorso ottobre sul focolaio di Covid intercettato nell’allevamento di visoni di Capergnanica ero subito intervenuto con una interrogazione presentata all’assessore al Welfare di Regione Lombardia.

All'interrogazione, l'assessore Bertolaso ha risposto solo il 21 gennaio scorso comunicando che dal Ministero della Salute non avevano ancora dato indicazioni su come procedere per questo tipo di situazioni.

Mi chiedo: ma come siamo messi per la tutela della salute nel nostro paese? C’è davvero da preoccuparsi, perché quell’allevamento, inoltre, risulta sotto sequestro già da tempo e tutto è ancora bloccato, perché non arrivano i decreti attuativi da parte del governo.

È inaccettabile che si continui a ignorare il problema senza assumersi responsabilità, la salute pubblica deve venire prima di tutto. L’esperienza della pandemia pare non aver insegnato nulla, sia in termini di risorse che in termini di prevenzione.

 
PSA, Peste suina africana: necessità di proposte concrete per la tutela dei lavoratori della filiera

Si è riunito in Regione un gruppo di lavoro a sostegno della filiera suinicola, costituito dopo che sono state auditi i sindacati e Assica su proposta dei consiglieri regionali del Pd, poiché fino ad allora le organizzazioni sindacali non erano state tenute in considerazione dalla Giunta regionale nonostante i ripetuti appelli pubblici delle stesse, per essere incontrate.

Per i lavoratori  di questo settore non è previsto alcun tipo di ammortizzatori sociali in caso di riduzione del personale di un’attività nel contesto della filiera. Si tratta di una richiesta che deve essere sottoposta al Governo e per questa ragione la Giunta di Regione Lombardia deve essere in prima linea.

Per quanto riguarda le imprese, invece, vanno rifinanziati ed incrementati i fondi per i ristori, dal momento che ad oggi sono stati destinati 10 milioni con un provvedimento del Governo, ma non sono insufficienti.

Come gruppo consiliare PD abbiamo poi avanzato richieste per meglio contrastare il virus quindi azioni da mettere in atto da un punto di vista sanitario, con investimenti nella diagnosi precoce per poter individuare in tempi più rapidi il virus della Psa e investimenti nella validazione dei metodi di inattivazione del virus.

Va inoltre riconosciuta la ‘filiera del suino’ per consentire la possibilità a tutta la filiera di poter accedere a dei bandi, sia regionali che europei.

Bisogna anche chiedere al Governo, di prevedere degli incentivi per i macelli in modo tale che possano lavorare le carni di allevamenti che si trovano in zona di restrizione. Occorre, infine, fare pressione sul Governo, perché a sua volta chieda all’Europa di concedere delle deroghe al meccanismo degli aiuti di Stato.

Sono tutte proposte che inseriremo in una risoluzione per chiedere un forte impegno alla giunta lombarda. Con una richiesta specifica alla Regione, già avanzata tempo fa, di incrementare il numero dei veterinari, perché non è possibile contrastare la peste suina con quelli in servizio ad oggi.

 
 
 
 
 

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